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Per la prima volta in Italia la nanotecnologia applicata su un relitto navale

venerdì 9 Marzo 2018
relitto-navale- trapani

Nel presentare la scorsa settimana il convegno organizzato al palazzo della Luce di Torino del 7 marzo, dall’azienda milanese 4ward360nanotechnology, avevamo auspicato un ritorno al mecenatismo mediante la collaborazione di imprenditoria illuminata, operatori culturali, tecnici specialistici, autorità per il superamento delle grosse difficoltà oggi alla base del reperimento di risorse pubbliche e di sponsorizzazioni private per la tutela e il recupero delle opere d’arteafferma l’ingegnere Renzo Botindari presente all’incontro –  Abbiamo indicato nell’area della ricerca privata per l’innovazione tecnologica  – conclude – una possibile opportunità d’incontro per accendere i riflettori sulla vicenda”.

Pertanto, grande soddisfazione è un pizzico di sorpresa ha accolto la proposta durante il suo intervento del soprintendente del mare della Regione Siciliana Sebastiano Tusa: “Per la prima volta le nanotecnologie verranno applicate per l’ottimizzazione e la conservazione di un relitto in esposizione museale recuperato in fondali marini”.

Quindi, la 4ward360nanotechnology, che si avvale della collaborazione di Antonio Mazzamati, Alberto e Andrea Casale, applicherà le nanotecnologie su elementi del relitto navale di epoca romana, recuperato nei fondali di Marausa, dove sorge l’odierno aeroporto di Birgi.

Le assi di legno recuperate e già restaurate saranno soggette a interventi del tutto sperimentali al fine di garantirne la conservazione e durabilità nel tempo. Sarebbe la prima volta in Italia che la nanotecnologia venga applicata all’ottimizzazione museale di relitti di provenienza marina.

La proposta di collaborazione è nata a seguito del focus sulle nanotecnologie applicate ai beni culturali che ha visto a Torino la partecipazione di oltre 300 tra addetti ai lavori, ingegneri e architetti.

Tra i relatori, oltre all’intervento dell’ambasciatore emerito Unesco Ray Bondin, la partecipazione di una qualificata delegazione siciliana grazie al GruppoArte16 e al suo coordinatore scientifico ed esperto in restauro Giovanni Taormina che vanta tra gli afferenti oltre al già citato prof. Sebastiano Tusa, soprintendente del mare della Regione Siciliana, il restauratore prof. Franco Fazzio e l’Ing. Renzo Botindari che ha approfondito i temi del restauro e della protezione delle opere d’arte supportati da slides dei prestigiosi esempi lavorativi affrontati in materia.

Sono molto soddisfatta del focus — dichiara Sabrina Zuccalà, amministratore della 4ward360nanotechnology — il convegno di Torino ci ha dato l’opportunità di parlare di nanotecnologie applicate ai manufatti lignei sia a tecnici, ingegneri e architetti sia ai non addetti ai lavori. L’accoglienza della città ha aperto nuove prospettive — aggiunge Sabina Zuccalà – e da questo evento pensiamo di intensificare e avviare collaborazioni con diverse regioni italiane tra le quali anche la Sicilia”.

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