L’assassinio di Sara Campanella, la giovane ventiduenne sgozzata ieri in strada a Messina, ha sconvolto tutta la Sicilia. I carabinieri hanno fermato il presunto esecutore dell’omicidio: un collega di Università. Si tratta dell’ennesimo femminicidio e che richiama quello avvenuto sempre il 31 marzo, ma nel 2020, quando Lorena Quaranta, 27 anni, originaria di Favara (Agrigento), iscritta a Medicina a Messina venne uccisa dal fidanzato, anche lui studente nella stessa facoltà, Antonio De Pace, calabrese di Vibo Valentia. L’assassino strangolò Lorena nella casa che condividevano a Furci Siculo nel Messinese.
Università di Messina, giovedì fiaccolata per Sara

Giovedì prossimo, alle 19.30, con partenza prevista dal cortile del Rettorato in Piazza Pugliatti a Messina, prenderà avvio una fiaccolata in ricordo di Sara Campanella.
L’iniziativa, organizzata dall’Ateneo peloritano unitamente a tutte le Associazioni studentesche ed in collaborazione con il Comune di Messina, coinvolgerà la Comunità accademica ed è aperta a tutti i cittadini che vorranno prenderne parte. Dopo un momento di riflessione nel cortile, il corteo si muoverà fino a piazza dell’Unione Europea, sede del Municipio.
I messaggi di cordoglio dei sindaci del territorio
Tra i primi messaggi di cordoglio quello dei sindaci di Messina, Misilmeri, dove abita la famiglia di Sara, e del sindaco di Naso.

“Sono senza parole. Oggi – ha dichiarato il primo cittadino della città dello Stretto Federico Basile – Messina è stata scossa da una tragedia immensa: Una giovane vita, quella di Sara Campanella, è stata spezzata in modo brutale. La violenza di questo gesto ci lascia increduli e profondamente addolorati”.
“Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ai familiari e agli amici di Sara. In questo momento di dolore insopportabile sappiate che la città di Messina è con voi“, conclude Basile.

“Ancora una volta – ha ricordato il sindaco di Misilmeri Rosario Rizzolo – Misilmeri piange la morte di una giovane vittima. In questo ultimo periodo ci sono stati diversi suicidi di giovani adesso piangiamo una giovane vittima strappata alla vita e agli studi con violenza“.

“Aveva 22 anni ed era una tirocinante infermiera, una ragazza che amava la vita e che sognava di costruirsi una famiglia, un futuro fatto di amore. Oggi, però, il suo sogno è stato spezzato da un uomo che diceva di… amarla. Sara Campanella è stata uccisa a coltellate in strada a Messina, lontano dai suoi affetti, dalla sua famiglia, dai suoi genitori che, da Palermo, l’avevano lasciata partire per inseguire un sogno, per darle l’opportunità di costruirsi un futuro. Da uomo, mi vergogno per ciò che un altro essere umano è stato capace di fare. Da genitore, mi chiedo cosa ci possa essere di più orrendo. Da politico e sindaco, mi interrogo su cosa possiamo fare per fermare questa spirale di violenza, questi delitti!”. Così sulla sua pagina facebook il sindaco di Naso Gaetano Nanì che nelle prossime settimane si farà promotore di una giornata contro il femminicidio
“Viviamo in una società che ha perso il senso e il valore della vita, camminiamo accanto a potenziali assassini senza nemmeno accorgercene. A caldo ci indigniamo e condanniamo, ma poi, troppo spesso, facciamo ben poco per fermare questa interminabile scia di sangue. Oggi Sara, come cinque anni fa Lorenza, in questo 2025 Laura, Sabrina, Tilde… tutte brutalmente uccise da chi diceva: “ti amo”. Svegliamoci, combattiamo il femminicidio. Esigiamo la certezza della pena per i colpevoli, ma intensifichiamo anche la prevenzione, in tutte le scuole, dai piccoli centri alle grandi città, parliamone in famiglia, nelle chiese in piazza. Adesso Basta!”, conclude Nanì.
