Palermo ha accolto lunedì 5 ottobre un appuntamento che unisce arte, memoria e l’anima profonda della città. Le porte del Teatro Massimo si sono aperte per l’anteprima straordinaria della proiezione del film “Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte”, la pellicola dedicata alla vita e all’opera del missionario laico che con il suo cammino di fede e accoglienza ha impresso un segno indelebile nell’identità del capoluogo siciliano.

Un luogo simbolo della grande cultura come il Massimo diventa così il palcoscenico per un omaggio solenne e partecipato a una delle figure più trascinanti e luminose della storia contemporanea palermitana, radunando cariche istituzionali, attori e regista, la cittadinanza e quanti hanno condiviso o sostenuto negli anni la sua instancabile battaglia al fianco degli ultimi.
La pellicola ripercorre l’intensa parabola umana e spirituale di un uomo che, giovanissimo, scelse di abbandonare le comodità della vita borghese e la routine della città per intraprendere un radicale viaggio di ricerca interiore. Dalla solitudine dei boschi alle strade ricoperte di invisibili e dimenticati, la storia raccontata sul grande schermo offre un ritratto intimo e potente di un cammino guidato dalla carità pura, dalla preghiera e da una straordinaria capacità di ascolto.
Biagio Conte non è stato soltanto il fondatore della Missione Speranza e Carità – che oggi continua ad assicurare un rifugio, pasti caldi e dignità a centinaia di senzatetto, migranti e famiglie in difficoltà – ma una vera e propria coscienza critica e un faro di speranza per la comunità locale e nazionale.
L’evento di ieri è stato un momento di memoria collettiva e di profonda riflessione per una città che non dimentica chi ne ha lenito le ferite con atti concreti di fratellanza. Attraverso le immagini, le testimonianze e la drammaturgia dell’opera, il pubblico in sala viene invitato a riscoprire l’attualità del suo messaggio di pace, uguaglianza e giustizia sociale. La proiezione al Massimo non celebra soltanto il ricordo di un uomo eccezionale, ma si fa testimone di un’eredità morale viva e potente, pronta a rinnovarsi e a parlare ancora con forza al cuore di Palermo.
Il film verrà trasmesso in prima visione e in prima serata su domenica 11 ottobre alle 21:25 (disponibile anche in streaming su RaiPlay), offrendo all’intero Paese l’opportunità di conoscere da vicino un’opera dal grande valore civile, spirituale e umano.
Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, presente al teatro Massimo di Palermo per assistere all’anteprima del film per la Tv Sul cammino di Francesco-La vita di Biagio Conte”. Ad accoglierlo davanti al teatro il governatore della Sicilia Renato Schifani, la vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana Luisa Lantieri e il sindaco Roberto Lagalla. Dietro le transenne presenti decine di persone che hanno atteso il presidente e che hanno applaudito al suo arrivo.
Nel corso dell’anteprima nazionale del film “Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte”, la proiezione è stata sospesa a causa di un improvviso problema tecnico alle apparecchiature tecniche del teatro. Il Presidente Mattarella ha lasciato la sala tra gli applausi del pubblico, esprimendo comunque apprezzamento per la parte di opera visionata.
Il backstage: la voce dei protagonisti
A margine dell’anteprima, le voci dei creatori e degli interpreti del film hanno composto un racconto intimo e corale ai microfoni de ilSicilia.it, ripercorrendo il senso profondo del racconto cinematografico e l’eredità spirituale e civile di Fratel Biagio.
Un percorso creativo lungo e meticoloso, nato sul campo attraverso un costante lavoro di ricerca e testimonianza a stretto contatto con la comunità della Missione Speranza e Carità.
Per Don Pino Vitrano, responsabile e co-fondatore con Biagio Conte della Missione Speranza e Carità, la proiezione rappresenta un’opportunità di riscatto per la comunità: “Vedere una Palermo che sa operare anche per il bene. Una Palermo che sa amare, amare non solo chi sta bene, ma anche i poveri. E questo è il messaggio più grande, ecco, che Fratello Biagio ci lascia e che viene interpretato abbastanza bene anche nel filmato.”
Proseguendo nella sua riflessione, Don Pino ha aggiunto: “E poi, ecco, questa Palermo può ripartire sempre. Può ripartire sempre, perché se Fratello Biagio ha iniziato con gli ultimi e loro sono stati fautori di una missione, e qui abbiamo tante doti, tante qualità, tante specializzazioni, tante persone di cultura, di arte, ma anche piccoli, che sanno veramente operare per il bene e per qualcosa di bello.”
Infine, ha concluso: “Noi purtroppo oggi abbiamo la cultura solamente degli interessi e dell’indifferenza, ma se riusciamo ad avere gli occhi aperti ai veri bisogni dei giovani, ecco, della popolazione, ci accorgiamo che c’abbiamo un potenziale che può fare tanto e può rendere questa città ancora più bella e anche più buona.”
La regista Costanza Quatriglio si è concentrata sulla volontà di restituire il ritratto autentico di una città complessa e la verità umana del missionario, evitando ogni forma di santificazione televisiva.
“Dal percorso del cammino di Francesco emerge una Palermo dolente, una Palermo dei primi anni ’90 dove tutto il contesto che noi conosciamo, il contesto delle stragi, il contesto, diciamo, storico rimane fuori campo, ma riverbera tantissimo in ciò che accade. E nello stesso tempo emerge una città operosa, piena di persone sane, che hanno una reattività forte, e quindi una città che reagisce e che abbraccia l’esperienza di Biagio.”
E ha aggiunto: “La difficoltà più grande nel raccontare Biagio Conte è stata quella di evitare, diciamo, il racconto televisivo del santino o comunque, insomma, quel racconto televisivo che spesso ci si aspetta. Però in realtà è stata anche per me la cosa più semplice perché quello non l’avrei fatto mai. L’emozione più grande è stata quella di veder crescere tutti i giorni un racconto molto veritiero, con un sentimento forte del vero.”
Un’esperienza viscerale è stata anche quella dell’attore Angelo Vassallo, che interpreta il protagonista sul grande schermo, evidenziando la forza rivoluzionaria dell’insegnamento di Biagio Conte:
“È un personaggio enorme, una responsabilità che da palermitano sento tantissimo. È un ragazzo rivoluzionario, che ha totalmente abbattuto la distanza tra chi viene aiutato e chi aiuta. Lui diventa ultimo tra gli ultimi e ci lascia un messaggio importantissimo: accompagnare al gesto la parola, che è la cosa più importante. E poi sono felicissimo perché finalmente raccontiamo una Palermo che accoglie, una Palermo luminosa, dell’amore e del bene.”
“Io ho avuto la fortuna di incontrare Biagio Conte 15 anni fa. Lui fa una grande rivoluzione che è quella di dare una dignità a queste persone, non soltanto con un pasto caldo, ma mettendoli al centro. Biagio Conte diceva sempre: ‘Sbracciamoci e mettiamoci a lavorare’. Il lavoro è centrale nella missione di Biagio Conte.”

