La seconda ondata di calore dell’anno stringe l’Italia nella morsa dell’anticiclone subtropicale e riporta l’attenzione anche sulla Sicilia, dove il caldo resta intenso e si accompagna al rischio incendi. L’apice nazionale è atteso tra domenica e lunedì, con punte fino a 41 gradi tra Toscana ed Emilia e temperature percepite molto elevate lungo le coste più umide. Nell’Isola, intanto, il quadro resta da monitorare soprattutto nelle aree urbane, nelle zone interne e nei territori più esposti agli incendi.
Secondo l’ultimo avviso della Protezione civile regionale, valido per il 24 giugno e per le successive 24 ore, le temperature massime saranno elevate nelle zone interne e pianeggianti della Sicilia. Il bollettino riporta, per le città monitorate dal Ministero della Salute, un livello 1 per Palermo, Catania e Messina anche nella previsione del 25 giugno. Si tratta di una fase di pre-allerta: le temperature elevate non rappresentano ancora un rischio rilevante per tutta la popolazione, ma possono precedere condizioni più critiche e richiedono attenzione soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e soggetti con patologie croniche.
A Palermo sono previste temperature percepite fino a 33 gradi, a Catania fino a 35 gradi e a Messina fino a 34 gradi. Valori che, pur restando sotto i livelli di massima allerta registrati in molte città del Centro-Nord, confermano una situazione di disagio termico destinata a pesare sulle attività quotidiane, sugli spostamenti, sul lavoro all’aperto e sulla tenuta delle persone più vulnerabili.
Il caldo, in Sicilia, si intreccia anche con il rischio roghi. La Protezione civile regionale indica la fase di preallerta per il rischio incendi in tutte le province. La pericolosità viene classificata media ad Agrigento, Palermo e Trapani, mentre risulta bassa a Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa. Durante la campagna antincendio boschivo, avviata nell’Isola il 15 maggio, anche in caso di pericolosità bassa viene dichiarata la fase di preallerta.
A rendere più insidiosa questa ondata non è solo il valore registrato dai termometri, ma la persistenza del caldo e l’umidità. Le cosiddette notti tropicali, con minime che faticano a scendere sotto i 25 gradi, riducono la capacità dell’organismo di recuperare dopo l’esposizione diurna. Il disagio aumenta soprattutto nelle città, negli appartamenti poco ventilati, nei quartieri più cementificati e tra chi vive solo o ha difficoltà ad accedere ad ambienti freschi.
Neppure i temporali di calore, dove presenti, garantiscono un vero sollievo. Non essendo legati al passaggio di una perturbazione fresca, possono far calare la temperatura solo di pochi gradi e aumentare ulteriormente l’umidità. Il risultato è una sensazione di afa che resta elevata anche dopo i rovesci, con un impatto limitato sul benessere fisico.
Il Ministero della Salute raccomanda di evitare l’esposizione nelle ore più calde, bere acqua con regolarità, limitare l’attività fisica all’aperto, proteggere bambini, anziani e persone fragili, non lasciare mai bambini o animali in auto e conservare correttamente farmaci e alimenti. In Sicilia, dove caldo e siccità aumentano anche la vulnerabilità del territorio, resta fondamentale evitare comportamenti che possano favorire incendi, soprattutto nelle aree rurali, boschive e periurbane.
La fase più intensa dell’ondata deve ancora arrivare a livello nazionale. Per l’Isola, al momento, il livello resta quello della pre-allerta sanitaria nelle principali città monitorate, ma il combinarsi di caldo, afa, vento, vegetazione secca e attività umane impone prudenza. La settimana si apre quindi con un doppio fronte da seguire: la tutela della salute, in particolare delle fasce più fragili, e la prevenzione del rischio incendi in un territorio già segnato da crisi idriche e temperature estive sempre più precoci.