I messaggi di cordoglio e le riflessioni della politica e della società civile
“Siamo sconvolti di fronte all’ennesimo, efferato femminicidio, quello di Sara Campanella, 22 anni, uccisa in strada da un collega di corso. Vogliamo esprimere la massima vicinanza in questo dolore ai suoi familiari e agli amici. Le istituzioni facciano di più contro la violenza di genere”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Non c’è nessun arretramento nella cultura del possesso maschile – aggiunge – perché questo è il tema: abbiamo anche norme importanti che vanno ulteriormente rinforzate ma dobbiamo sconfiggere soprattutto una cultura. Non basta la repressione senza la prevenzione. E c’è bisogno quindi di educazione e di formazione specifica, di rendere obbligatoria l’educazione all’affettività e alle differenze in tutti i cicli scolastici, per sradicare prima che sia tardi quell’idea patriarcale e criminale di un diritto al possesso sul corpo e la vita delle donne, che non esiste”.
Altri messaggi dal mondo della politica sono arrivati anche dalle mura dell’Ars, come il deputato messinese capogruppo del M5S Antonio De Luca: “Non esistono parole, solo dolore e sgomento per l’ennesima giovane vita strappata a questa terra da cieca e immotivata violenza. Non abbiamo ancora asciugato le lacrime versate per la morte di Lorena Quaranta, che un’altra giovane donna, un’altra ragazza, è stata ammazzata da un uomo che, secondo le prime ricostruzioni, aveva ricevuto un suo rifiuto. La giustizia farà il suo corso, ma non basta più. Serve altro, serve subito e deve arrivare dalle nostre famiglie, dalla scuola, dalla politica, dalla società tutta. Riposa in pace Sara“.
Anche la Cisl Fp Messina in tutte le sue componenti e il coordinamento Donne della Cisl Fp si è unita al dolore della famiglia di Sara Campanella. “Nel 2025 – scrive il segretario generale Giovanna Bicchieri – non è accettabile che una ragazza di poco più di vent’anni muoia così, strappata alla sua vita e ai suoi sogni dalla ferocia di chi non accetta un no. Come sindacato da sempre siamo schierati a tutela dei diritti della donne e contro ogni forma di violenza. Oggi per Sara, e per le purtroppo numerose donne come lei strappate crudelmente ai propri affetti più cari, chiediamo al Sindaco un giorno di lutto cittadino“. “Il femminicidio – spiega Cettina Restuccia, responsabile del coordinamento donne della Cisl Fp Messina – non è più un’emergenza ma una triste realtà nei nostri territori, e a Messina in particolare. Chiediamo leggi più stringenti, non nate come quelle attuali da una situazione emergenziale, perché non lo è più. Il femminicidio è un fenomeno strutturale, va cambiata la cultura che fino a oggi ha impregnato la nostra società. Come Coordinamento Donne chiediamo più servizi per le donne che cercano di sottrarsi alla violenza e interventi più celeri da parte delle forze dell’ordine e della magistratura“.
“La feroce uccisione della giovane studentessa siciliana, Sara Campanella, nonostante i numerosi strumenti (cautelari e di prevenzione) messi a disposizione dal legislatore alle forze dell’ordine e ai magistrati, rende evidente che solo una indagine più approfondita degli aspetti piscologici e socio-culturali, soprattutto nelle nuove generazioni, può consentire una azione di prevenzione maggiormente efficace. Questa azione di prevenzione e responsabilizzazione deve partire, con maggiore forza, dalle famiglia, scuola, società civile e istituzioni”. Lo afferma Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere deputata di Coraggio Italia e del Gruppo parlamentare di Noi Moderati.
“Sara Campanella è stata uccisa a coltellate per strada, a Messina, per un amore non corrisposto. Attenzioni, pressioni e moleste che la giovane subiva probabilmente da tempo. L’ennesima tragedia. L’ennesimo femminicidio che ci ricorda, come se ce ne fosse ancora bisogno, che la violenza sulle donne è una battaglia innanzitutto culturale ma che, al tempo stesso, abbiamo il dovere di mettere in campo strumenti normativi che possano proteggere sempre più chi ne è vittima. La scelta del governo Meloni di portare in Cdm, alla vigilia dell’8 marzo, un disegno di legge per introdurre la fattispecie di reato di femminicidio è un segnale importante e spero che su questo provvedimento il Parlamento sia davvero compatto, unito. Bisogna lavorare anche sulla prevenzione, educando le giovani generazioni a ricorrere allo strumento della denuncia e a sapere cogliere, riconoscere, quei segnali spia che spesso anticipano un’escalation di violenza”. Così Mariastella Gelmini, capo delegazione Noi Moderati al Senato.
