Circa 10mila persone attese, meno di 3mila presenze effettive e 30 interventi sanitari gestiti durante la giornata. La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa ha messo in moto una macchina organizzativa ampia, rimasta pienamente operativa sotto la guida della Centrale operativa 118 Palermo-Trapani.

Il sistema ha coinvolto anche la Seus 118, l’Asp di Palermo, la Croce Rossa Italiana, la Protezione civile, ilComune e le forze dell’ordine, garantendo presidi, mezzi e personale durante tutte le fasi dell’evento.
Il Pontefice ha attraversato alcuni dei luoghi più simbolici dell’isola. Dal cimitero di Lampedusa, dove ha deposto un omaggio floreale e pregato sulle tombe di alcuni migranti, alla Porta d’Europa, luogo legato alla memoria di chi ha perso la vita nel Mediterraneo. Da lì il percorso è proseguito verso il Molo Favaloro. Lì il Papa Leone XIV ha benedetto la targa che intitola il molo a Papa Francesco e ha incontrato alcuni migranti. La mattinata si è poi conclusa al campo sportivo “Arena”, con la celebrazione della Messa davanti a fedeli, volontari e autorità.
La visita, distribuita su più punti dell’isola, ha richiesto una copertura ampia e coordinata. Il 118 ha lavorato lungo i percorsi del Pontefice e nelle aree di maggiore afflusso. L’Asp Palermo ha potenziato il Punto territoriale di emergenza (PTE) di Lampedusa e le strutture sanitarie coinvolte. La Croce Rossa Italiana ha contribuito con personale, mezzi e squadre di supporto. La Protezione civile, insieme alle forze dell’ordine e al Comune, ha presidiato le aree e gestito i flussi.
Il piano ha puntato a trattare sul posto i casi meno gravi, così da evitare sovraccarichi al Punto territoriale di emergenza di Lampedusa. Per questo sono entrati in funzione Posto medico avanzato, tenda di primo soccorso, ambulanze e squadre appiedate. Il PTE ha mantenuto il ruolo di presidio sanitario centrale dell’isola, con competenze garantite in area internistica, chirurgica, cardiologica, ortopedica, radiologica, pediatrica e ginecologico-ostetrica.
Dei 30 interventi gestiti durante la giornata, la maggior parte ha trovato risposta direttamente sul posto. Una quota più bassa, invece, ha richiesto una presa in carico più complessa, con l’attivazione delle reti tempo-dipendenti e il trasporto verso i presidi di riferimento.
Il bilancio finale conferma la tenuta dell’organizzazione sanitaria. Anche con un’affluenza inferiore alle previsioni, la rete ha mantenuto presidi, mezzi e personale nei punti sensibili dell’isola. Il lavoro coordinato di operatori sanitari, soccorritori, volontari e personale tecnico ha garantito assistenza, continuità operativa e capacità di intervento durante tutte le fasi della visita.



