Sarà quasi raddoppiato il potenziale di carico e scarico di container grazie alla riparazione di due grandi gru, cosiddette “a portale” dunque con grande capacità e velocità di spostamento, collocate nel porto di Augusta, considerato dall’Unione Europea terminal “Core” della Rete Transeuropea nell’ambito del corridoio scandinavo – mediterraneo: sono stati consegnati i lavori di un nuovo appalto da 10 milioni di euro, bandito dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale (Adsp) che di fatto “salva” dall’abbandono le due strutture mai completate e quindi usate, a causa di complicazioni nel precedente appalto che hanno dato origine ad un contenzioso civile e penale ancora in atto.
“Posano all’acqua e al vento da circa sei anni, monumenti all’incuria, – evidenza il presidente dell’Adsp Francesco Di Sarcina – ed era alto il rischio di non poterle più ultimare e utilizzare, perdendo non solo una grande opportunità ma anche buona parte dei fondi PON con cui erano state inizialmente previste. Ci siamo spesi con tutte le nostre forze in questi mesi per trovare un’azienda interessata a compiere questo lavoro particolarmente difficile e articolato, tanto che ben due gare d’appalto sono andate deserte“.
La previsione delle due gru abbandonate, fatta anni addietro, rientrava in un progetto più ampio di rilancio del porto di Augusta per un totale di circa 35 milioni di euro di investimento, ma solo la banchina era stata finita regolarmente e collaudata. Con questo nuovo appalto sarà de facto evitata un’incompiuta, in attesa che la magistratura faccia il suo corso per gli avvenimenti precedentemente accaduti, che non riguardano la governance attuale dell’Adsp.
Il presidente Di Sarcina ha lodato gli sforzi degli uffici tecnici, amministrativi e legali dell’Ente che hanno dato prova di saper articolare procedure molto complesse senza le quali non si sarebbe sciolta la districata matassa amministrativa oggi pendente.