La tradizione incontra la valorizzazione del territorio. Domenica 11 ottobre, a Partanna (TP), torna la Fiera del bestiame, appuntamento storico della Valle del Belìce che punta a riscoprire e promuovere il patrimonio zootecnico siciliano. Un’occasione per conoscere da vicino le razze autoctone, approfondire il mondo dell’allevamento e riscoprire le tradizioni rurali del territorio.
Protagonista della manifestazione sarà l’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia (ISZS), che, dopo il percorso di valorizzazione avviato nella scorsa edizione, rinnova il proprio impegno nella promozione della biodiversità animale e nella tutela delle razze allevate nell’Isola.
Al centro dell’evento, ospitato negli spazi espositivi della Fiera del bestiame in contrada Vallesecco, la seconda edizione della Vetrina Zootecnica della Razza Autoctona, con la mostra della Pecora Valle del Belìce e un’esposizione dedicata alla razza ovina Pinzirita, accompagnata da una valutazione delle caratteristiche morfologiche degli animali.
La giornata offrirà ai visitatori la possibilità di entrare in contatto con il mondo della zootecnia siciliana, scoprendo le caratteristiche delle razze del territorio e l’importanza della loro conservazione. Non mancheranno le degustazioni di prodotti tipici, pensate per valorizzare anche le eccellenze agroalimentari locali.
Il Meeting della Pecora Valle del Belìce
Spazio anche alla divulgazione scientifica e al confronto tra esperti del settore. Alle 10:30 è in programma il Meeting sulla razza autoctona della Pecora Valle del Belìce, un momento di approfondimento dedicato alle principali sfide dell’ovinicoltura e al sostegno delle attività di allevamento.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Partanna, Francesco Li Vigni, e l’introduzione di Leonardo Strada, responsabile dell’U.O.S. Igiene e Sanità Animale Alcamo-Castelvetrano dell’Asp di Trapani, interverranno Andrea Sofia, tecnico di gestione aziendale dell’ISZS, che illustrerà gli aspetti morfologici della razza ovina Valle del Belìce, ed Emanuele Chiaramonte, agronomo dell’Istituto, che approfondirà il servizio di assistenza tecnica agli allevamenti.
A completare gli interventi sarà il professore Massimo Todaro, coordinatore del corso di laurea in Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Palermo, con un approfondimento sulle problematiche legate agli E. coli STEC.
Una Fiera dedicata anche alle nuove generazioni
Tra gli obiettivi principali della manifestazione figura il coinvolgimento di bambini e giovani, chiamati a scoprire da vicino un settore che rappresenta una parte importante dell’identità economica e culturale siciliana.
Attraverso attività divulgative ed esperienze legate al mondo dell’allevamento, i più piccoli potranno conoscere alcune fasi della produzione zootecnica, dalla mungitura alla produzione del latte. Previsti anche animazione per bambini e intrattenimento musicale con i Soda Caustica, per rendere la giornata un’occasione di incontro e partecipazione per tutta la famiglia.
L’iniziativa guarda anche al futuro del comparto: avvicinare le nuove generazioni alla zootecnia significa trasmettere conoscenze e competenze, ma anche far conoscere le opportunità professionali e imprenditoriali offerte dal settore.
Biodiversità e tradizione: la valorizzazione delle razze siciliane
La manifestazione si inserisce in un percorso di recupero della vocazione zootecnica della Fiera di Partanna, avviato con il contributo dell’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia.
Già nella scorsa edizione, infatti, erano state protagoniste diverse razze del patrimonio animale isolano, tra cui i bovini Modicani, gli ovini Barbaresca e Comisana e i caprini Girgentana e Derivata di Siria, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere una parte significativa della biodiversità siciliana.
Con l’edizione 2026, Partanna si prepara dunque a rinnovare un appuntamento che unisce tradizione, ricerca scientifica, promozione del territorio e coinvolgimento delle nuove generazioni. Una giornata dedicata non soltanto agli allevatori e agli operatori del settore, ma anche a famiglie, appassionati e curiosi, alla scoperta di un patrimonio che costituisce una risorsa preziosa per l’identità e il futuro della Sicilia.



