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L'Open day per la Giornata europea

Numero unico 112, Sicilia tra primato nei tempi di risposta e integrazione con il 116 117 CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 11 Febbraio 2026

Il 112 è il primo snodo dell’emergenza europea, e la Giornata dedicata al Numero Unico nasce per rafforzarne la conoscenza, promuoverne un uso appropriato e consolidare la fiducia dei cittadini nel sistema dei soccorsi.

In Sicilia la Prefettura, in sinergia con l’Assessorato regionale della Salute, ha organizzato oggi 11 febbraio, per celebrare la ricorrenza, un Open Day nelle Centrali Uniche di Risposta CUR NUE 112 con l’obiettivo di rendere visibile il funzionamento del primo livello di accesso all’emergenza e chiarire il ruolo che svolge nel coordinamento tra sanità, forze dell’ordine e soccorso tecnico.

“È una ricorrenza importante per il 112, numero europeo armonizzato. La presenza delle scuole introduce un elemento di partecipazione e consapevolezza perché i ragazzi hanno l’opportunità di conoscere da vicino un sistema che opera attraverso il Civico, il Cannizzaro, l’assessorato regionale della Salute e la SEUS. Nel tempo questo modello si è consolidato e oggi rappresenta un riferimento stabile nell’organizzazione dell’emergenza sul territorio”, ha sottolineato Salvatore Iacolino, dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della Salute.

Il primo livello di accesso

Previsto a livello europeo dalla direttiva 2002/22/CE e recepito nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo 1° agosto 2003 n. 259, il 112 rappresenta oggi il punto unico di contatto per ogni richiesta di emergenza. In Italia il numero esisteva già come recapito dell’Arma dei Carabinieri, ma il modello integrato con Centrale Unica di Risposta si sviluppò progressivamente negli anni successivi, con le prime attivazioni operative nel 2010.

Il 112 non sostituisce il 118 né gli altri numeri storici, ma li integra in un modello centralizzato che concentra la ricezione delle chiamate in un unico primo livello. La Centrale Unica di Risposta riceve la segnalazione, effettua una prima valutazione, identifica la tipologia di evento e inoltra la richiesta alla sala operativa competente. Per l’emergenza sanitaria il riferimento resta il 118, che mantiene la responsabilità clinica e organizzativa dell’intervento.

Il passaggio attraverso le CUR consente di uniformare la raccolta delle informazioni, geolocalizzare il chiamante e intercettare una quota significativa di chiamate improprie. Questo filtro incide sull’appropriatezza della domanda sanitaria e contribuisce a una gestione più efficiente dei mezzi di soccorso. Il 112 non modifica la natura del servizio sanitario di emergenza, ma ne struttura l’accesso e ne razionalizza i flussi.

Il percorso siciliano

L’attivazione del Numero Unico di Emergenza 112 in Sicilia prese avvio nel 2017, quando entrò in funzione la prima Centrale Unica di Risposta nell’area orientale con sede a Catania presso l’Azienda ospedaliera Cannizzaro. Il 20 giugno 2017 la migrazione dei primi distretti telefonici segnò l’avvio operativo del sistema e la CUR iniziò a gestire le chiamate indirizzate ai numeri 112, 113, 115 e 118 nei territori interessati, integrando progressivamente le linee di emergenza tradizionali in un unico punto di accesso.

Quel passaggio segnò un cambiamento strutturale nell’architettura delle comunicazioni di soccorso. La ricezione delle chiamate venne concentrata in un primo livello comune incaricato di effettuare la localizzazione, la qualificazione dell’evento e l’inoltro alla sala operativa competente. Per l’emergenza sanitaria la gestione operativa restò in capo al 118, che continuò a detenere la responsabilità clinica e organizzativa dell’intervento.

Il sistema si estese successivamente all’area occidentale con l’attivazione della Centrale di Palermo, il 21 maggio 2019, completando la copertura regionale e uniformando le procedure su tutto il territorio siciliano. Da quel momento tutte le richieste di emergenza confluirono in un unico livello di accesso, con standard operativi omogenei, tracciabilità delle comunicazioni e integrazione strutturata con le sale operative competenti.

Con questo assetto la Sicilia si collocò come terza regione in Italia, dopo Lombardia e Lazio, ad attivare il modello delle Centrali Uniche di Risposta  su tutto il territorio e detiene da cinque anni il primato nazionale per i tempi medi di risposta alle chiamate.

“La centrale rappresenta un nodo operativo in cui convergono più funzioni e componenti del sistema dell’emergenza – ha aggiunto Walter Messina, direttore generale dell’Arnas Civico -. Il coordinamento tra 112, 118 e le altre strutture presenti consente di assicurare tempestività e sicurezza nell’intervento, ma richiede un impegno organizzativo costante per garantire continuità e qualità della risposta ai cittadini”.

L’evoluzione nell’emergenza

Oggi il sistema delle Centrali Uniche di Risposta opera su una piattaforma digitalizzata che integra localizzazione automatica del chiamante, tracciabilità delle comunicazioni e interconnessione in tempo reale con le sale operative competenti. Le nuove tecnologie consentono una gestione più strutturata dei flussi, una classificazione omogenea degli eventi e un trasferimento dei dati più rapido verso il 118 e gli altri servizi di soccorso. Il primo livello di risposta costruisce, pertanto, un quadro informativo che accompagna l’intervento fin dal momento della chiamata.

“Negli ultimi anni il sistema ha registrato circa 1.800.000 chiamate sulla centrale di Catania e 1.400.000 su Palermo – ha illustrato Pietro Cipriano, referente unico 112 Sicilia -. I tempi medi di risposta si attestano intorno agli 8 secondi e la gestione dell’evento avviene in meno di 40 secondi prima dell’inoltro alla centrale competente, questo consente di trasferire alle strutture operative informazioni già qualificate e localizzate”.

Dentro questa logica di riorganizzazione dell’accesso ai servizi si inserisce anche il numero 116 117, dedicato all’assistenza sanitaria non urgente e alla continuità assistenziale.

“Il 116 117, che dovrebbe partire tra pochi mesi, è destinato a completare la separazione tra emergenza e bisogni sanitari differibili e a rafforzare il modello multilivello dell’accesso – ha evidenziato Iacolino -. La sua attivazione, attesa anche in Sicilia nel quadro del potenziamento dell’assistenza territoriale, consentirà di indirizzare la domanda a bassa intensità clinica verso un canale dedicato, riducendo l’utilizzo improprio del 112 e alleggerendo la pressione sul 118. In questa direzione abbiamo realizzato una nuova infrastruttura digitale a supporto del sistema di emergenza, con l’obiettivo di garantire un servizio sempre più efficiente e tempestivo attraverso continuità e cooperazione tra tutte le componenti istituzionali”.

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