Il 30 giugno 2026. Una data che tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane hanno cerchiato in rosso. Entro quella deadline infatti, le burocrazie dello Stivale dovranno chiudere la rendicontazione dei progetti realizzati con fondi PNRR. Ovvero, il famoso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sostenuto con le risorse dell’Unione Europea. Una finestra di opportunità che gli enti locali del Bel Paese hanno cercato di cogliere al massimo delle loro possibilità.
Ora però arriva uno dei momenti più complessi, ovvero quello della rendicontazione. Ed è qui che entrerà in gioco la nuova contabilità “accrual”. Termine anglosassone che indica il principio di competenza economica. Un sistema presentato questa mattina in un evento promosso dall’Università degli Studi di Palermo a Palazzo Steri. Presenti il Rettore Massimo Midiri e il direttore generale della Ragioneria di Stato di Palermo Manuela Dagnino.
La sfida della contabilità accrual per le PA
Una platea che ha visto, fra gli attori interessati, anche l’assessore regionale al Bilancio Alessandro Dagnino. Un momento di confronto su una delle riforme più importanti dal punto di vista burocratico. Il nuovo approccio punta infatti ad integrare il tradizionale sistema delle entrate e delle uscire finanziarie, inserendo una dimensione patrimoniale alla rendicontazione. Tradotto, l’obiettivo è quello di quantificare l’investimento nel momento della sua realizzazione. Fatto che rappresenta un’evoluzione rispetto al sistema passato, quando era il flusso di cassa a dettare legge.
La formazione è partita già l’anno scorso e continuerà a spron battuto anche nei primi mesi del 2026. Tutto sarà guidato dalla regia offerta dalla Ragioneria di Stato, come spiegato dal direttore generale di Palermo Manuela Dagnino. “La riforma si propone di creare un linguaggio contabile uniforme per tutte le PA, in modo da consentire la comparazione fra bilanci pubblici. Si inserisce in un processo di armonizzazione dei bilanci e di integrazione rispetto alla normativa europea. E’ una sfida importante. Abbiamo voluto realizzare questa giornata per sensibilizzare gli enti e per dirgli che non sono soli”.
Midiri: “Snellimento burocrazia passaggio chiave”
La parole d’ordine rimane sempre la stessa quando si tratta di carte bollate, ovvero semplificazione. Snellire i processi sarà un elemento fondamentale in un momento storico nel quale pioveranno prospetti di spesa da tutti i territori coinvolti dai progetti PNRR. Fatto su cui si concentra il Rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri. “Abbiamo vissuto la sfida dei fondi PNRR sulla nostra pelle, con un arrivo enorme di finanziamenti. L’Italia ha risposto positivamente. Il PNRR è stata una grande occasione e nella gran parte dei casi ci sono stati risultati adeguati. Certamente, lo snellimento della burocrazia diventa un passaggio chiave. Questa riforma va in questo senso. E’ un passaggio nodale per gli amministratori che devono utilizzarla correttamente e devono avere il coraggio di applicarla in tutte le sue declinazioni“.




