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Hub servizi di Milazzo, il Tar dà torto all’Autorità portuale dello Stretto. Ecco perchè

martedì 5 Luglio 2022

Il Tar di Catania, con sentenza del 22 giugno ha accolto il ricorso presentato dal Centro Mercantile Sicilia Spa contro l’Autorità portuale di Messina ed in particolare contro un decreto del presidente Mega con il quale, a fine dicembre 2021 revocava un accordo stipulato due anni prima che prevedeva, tra le altre cose, la realizzazione di un Centro integrato di servizi, il cosiddetto Hub di Milazzo. Respinta invece dai magistrati contabili la richiesta di risarcimento danni.

Stando ai magistrati il protocollo d’intesa era valido ed efficace, ma nel frattempo lo stop ha di fatto “congelato” l’attività che invece stava alla base dell’intesa volta volto anche a favorire una serie di interventi nell’ambito della Zes.

Facciamo un passo indietro.

Nel gennaio 2019 l’allora commissario dell’Autorità portuale di Messina firmava un protocollo con il Centro Mercantile Sicilia Spa e le società degli Interporti Siciliani Spa per “sviluppare una comune progettazione comunitaria e nazionale (…) ed adottare, una forma di “governance” volta a favorire strategie condivise in merito all’attuazione del Programma per lo sviluppo infrastrutturale e di iniziative ed attività condivise di coordinamento, adozione di regole comuni e l’ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture esistenti”.

Nello schema d’intesa inoltre, in merito al progetto di recupero delle aree gestite dal Centro Mercantile Sicilia e di quelle contigue (ex Montecatini) di proprietà della Caronte & Tourist S.p.A., si prevedeva lo sviluppo di “iniziative volte all’accelerazione nella realizzazione degli interventi finalizzati al potenziamento delle aree e delle infrastrutture dell’istituenda Zona Economica Speciale inerente la circoscrizione portuale dell’autorità portuale di Messina”.

Tra le infrastrutture previste c’era anche il “Centro integrato di servizi denominato HUB Milazzo” . Il 2 aprile 2019 veniva, quindi, sottoscritto da Autorità Portuale di Messina, Centro Mercantile Sicilia S.p.A. e Società degli Interporti Siciliani S.p.A., un Protocollo d’intesa che mirava anche ad “accrescere la possibilità di accedere a fonti di finanziamento finalizzati alla promozione dell’intermodalità ferroviaria – marittima, riduzione del traffico stradale (autostrade del mare), nonché il processo di sviluppo economico sociale e occupazionale attivato dall’istituende ZES” e prevedeva la costituzione di un Tavolo tecnico permanente per il coordinamento ed il monitoraggio di tutte le attività.

Nel frattempo, nell’agosto del 2019 con la nascita della nuova Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, s’ insediava il nuovo Presidente,  Mario Mega, il quale, poco dopo la nomina, convocava una riunione presso la sede del Centro Mercantile Sicilia. In quella occasione è stata ribadita la volontà di rispettare gli impegni presi con la stipula di protocollo.

Invece nulla si è mosso per un anno intero, così a fine settembre 2020 il Centro Mercantile Sicilia chiedeva lumi sul “previsto tavolo tecnico”, in ragione del ruolo strategico che gli era stato attribuito nell’accordo in funzione della realizzazione delle infrastrutture legate alla ZES e della necessità di programmare i successivi passaggi.  Nessuna risposta. Trascorre quindi un secondo  anno ed il 2 giugno del 2021 il Centro Mercantile Sicilia S.p.A. manda una nuova richiesta.

Stavolta l’AdSP dello Stretto risponde spiegando che non sussiste più “l’interesse a valutare questo tipo di compartecipazioni ad iniziative private, ancorché finalizzate a potenziare il retroporto di Milazzo”, precisando che  in ogni caso non era intenzione dell’Ente dare seguito ad un protocollo che era stato sottoscritto dalla soppressa AP di Messina con il Centro mercantile che non rientra tra enti appartenenti alla PA.

In seguito alla diffida da parte del Centro mercantile Sicilia a dar corso a quanto previsto dal protocollo, l’AP dello Stretto mette la parola fine il 28 dicembre 2021 con la revoca in autotutela demolitoria del protocollo d’intesa del 2019.

Il decreto del presidente Mega è stato quindi impugnato dal Centro Mercantile Sicilia davanti al Tar di Catania che nei giorni scorsi ha emesso la sentenza dando ragione a quest’ultimo.

I magistrati amministrativi  hanno accolto la tesi dei ricorrenti evidenziando come la legge prevede che “l’amministrazione procedente può concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero, nei casi previsti dalla legge, in sostituzione di questo”. In sostanza il protocollo d’intesa del 2019 era un accordo tra le parti  che determinava il contenuto del provvedimento finale, indipendentemente dal fatto che il Centro Mercantile sia o meno una PA.

Le interlocuzioni avviate dall’Autorità Portuale di Messina con la società ricorrente inoltre risalivano al 2017 pertanto quello sottoscritto nel 2019 per l’Hub di Milazzo è a pieno titolo un accordo sostitutivo.

La legge 169/2016 che ha portato alla nascita dell’AP dello Stretto inoltre prevede che  “le AdSP subentrano alle Autorità portuali cessate nella proprietà e nel possesso dei beni ed in tutti i rapporti giuridici in corso, ivi compresi quelli lavorativi”. L’AP dello Stretto quindi è subentrata a pieno titolo nei rapporti posti in essere nel 2019 con il Centro Mercantile Sicilia e la Società degli Interporti.

Infine secondo il Tar non può darsi ragione all’AP dello Stretto quando sostiene di “non avere interesse a portare avanti l’iniziativa poiché non sono previsti interventi di Partenariato Pubblico Privati”, dal momento che le “forme di raccordo con i sistemi logistici retroportuali e interportuali” possono risolversi, in base al protocollo d’intesa siglato nel 2019, in condivise misure di Governance, anche in assenza della realizzazione di “interventi” realizzati nelle forme del Partenariato Pubblico Privato” nell’area del retroporto di Milazzo.

 

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