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Il fatto

Migranti, sbarcati a Lampedusa gli undici cadaveri recuperati dalla nave ong Geo Barents

sabato 8 Giugno 2024

Sbarcati a Lampedusa gli 11 cadaveri recuperati, ieri, in area Sar libica, dalla nave ong Geo Barents di Medici senza frontiere. Ad autorizzare lo sbarco delle salme è stato il ministero dell’Interno.

Verrà impegnata, fra qualche ora, una motovedetta della guardia costiera di Lampedusa per il trasbordo: la nave è troppo grande per riuscire ad ormeggiare al porto della maggiore isola delle Pelagie.

Dopo il trasbordo dei cadaveri, la Geo Barents, che ha a bordo 165 persone, proseguirà per il porto sicuro assegnato di Genova.

Gli 11 cadaveri di migranti erano stati avvistati ieri, dopo un naufragio, dall’aereo Seabird di Seawatch e la nave Geo Barents di Medici senza frontiere, che si trovava in zona dopo aver soccorso due imbarcazioni, è stata autorizzata al recupero.

Nonostante le criticità evidenziate dalla guardia costiera di Lampedusa, dal procuratore di Agrigento Giovanni Di Leo e dal sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, gli 11 cadaveri recuperati in acque Sar libiche dalla ong Geo Barents di Medici senza frontiera dovrebbero essere sbarcati sul molo Favaloro dell’isola.

I cadaveri, tra i quali vi sarebbero quelli di alcune donne ma non di bambini, dovrebbero invece essere trasferiti a Lampedusa. A gestire la vicenda è la Prefettura di Agrigento. Una volta sbarcate a Lampedusa le salme dovrebbero essere trasferite tra stasera e al massimo domattina, con il traghetto di linea, a Porto Empedocle per evitare le criticità sollevate circa la temporanea sistemazione dei feretri nella piccola camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana.

Il prefetto Filippo Romano, in queste ore, ha interpellato i sindaci dell’Agrigentino per reperire i posti necessari per le sepolture. Se gli spazi nei cimiteri dell’agrigentino non dovessero bastare si stanno interpellando anche i sindaci di Trapani, Caltanissetta ed Enna.

 

Un dodicesimo cadavere è stato individuato dal velivolo di Sea Watch nella stessa area dove ieri ha segnalato la presenza in acqua dei 11 morti, recuperati dalla Geo Barents di Medici senza frontiere. Lo scrive su X l’ong tedesca.

“Ieri il nostro equipaggiosi legge nel postha avvistato 11 corpi e durante il volo di oggi ne è stato scoperto un altro. Le ricerche continuano. I morti sono stati avvistati tra 35 e 77 chilometri al largo della costa libica. Non sappiamo se e quante altre persone siano annegate prosegue la nota dell’Ong sui socialsi può presumere che i morti siano stati vittime di un naufragio precedentemente non rilevato. La nostra solidarietà va a tutti i cari delle persone annegate. La nostra rabbia è rivolta alla politica italiana ed europea

 

La nota del sindaco di Lampedusa e Linosa

Filippo Mannino

“Non capisco con quale logica sia stato deciso di far sbarcare le salme a Lampedusa, quando sono note a tutto il mondo le condizioni della nostra camera mortuaria e più in generale le condizioni logistiche del mio territorio. Spero che le autorità preposte si ravvedano su questa decisione”. Lo ha detto il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, che si dice “stanco e amareggiato dal ricevere continuamente morti”.

“Così come sono stanco di dover ricordare a ogni occasione che noi siamo isola e abbiamo i problemi di una terra di frontieraha spiegato – . Problemi che non riguardano solo le salme, ma più in generale il funzionamento di tutta la macchina amministrativa che ho rappresentato in molteplici occasioni istituzionali”.

Questi morti, proprio oggi, giorno in cui c’è la chiamata alle urne per le elezioni, sembrano – aggiunge – aver voluto dare uno schiaffo a un’Europa che da troppo tempo fa finta di non vedere e non capire che il problema non è più rinviabile”.

