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Regione: tagli all’ex tabella H, opposizioni e sindacati all’attacco

mercoledì 9 Gennaio 2019
palazzo dei normanni

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, quello della manovra di bilancio all’Ars potrebbe non essere un percorso facile. Uno degli scogli potrebbe essere la decisione della distribuzione dei fondi dell’ex tabella H. Sembra, infatti, che diversi gruppi a Sala d’Ercole non abbiano apprezzato i tagli alla tabella, quella in cui vengono inseriti i contributi a enti e associazioni.

A criticare il governo regionale è stato Claudio Fava, parlamentare regionale della lista Cento Passi:  “Cultura e sociale sono le vittime preferite da questo governo regionale – ha affermato Fava – Sia in finanziaria che nella ex tabella h la scure dei tagli colpisce sempre gli stessi settori. In pochi giorni il governo decide di azzerare, di fatto, i capitoli per il sostegno alle imprese taglieggiate e contemporaneamente dimezza, se non di più, i già scarsi contributi alle associazioni storiche che si occupano della diffusione della legalità e del contrasto alla mafia“.

Sui tagli all’ex tabella H critica anche la posizione della Cgil Sicilia interviene anche la Cgil Sicilia: “Anche quest’anno assistiamo con disapprovazione alla scelta del governo regionale di distribuire a pioggia i finanziamenti della ex tabella H – scrive il segretario regionale del sindacato Enzo Campo penalizzando le associazioni impegnate nella promozione della cultura della legalità e dell’antimafia, dalle attività pubblicamente note,  a beneficio di tante altre  realtà associative che non hanno subito tagli  della stessa entità rispetto alle attività e iniziative svolte“.

Critiche anche dal Movimento 5 Stelle, che paventa il prolungamento dell’esercizio provvisorio già approvato dall’ars fino al 31 gennaio: “A parte qualche norma spot – afferma il capogruppo pentastellato Francesco Cappelloin questa bozza di manovra, i tagli la fanno da padrone. Ma siamo consci che la vera manovra, il banchetto della maggioranza, sarà il collegato alla Finanziaria, di cui ad oggi non c’è traccia. Siamo all’8 di gennaio – continua Cappello – e difficilmente la commissione Bilancio riuscirà a chiudere l’esame dell’articolato entro la data della prossima aula che è fissata per giorno 11. E meno male – conclude – che questo governo del nulla era contrario all’esercizio provvisorio”.

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