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L'intervista

Promemoria per il nuovo Parlamento Ue, Mannino: “Non dimentichi insularità e agricoltura, la politica deve recuperare credibilità”

martedì 11 Giugno 2024

Le urne hanno decretato vincitori e sconfitti di queste elezioni. Per la decima volta i cittadini europei hanno espresso le loro preferenze e mai come in questa tornata si sono delineati dei così chiari cambiamenti politici e sociali. Sorprende (e forse neanche più di tanto) il dato preoccupante dei votanti. La media italiana scivola sotto il 50%, mentre quella siciliana, invece, sprofonda nel baratro del 37,51%. Gli eletti avranno dunque un duplice e arduo compito: non solo affrontare temi delicati come politiche green, occupazione, agricoltura o pesca, ma anche far ricredere i siciliani sul valore dell’Europa. Ritenuta un’istituzione lontana e inefficiente, l’Ue non è mai riuscita veramente ad avere il giusto appeal, perdendo, al contrario, sempre più credibilità agli occhi di chi la guarda dal basso. Gli equilibri all’interno del Parlamento cambieranno poco o nulla, ma il rafforzamento del fronte di opposizione di estrema destra potrebbe rendere meno agibile il tragitto fino a oggi perseguito e che continuerà ad essere la linea maestra. Cosa c’è dunque da aspettarsi per i prossimi cinque anni? Ne abbiamo parlato con il segretario generale della Cgil in Sicilia Alfio Mannino, che ha tracciato il quadro della situazione politica attuale.

 

Quale pedalata si devono aspettare adesso gli otto eurodeputati che staccano il biglietto per Strasburgo?

 

Gli otto deputati che vanno a Strasburgo dovranno esprimere il massimo della forza e del protagonismo per far sì che vengano adottate misure per la coesione e per abbattere le disuguaglianze territoriali. Io penso che provvedimenti come il Next generation Ue debbano diventare strutturali, per consentire realmente al Mezzogiorno e alla Sicilia di superare le difficoltà e imboccare la strada dello sviluppo. Penso anche che occorra puntare sull’istruzione e sulla formazione abbattendo qualunque barriera, quella territoriale e quella economica. Tutti devono avere le stesse opportunità e iniziative come l’Erasmus devono potere coinvolgere tutti i giovani che abbiano superato i diciotto anni e che intendano confrontarsi con percorsi di professioni e mestieri in altri stati dell’Unione“.

 

Insularità e continuità territoriale, in cinque anni abbiamo avuto solo “balletti” e scaricabarile, che tempistica va data all’Ue e quali soluzioni?

I limiti posti dalla condizione di insularità è un tema che va affrontato subito, intanto garantendo il diritto alla mobilità con opportune iniziative. Vanno inoltre prese in seria considerazione misure a sostegno dell’apparato produttivo e dell’occupazione. Avere abolito la decontribuzione approvata in periodo di Covid è stato un errore. Le aziende meridionali hanno infatti problemi strutturali, come la carenza di infrastrutture e il difficile accesso al credito, che vanno affrontati. Ci vuole un accordo tra Ue e governo nazionale per prolungare questa misura finché l’economia meridionale non si sarà effettivamente ripresa. E’ necessario inoltre un grande piano per le infrastrutture. Gli interventi devono essere immediati per non lasciare un vuoto che potrebbe essere molto dannoso“.

 

Agricoltura in panne: servono misure “ad hoc” per la Sicilia?

In Sicilia sono arrivati tanti soldi, col Piano di sviluppo rurale. Il problema non è stata quindi la disponibilità di risorse ma l’incapacità della regione di spenderle proficuamente. Ci sono responsabilità precise individuabili in mancati interventi, quelli ad esempio per chiudere la filiera. Dall’Ue ci aspettiamo tutele per i marchi e le produzione nostrane, dunque auspichiamo che gli eletti si battano per questo“.

 

L’Isola che si piange addosso non ha brillato per partecipazione alle urne. Come si può riallacciare il filo con gli elettori?

La gente non vede più nella partecipazione democratica uno strumento per cambiare la propria condizione. La politica deve recuperare credibilità occupandosi di problemi concreti. Si sbaglia a vedere l’Europa come un soggetto lontano e di questo hanno anche responsabilità le forze politiche nazionali che propongono un dibattito addomesticato e fuorviante. L’Europa è decisiva per le sorti anche della nostra regione“.

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