“Dopo il trasbordo dalla nave ong Geo Barents sulle motovedette della guardia costiera, gli 11 cadaveri vengano trasferiti direttamente a Porto Empedocle e non a Lampedusa. Noi non siamo nelle condizioni di poterli ricevere”. Con queste parole conclude il sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, lanciando un appello alle istituzioni.

Le criticità evidenziata dalla Capitaneria di Lampedusa

 

Dovrebbero essere sbarcati dopo le ore 11 circa gli 11 cadaveri, fra cui quelli di alcuni bambini, che sono a bordo della Geo Barents e che verranno trasbordati su una motovedetta della guardia costiera. La Capitaneria di Lampedusa ha già rappresentato all’Italian maritime rescue coordination center di Roma le “criticità” legate alla gestione di così tanti cadaveri su Lampedusa.

Nella piccola camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana c’è già il feretro della neonata di 5 mesi, figlia di guineani, che è stata trovata morta quando la nave Humanity1 della ong tedesca Sos Humanity ha soccorso il barchino. Il cadavere era stato sbarcato a Lampedusa il 29 maggio scorso assieme alla mamma della piccola, una diciannovenne, e alla sorellina di 2 anni. La prefettura di Agrigento ha già attivato entrambe le ditte di pompe funebri che sul molo Favarolo faranno trovare le 11 bare.

E in contemporanea il prefetto Filippo Romano ha iniziato a cercare posti nei cimiteri della provincia.

Nell’attesa dell’apertura del cimitero islamico di Palma di Montechiaro, ancora una volta, il prefetto sta cercando disponibilità da parte dei sindaci dell’agrigentino per dare sepoltura agli 11 feretri.

 

Le criticità rilevate dal procuratore di Agrigento: la nota

 Il procuratore di Agrigento Giovanni Di Leo evidenzia in una nota “le plurime criticità’ di ordine normativo, umanitario e costituzionale sul soccorso in mare” in relazione all’ennesima tragedia dell’immigrazione che ha portato alla decisione amministrativa di trasferire 11 salme di migranti recuperate in mare nel porto di Lampedusa, con un trasbordo in corso da una nave di una Ong su motovedette della Capitaneria di Porto.

“Alla nave Ong – osserva Di Leo – e’ stato dato, secondo quanto comunicato dalla Polizia Giudiziaria, come porto di sbarco quello di Genova. Alla Procura di Agrigento, per i fatti commessi in acque internazionali finirebbe in questo modo per essere attribuita la giurisdizione sul caso, in relazione alla destinazione delle salme recuperate in mare aperto, che in quanto vittime del reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina, realizzerebbero i presupposti per affermare giurisdizione e competenza sul caso”.

Il procuratore evidenzia tuttavia che “ogni accertamento sul caso medesimo tuttavia, dovrebbe attendere l’arrivo nel porto di Genova di tutte le persone informate (equipaggio, persone salvate ecc..), ed essere svolto ovviamente con delega a quella Autorità giudiziaria o alle forze di polizia. Allo stesso modo, la Procura di Genova, qualora volesse ritenere la propria competenza sul caso, dovrebbe svolgere gli accertamenti urgenti sulle salme sbarcate a Lampedusa, avviandoli dopo diversi giorni dal loro trasferimento a terra, e verosimile  tumulazione’. Di Leo sottolinea inoltre che ‘l’isola di Lampedusa non e’ attrezzata per la conservazione di un così alto numero di cadaveri. Anche in questo caso, pertanto, non si comprende la scelta operata di farli sbarcare a Lampedusa anzicè, ad esempio a Porto Empedocle, dove l’attracco della nave eviterebbe un trasbordo in
mare”.
“L’applicazione della legge penale, gli accertamenti previsti dal codice di procedura come obbligatori, la determinazione stessa della giurisdizione e della stessa competenza penale –
conclude il Procuratore – non può, secondo Costituzione, essere rimessa a decisioni discrezionali dell’Autorità politico-amministrativa, ma soltanto alla legge stessa”. 

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