L’attrice Donatella Finocchiaro interpreta Rosa, figura emblematica delle tante donne sottratte all’emarginazione e alla violenza che hanno poi contribuito a costruire la comunità:
“Rosa è una donna che ha subito violenze in famiglia dal marito e ha deciso di scappare da questo destino, di farsi aiutare e chiede aiuto in una notte disperata proprio a Biagio. Rosa poi è un po’ il sunto di tutte le donne che hanno aiutato Biagio Conte nella sua comunità, quelle sole o con bimbi piccoli. E lei aiutava gli altri.”
“Biagio ha scosso le coscienze all’epoca. Stiamo parlando in un periodo dove Palermo era dilaniata dalle stragi di mafia, stiamo parlando di un periodo molto difficile per Palermo, per l’Italia. E lui era là a dire: ‘Sì, ma ci siamo anche noi, ci sono anche i poveri’. Andava a bussare proprio alle porte delle istituzioni e a Palermo non l’hanno dimenticato.”

Sulle dinamiche familiari e sul conflitto intergenerazionale sofferto ma poi superato si è soffermato Antonio Catania, che veste i panni del padre di Biagio.
“Quando ti ritrovi una situazione dove il figlio ti aiuta nel lavoro, è un punto di riferimento e improvvisamente lui non solo butta tutto all’aria, ma mette in discussione anche l’amore per la famiglia, è molto difficile capirlo”.
“La rabbia di solito nasconde sentimenti più profondi di un padre che ama suo figlio, ma questo amore poi alla fine esplode nella sua importanza, perché si rende conto che questo figlio ha fatto qualcosa di enorme, di grandioso.”
Infine Giacomo Mirto, responsabile della Missione Speranza e Carità, ha ricordato la rilevanza di un’opera capace di valicare i confini locali, fornendo la sua testimonianza diretta sul lavoro svolto per la pellicola.
“In questo film io ho contribuito come consulente, essendo Biagio, una persona, diciamo, che è poco conosciuta a livello nazionale. Il regista, sia anche gli sceneggiatori, hanno voluto un contributo più approfondito riguardo la figura di Frate Biagio, e immediatamente mi hanno coinvolto in questo progetto”.
Mirto ha infine concluso sottolineando il valore della testimonianza lasciata dal missionario: “Perché i valori che portava avanti Fratel Biagio sono valori universali e quindi è molto… è facile che possano, diciamo, andare oltre. È gioco facile, perché i valori essendo universali possono anche essere di tutti.”



