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Musumeci e Occhiuto a Messina: “Lo Stretto hub del Mediterraneo. Ponte strategico”

lunedì 6 Giugno 2022

Due presidenti di Regioni unite da un lembo di mare. E il candidato sindaco di una città le cui sorti nella storia e nell’economia sono legate a quello Stretto. Tema prioritario del comizio in piazza del Popolo è stata proprio l’Area dello Stretto, quel lembo di mare che è fonte di polemiche e disagi, distanze e progetti.

Il Ponte come cuore di una strategia per rendere il sud protagonista nel mediterraneo è stato il tema dell’incontro del centrodestra a sostegno di Maurizio Croce candidato sindaco. A intervenire sono stati i presidenti della Regione Siciliana, Nello Musumeci e della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.

Non dobbiamo parlare solo di collegamento stabile tra le due sponde- ha chiarito il presidente Musumeci– ma della possibilità di definire una strategia di protagonismo del sud Italia nel Mediterraneo. Una strategia che parte dalla Sicilia e dalla Calabria. Del resto l’idea dell’area integrata dello Stretto ha visto i primi passi anche con quell’Autorità dello Stretto che il nostro governo ha voluto. Più di tutto serve però una regia nazionale. Dopo le elezioni amministrative dobbiamo definire con Roma una prospettiva a breve ed a lungo termine. Dobbiamo disegnare una programmazione a 10 anni per capire cosa si vuol fare del Sud nel Mediterraneo in modo concreto”.

Il Ponte ma non solo, perchè l’idea è quella di far sì che Sicilia e Calabria diventino un grande hub del Mediterraneo e che in questo quadro anche l’aeroporto dello Stretto, con sede a Reggio Calabria, diventi centrale.

Il Ponte sullo Stretto in questa ottica è un’opera strategica per tutta l’Europa- ha commentato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto– Le due regioni possono lavorare insieme per diventare il perno dell’Europa, anche alla luce di questa sciagurata guerra, il Mediterraneo potrebbe diventare la parte più in grado di svilupparsi e  produrre, ad esempio, energia. Allo stesso modo è importante che Calabria e Sicilia sviluppino assieme una serie di azioni politiche e amministrative per fare di questi territori popolazioni capaci di intercettare i flussi dello sviluppo che da qui a qualche anno si realizzeranno per il Mediterraneo”.

Occhiuto ha ricordato come l’area integrata dello Stretto interessi tantissimo anche la Calabria, che registra oltre 1 milione e 800mila abitanti, e da sola non potrà intraprendere politiche strategiche centrali senza altre sinergie.

L’area dello Stretto è una parte vocata a svilupparsi, si tratta di integrare azioni e servizi come l’aeroporto dello Stretto- ha concluso Occhiuto– Ho nominato di recente l’ex direttore dell’aeroporto di Catania, che l’ha fatto diventare quarto in Italia, e lo scalo di Reggio Calabria può diventare anche della Sicilia orientale”.

Ad aprire l’incontro è stata la capogruppo Ars di Fratelli d’Italia Elvira Amata che si è soffermata proprio sull’importanza di una cabina di regia per lo Stretto di Messina, che veda insieme sinergie e capacità decisionali. “L’Area integrata dello Stretto è fondamentale per lo sviluppo, così come diventa strategica l’istituzione di un’Agenzia per la mobilità” ha chiarito la deputata messinese.

Subito dopo è intervenuta la parlamentare di Forza Italia Matilde Siracusano, assessora designata nella squadra di Maurizio Croce, che ha ribadito le motivazioni che hanno portato alla scelta del candidato sindaco.

Dobbiamo ringraziarlo per la classe e l’eleganza con la quale sta affrontando questa campagna elettorale- ha detto la parlamentare- per l’umiltà di chi non perde tempo con gli effetti speciali e gli show. E’ stato bravo a non speculare, come altri hanno fatto sul dramma di chi vive da decenni il disagio abitativo“.  Una frecciata la Siracusano la destina all’ex sindaco: “Manterrò lo spirito di servizio che ho avuto in questi anni da parlamentare. Purtroppo in cambio ho ricevuto insulti dall’ex sindaco, ma vi dico, diffidate da chi abbandona il proprio ruolo. Diffidate dell’immagine plastica di queste settimane con l’ex sindaco che comanda e il candidato sindaco relegato in un angolo”

Maurizio Croce dal palco ha ripetuto le linee fondamentali del suo programma, incentrato sul lavoro perché solo l’occupazione porta ricchezza, crea economia ma non si deve fare l’errore di parlare genericamente di turismo del mare. “Prima di ogni altra cosa dobbiamo capire l’identità di Messina, perché oggi Messina manca d’identità. E in più aggiungo che negli ultimi anni ha perso la civiltà e la democrazia. Non ascoltiamo più, non c’è più dialogo ma solo scontro”.

Sul turismo Croce ha ribadito che non può essere solo quello crocieristico ed anche questo deve essere potenziato e migliorato. La zona falcata e il water front sono progetti che richiedono tempo e intanto si deve puntare anche al breve termine.

Messina ha riscoperto l’importanza della cittadella fieristica solo dopo che è stato demolito il teatro- ha aggiunto- Io penso che dalla zona falcata all’ex fiera il nodo centrale sia che quelle aree non sono di proprietà del comune. E’ questo il paradosso, che dobbiamo operare in sinergia con l’Autorità portuale. La prima richiesta da fare è quella per riappropriarci del destino di quelle aree”. Ed in fiera Croce vorrebbe anche l’Acquario, e lo ipotizza anche sott’acqua.

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