“L’ennesimo atroce femminicidio di una giovane studentessa, accoltellata in mezzo alla strada a Messina da un suo ex, collega di università, chiama tutti noi a un salto di qualità, oggi più mai necessario. Serve leggere correttamente la violenza, serve una condanna corale e condivisa della violenza maschile contro le donne da parte di tutti, nessuno escluso. Basta contestualizzazioni che sanno di giustificazioni per lui, basta stereotipi che diventano colpevolizzazioni per lei. Serve una nuova cultura da trasmettere ai più giovani, ma anche a tutti coloro che oggi operano nel campo del contrasto e della prevenzione della violenza. E’ necessario riconoscere la matrice patriarcale sulla quale si innestano relazioni di controllo, dominio e possesso. Come accadde per il fenomeno mafioso, è la società tutta che deve reagire e fare questo salto di consapevolezza. E basta insinuare che la violenza tra i sessi può essere reciproca, sono le donne a morire per mano degli uomini che ne perdono il controllo, in relazioni che nulla hanno a che fare con l’amore”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Commissione bicamerale femminicidio.
“Il femminicidio di Sara Campanella conferma un’atroce verità: le donne continuano a essere uccise da chi non si rassegna al loro ‘no’. Serve uno sforzo straordinario, un atto collettivo di ribellione educativa e sociale a questa cultura di morte”. Lo scrive sui social Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati.“La famiglia, la scuola, la politica, le istituzioni – aggiunge – devono capire che la difesa delle ragazze e delle donne è la difesa di ogni figlia, di ogni nipote, di ogni madre. Alle donne dico: non sottovalutate mai alcun segnale, non minimizzate”. “Se un uomo non si rassegna alla fine di un amore o a un sentimento non corrisposto, denunciate. Nessuna sarà al riparo se il ‘diritto a dire no’ delle donne non diventerà normale e normalmente accettato come peraltro quello degli uomini. Piangiamo per Sara, per la sua famiglia e le sue amiche, ma non ci rassegniamo: la piaga del femminicidio – conclude Carfagna – si deve combattere e sconfiggere”.
“L’ennesimo orribile femminicidio di Messina mostra quanto profonda e radicata sia nel nostro Paese la cultura del possesso. Il patriarcato e la sudditanza delle donne va debellata nelle scuole e in tutti i centri culturali”, così Carolina Morace, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, in una nota.“Altro che teoria del gender, il Ministro dell’Istruzione Valditara si focalizzi sul rispetto delle donne e della diversità in genere attraverso dei percorsi educativi e formativi da affrontare in tutti gli istituti scolastici. Queste sono le vere priorità del Paese, facciamolo per la povera Sara Campanella e per tutte le vittime dei reati di femminicidio”, conclude Morace.
“Ancora una giovane donna vittima della violenza maschile, in una scia di sangue che sembra infinita. A Messina pare che il crimine sia maturato in un ambiente universitario, dunque, come nel caso di Giulia Cecchettin o in altri, non si possono invocare marginalità economica o sociale per spiegare. Occorre stanare le forti resistenze presenti trasversalmente nella società che impediscono di aprire un varco verso un salto di civiltà, ce ne sono molte e forti. Ad esempio stamattina la Commissione sul Femminicidio ha audito alcune mamme e parenti di vittime di femminicidio. Le loro testimonianze, la tragedia infinita di chi sopravvive alla devastazione di un femminicidio, la vittimizzazione istituzionale, la questione drammatica degli orfani e orfane sono assunte responsabilmente dalla Commissione. Ma non basta, è necessaria l’azione mirata e adeguatamente finanziata del governo”. Così la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella