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Messina, Mega: “Sul deposito di gas liquefatto troppe fantasie e mistificazioni”

domenica 24 Aprile 2022

Non è pericoloso e soprattutto non è un rigassificatore ma un distributore. Il presidente dell’Autorità portuale dello Stretto Mario Mega interviene sulla vicenda legata alla manifestazione d’interesse per la realizzazione di un deposito di GNL nella zona sud. Dopo la pubblicazione del bando sono iniziate le proteste dei residenti e nei giorni scorsi sono intervenuti per dire no sia il candidato sindaco della sinistra Gino Sturniolo che il candidato sindaco di Sicilia Vera Federico Basile.

Da qui la necessità per Mega di fare alcune precisazioni che ha affidato ad un post sulla sua pagina facebook.

“Si può essere contrari alla realizzazione del deposito di GNL ma spacciarlo per un rigassificatore (che è impianto ben più pericoloso e che stanno progettando in altri porti sia della Calabria che della Sicilia, ma non in quelli dello Stretto) è quanto meno poco corretto sperando che si tratti solo di cattiva informazione e non di scelta voluta per alimentare inutili allarmismi-scrive Mega-Ritenendo che ci sia stato un difetto di conoscenza precisiamo allora che un rigassificatore serve per trasformare il GNL che arriva allo stato liquido in gas da immettere nei metanodotti urbani che poi servono le abitazioni e le industrie. Il passaggio del gas dallo stato liquido allo stato gassoso è una attività industriale molto delicata che comporta misure di sicurezza molto spinte. Noi non abbiamo nemmeno preso in considerazione questa ipotesi come si può ricavare dallo studio di fattibilità che è liberamente consultabile”.

Mega spiega come il deposito di GNL per il quale è stato pubblicato il bando è invece un grande distributore di carburanti con dei serbatoi dove il GNL arriva allo stato liquido, viene conservato sempre allo stato liquido per essere poi distribuito, sempre allo stadio liquido, con piccole navi o con autocisterne per l’alimentazione di navi e mezzi pesanti che hanno motori che vengono alimentati direttamente con quel carburante liquido senza necessità di preventiva trasformazione in gas aeriforme.

Il livello di rischio- precisa il presidente dell’AP- è totalmente differente perchè si tratta di attività completamente diverse. Ci sono comunque delle norme tecniche di sicurezza da rispettare e certamente tutti gli Enti coinvolti nel processo autorizzativo ed in prima battuta anche lo scrivente saranno più che attenti che questo accada”.

Mega prosegue ricordando che in ogni caso qualora il progetto finale non dovesse ottenere tutte le autorizzazioni previste per legge non si farà. E del resto non sarebbe neanche ipotizzabile farlo senza le autorizzazioni….

Il presidente dell’Autorità portuale evidenzia come al momento non c’è alcun progetto ma solo l’individuazione di un’area che, tra alcune decine di siti considerati, è stata ritenuta, da uno studio prodotto su incarico dell’ente da una delle più esperte società italiane di progettazione di questo tipo di impianti, quella con le migliori caratteristiche per la sua realizzazione. Lo studio di fattibilità elaborato non ha certamente la finalità di scegliere la soluzione progettuale ma solo di delineare le condizioni da considerare per proporre una soluzione operativa.

“Il progetto vero è proprio sarà quello che risulterà vincitore della procedura di project financing che è stata avviata per individuare il soggetto che, investendo 60 milioni di proprie risorse e 30 milioni di finanziamento pubblico, lo dovrà realizzare e poi gestire- prosegue Mario Mega– Oggi, quindi, parlare di un progetto che non è sicuro e non rispetta le norme è pura fantasia perchè il progetto ancora non esiste. Nello studio di fattibilità che è stato elaborato sono indicate le norme da rispettare ed è già precisato che occorrerà tenere in attenzione l’esistenza di edifici nelle aree limitrofe. I  partecipanti alla gara che dovranno trovare le soluzioni tecnologiche ed impiantistiche che rendano il deposito sicuro e rispettoso delle norme”.

Quanto ai problemi di viabilità il presidente spiega che nel quadro economico preliminare, cui i partecipanti alla gara dovranno uniformarsi, è previsto che un terzo del finanziamento pubblico (pari a circa 10 milioni di euro) sia destinato al miglioramento infrastrutturale di tutta l’area interessata dall’ intervento con ciò comprendendo non solo i nuovi collegamenti stradali ma anche la riqualificazione del fronte mare che così potrà essere restituito alla libera fruizione degli abitanti.

Un intervento quindi che sarà realizzato solo se sarà sicuro, rispettoso dell’ambiente e che comporterà la riqualificazione dell’area adiacente secondo le strategie delineate dal PNRR e dal PNC con i cui fondi è finanziato”.

Per il presidente l’area dello Stretto è tra gli spazi marittimi più inquinati del territorio nazionale a causa di un sistema di traghettamento con navi di vario genere, per la stragrande maggioranza dei casi di vecchia costruzione, che utilizzano come carburanti derivati del petrolio con enorme produzione di CO2 e NOx vari.

Nel medio termine, sino a quando non saranno disponibili motorizzazioni operative ad ammoniaca, idrogeno o chissà cosa altro, tutti gli armatori si stanno orientando per motorizzazioni ibride privilegiando il GNL allo stato liquido- continua- Per non parlare della transizione energetica dei mezzi pesanti circolanti sulla rete stradale che al momento vede disponibili solo le motorizzazioni a GNL liquido, fra l’altro incentivate dal Governo nazionale, a cui gli autotrasportatori siciliani non possono accedere per la mancanza di questo carburante nell’isola”.

Mega conclude spiegando quindi come la sua decisione sia basata su una strategia di sistema, che da un lato creerà le condizioni per avviare una reale transizione ecologica dei trasporti sullo Stretto di Messina e dall’altro creerà sviluppo e nuova occupazione per Messina oltre che un intervento di riqualificazione di un’area oggi degradata.

Mettendo a disposizione nell’area dello Stretto GNL a costi sostenibili, rispetto a quello che costerebbe trasportarlo da chissà dove, si potrà anche arrivare a mettere fuori linea tutto il naviglio non adeguato senza danneggiare gli utenti. Se ci sono altre proposte che producono effetti concreti come questi ma con modalità differenti noi saremo i primi ad esaminarle ed a sostenerle se migliori”.

Ma Mario Mega ne ha anche per il centrodestra, in particolare per il candidato sindaco Maurizio Croce che ha annunciato di volersi battere affinchè l’ex Fiera e la zona falcata tornino di competenza dell’amministrazione comunale.

“Dopo decenni di tentativi a vuoto per ridare una funzione all’area della ex fiera oggi si contesta una procedura- replica Mega-, ampiamente condivisa con la uscente amministrazione comunale, di una strategia complessiva che è anche passata da un confronto pubblico molto partecipato ed apprezzato anche da quelli che tuttavia contemporaneamente poi tramano per sottrarlo all’AdSP forse solo responsabile di voler procedere, in attuazione del Piano Regolatore Portuale vigente, nella massima trasparenza e senza condizionamenti che non si rifacciano ad interessi pubblici e collettivi”

Secondo Mega in realtà dietro le polemiche ci sarebbe un tentativo, a suo dire, per bloccare l’iter che porterà alla liberazione della Rada San Francesco. L’ultima parte del post è un ribadire come la sua storia professionale testimoni la sua assoluta indipendenza da padrini o politici di turno e di netto rifiuto di accordi affaristici con chicchessia.

Dal primo giorno del mio insediamento a Messina non ho voluto e mai vorrò nemmeno confrontarmi con chi non è portatore di interessi collettivi avendo io come unico riferimento il rispetto delle Leggi e della Costituzione. Mi auguro che nelle prossime settimane si ragioni e ci si confronti sulle attività in corso e programmate dalla AdSP dello Stretto ma con onestà intellettuale e senza mistificazioni”.

 

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