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Report "Bes" Istat

Qualità della vita in Sicilia: agli ultimi posti in istruzione e lavoro, male in mobilità e gestione degli incendi

venerdì 19 Aprile 2024

Pubblicati i dati della Sicilia dell’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dall’Istat. Nonostante i segnali positivi nell’accesso a Internet veloce, la Regione rimane alle prese con molti indicatori negativi in vari settori: agli ultimi posti per istruzione e lavoro, male nella gestione degli incendi boschivi e la mobilità pubblica.

 

Istat

 

IlSicilia.it ha analizzato i dati delle nove province del “Report Bes”, presentato Mercoledì 17 aprile, che riassume il profilo di benessere della regione e delle sue province sotto vari aspetti: la posizione nel contesto nazionale ed europeo, i punti di forza, gli svantaggi, le disparità territoriali, le evoluzioni recenti.

 

 

I dati generali della Sicilia

 

Il mondo del lavoro 

 

Nel 2023, la Sicilia ha registrato una mancata partecipazione al mercato del lavoro del 32,6%, dieci volte superiore a quella di Bolzano e più del doppio della media nazionale. Il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni è del 48,7%, rispetto al 66,3% nazionale.

Le donne siciliane, specialmente madri, sono particolarmente penalizzate, con un tasso di occupazione delle madri con figli in età prescolare al 61%, il più basso in Italia.

Solo il 6,9% degli occupati siciliani ha fatto ricorso al lavoro da casa nel 2023, rispetto al 12% nazionale. La quota di part time involontario è del 14,8%, la più alta d’Italia. La Sicilia è al secondo posto per occupazione irregolare, con il 16% rispetto al 10,8% nazionale. Questo fenomeno contribuisce a caratterizzare il mercato del lavoro italiano, con conseguenze negative sui diritti dei lavoratori e sulle pensioni.

Il tasso di soddisfazione per il lavoro svolto in Sicilia è del 45%, inferiore alla media nazionale del 51,7%. L’insicurezza occupazionale è al 6,4%, secondo valore più alto in Italia.

La Sicilia registra anche la percentuale più elevata di lavoratori con contratto a termine da almeno 5 anni, il 27,9% nel 2020. Solo il 18% dei lavoratori ha visto trasformato il proprio contratto a tempo indeterminato tra il 2019 e il 2020.

Infine, la Sicilia presenta una percentuale del 27,6% di occupati sovraistruiti, in linea con la media nazionale. Questi dati evidenziano una situazione critica nel mercato del lavoro siciliano, con alti livelli di precarietà, insoddisfazione e mancanza di sicurezza per i lavoratori.

 

Internet veloce

 

Internet veloce

Emergono segnali positivi riguardo all’accesso a Internet veloce, con il 45,4% delle famiglie siciliane servite da una connessione ad alta velocità, si evidenziano anche molte criticità.

La regione mostra un notevole miglioramento nell’accesso a Internet, con un aumento dell’8,1% rispetto al 2022, ma questo dato rimane ben al di sotto della media nazionale del 59,6%.

 

L’aspettativa di vita

 

L’aspettativa di vita in Sicilia è in media di anni 81,3 e in Italia di 82,6. Per quanto riguarda la mortalità infantile  si registra un dato che si attesta al 3,3 per mille a fronte del 2,5 nazionale. In merito alla mortalità per tumore nelle classi di età che vanno dai 20 a 64 anni, in Sicilia la mortalità è pari a 8,6 su 10.000.

I dati emersi, secondo Istat, sono dipesi dall’efficienza del sistema sanitario, pesantemente sottoposto a pressione, sia alla dinamica che porta le persone ad avvalersi sempre meno dei servizi medico-sanitari.

 

Istruzione, Formazione e Cultura

 

Uno dei settori più colpiti è quello dell’istruzione. I dati mostrano che la Sicilia è la regione con le performance più basse in Italia.

Nel corso dell’anno scolastico 2022/23, il 38,5% degli studenti siciliani non ha raggiunto la sufficienza in italiano, mentre il 44,2% ha fallito in matematica.

Questi numeri pongono la Sicilia in cima alla lista delle regioni con i peggiori risultati in entrambi gli ambiti. Inoltre, la regione presenta una quota particolarmente bassa di persone tra i 25 ei 64 anni con almeno una qualifica o un diploma secondario superiore, fermandosi al 54,9%.

 

Un’altra preoccupazione riguarda il fenomeno degli early leavers (abbandono prematuro) e dei Neet. La Sicilia è tra le prime regioni con un alto tasso di early leavers, giovani che escono dal sistema di istruzione e formazione con solo un titolo di scuola secondaria di primo grado.Il 18,6% dei giovani siciliani rientra in questa categoria.

Oltre il 20% dei giovani siciliani invece rientra nella categoria Neet, ovvero né occupati né impegnati in formazione. Questi dati sono allarmanti, soprattutto considerando che la media nazionale è in calo.

 

 

Un’allarme ulteriore si diffonde nel Mezzogiorno riguardo alle competenze degli studenti di terza media in italiano e matematica, secondo le rilevazioni nazionali dell’Invalsi.

In particolare, la situazione è critica in Sicilia, dove il 50,2% degli studenti presenta competenze insufficienti in italiano e il 61,4% in matematica. Questi dati pongono la Sicilia al primo posto per insufficienza nelle competenze linguistiche e al secondo per quelle matematiche, seguita da Calabria, Campania e Sardegna.

 

Le attività culturali in Sicilia invece vedono una partecipazione significativamente inferiore rispetto al resto d’Italia. Solo un quarto dei cittadini ha frequentato il cinema almeno quattro volte nell’ultimo anno, visitato un teatro, un museo o un sito archeologico, o partecipato a concerti musicali.

La lettura di libri e quotidiani è altrettanto trascurata, con solo il 20% dei cittadini che ha letto almeno quattro libri o tre quotidiani a settimana. Questi dati pongono la Sicilia al penultimo posto per frequentazione di biblioteche, preceduta solo dalla Campania.

Inoltre, le competenze digitali di base sono al di sotto della media nazionale, con solo il 34,5% dei cittadini che le possiede, rispetto al 46% a livello nazionale.

 

Mobilità pubblica

 

La mobilità pubblica rimane un altro punto critico per la Sicilia. Solo il 7,2% delle persone di età superiore ai 14 anni utilizza regolarmente i servizi pubblici di mobilità, un dato molto al di sotto della media nazionale del 12,9%.

Questo indica la necessità di migliorare l’accessibilità e l’efficienza dei trasporti pubblici nella regione, al fine di garantire una maggiore mobilità e accessibilità ai cittadini.

 

 

Gestione degli incendi

 

Incendio Riserva di Capo Gallo

Un capitolo particolare all’interno del report Bes è il quadro della situazione degli incendi boschivi che rappresenta un’ulteriore dato negativo per la Sicilia. Nonostante si sia registrato un miglioramento rispetto agli anni precedenti, la regione continua a essere tra le più colpite da questo fenomeno. Nel 2022, la Sicilia ha registrato la percentuale più alta di incendi boschivi, sebbene in netto miglioramento rispetto al 2021.

Questo dato sottolinea l’importanza di continuare gli sforzi per prevenire e gestire gli incendi boschivi in modo efficace.

 

 

 

Fonte dati: Rapporto Bes nazionale

 

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