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Operai morti per crollo allo stadio di Palermo, Orlando: “Monito per rispetto norme sicurezza”

lunedì 30 Agosto 2021
Leoluca Orlando

Si ricordano oggi i 5 operai morti durante i lavori allo stadio della Favorita in vista di Italia ’90. Erano tutti giovanissimi: Serafino Tusa, 28 anni; Giovanni Carollo, 31 anni; Gaetano Palmeri, 28 anni; Domenico Rosone, 31 anni e Antonino Cusimano, 23 anni. Persero la vita a causa del crollo di un traliccio della struttura del tetto.

Ricorre oggi il 32° anniversario della scomparsa di Antonino Cusimano, Serafino Tusa, Giovanni Carollo, Giuseppe Rosone e Gaetano Palmeri, giovanissimi operai morti sul lavoro il 30 agosto 1989 per il crollo di una parte della tribuna dello Stadio di calcio della Favorita. Il ricordo di questo tragico evento, che si verificò nel corso dei lavori di ampliamento dell’impianto sportivo in vista dei Mondiali di calcio del 1990, deve essere un monito affinché il rispetto delle norme relative alla sicurezza sul lavoro, ora più urgenti con gli importanti investimenti previsti dal Recovery Fund, sia sempre garantito a tutela della vita e della dignità dei lavoratori e delle loro famiglie“. Lo dichiara il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

La Fillea Cgil Palermo, con una delegazione, oggi si recherà allo stadio per deporre un mazzo di fiori e per riaccendere la questione relativa alla sicurezza nei cantieri, emergenza senza fine come i morti degli ultimi giorni.

Nei cantieri si continua a morire, come dimostra la tragedia in cui ha perso la vita Angelo Giammanco, lavoratore in nero di Cinisi. Il tragico incidente allo stadio avvenne per diversi fattori, tra cui le carenti condizioni di sicurezza – dice il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero CerauloCome stabilì la magistratura, il crollo fu da imputare a un errore nell’ancoraggio dei tralicci. Nell’89, per la realizzazione degli impianti di calcio in Italia, l’obiettivo era organizzare a tutti i costi gli stadi per i Mondiali di calcio e l’accelerazione impressa per completare le opere pubbliche determinò una certa rilassatezza nella sorveglianza dei cantieri. Non vorremmo che oggi, con l’approssimarsi del Recovery Fund, l’accelerazione della spesa per le opere pubbliche possa causare da parte istituzionale un abbassamento dell’attenzione sui controlli nei cantieri“.

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