E’ un anno importante per le società Partecipate del Comune di Palermo. Alcune falangi dell’Amministrazione dovranno procedere infatti al rinnovo dei propri Consigli d’Amministrazione. Passaggio di consegne che dovrà avvenire senza dimenticare la necessità di mantenere i conti in ordine, anche e soprattutto nel rispetto dell’accordo con lo Stato. Per alcune aziende il risultato è già acquisito da tempo, leggasi Amap e Gesap. Per altre bisognerà continuare a mantenere la barra dritta, come in Amat e Rap. Per altre ancora, bisognerà cambiare marcia. Casistica, quest’ultima, in cui rientra la Reset. Si è tenuta ieri presso la III Commissione Consiliare l’audizione dei rappresentanti sindacali della Cgil. L’esponente della sigla dei lavoratori Giuseppe Aiello ha manifestato le proprie perplessità in merito all’andamento economico-finanziario della società.
Le perplessità della Cgil sul futuro di Reset
Una situazione che, secondo Aiello, sarebbe nota già dal 2025. In particolare, l’esponente della Cgil si è focalizzato “sull’aumento dei costi che ci sarebbero stati per il passaggio alle 40 ore settimanali per il personale, la fine della Decontribuzione Sud e il rinnovo del ccnl Multiservizi applicato in azienda. Perdita d’esercizio confermata poi dalle istruttorie del ragioniere generale del Comune e del dirigente del controllo economico-finanziario delle società partecipate e stimata tra uno e due milioni di euro. A incidere negativamente – aggiunge Aiello – il grave ritardo nell’attuazione delle misure correttive da parte dell’amministrazione comunale. Emblematico, in tal senso, il caso del servizio di sanificazione, affidato a Reset solo a partire dal 1° novembre 2025“.
Amella: “Azienda incontri i lavoratori, Comune se ne faccia carico”
Fatto per il quale la sigla dei lavoratori ha chiesto un incontro urgente alla Reset. Proposta sostenuta con forza dalla capogruppo del M5S Concetta Amella. “Esprimo preoccupazione per quanto rappresentato dalle organizzazioni sindacali rispetto al futuro dei dipendenti della Reset. In un incontro a cui ho partecipato in III Commissione, le sigle dei lavoratori hanno raccontato il loro malessere rispetto al mancato incontro con il Consiglio d’Amministrazione relativo alle criticità economico-finanziarie dell’azienda. Chiediamo risposte concrete all’Amministrazione Comunale e di farsi carico di far sedere le parti al tavolo, in modo da trovare una soluzione per il futuro dei lavoratori della Reset“.
Il nuovo bando sui diserbi
Sul fronte del Comune di Palermo, gli uffici stanno preparando il nuovo bando per affidare il servizio di diserbo per l’anno 2026. In questi giorni, il dirigente Francesco La Monica ha completato il primo step burocratico, ovvero il Documento di Indirizzo alla Progettazione. Un atto di 18 pagine nel quale l’esponente degli uffici di Palazzo delle Aquile ha determinato i confini entro cui l’assegnatario dovrà muoversi. Una squadra per ogni Circoscrizione, con interventi da realizzare per la messa in sicurezza di bordi stradali, la pulizia delle aiuole e l’eliminazione del verde infestante dai marciapiedi. Costo complessivo dell’operazione circa 1,4 milioni di euro.
Federico: “Tanti cronoprogrammi, pochi fatti”
Un affidamento del servizio, quello sui diserbi, atteso in particolare dai territori. E’ il presidente della II Circoscrizione Giuseppe Federico, in particolare, a sollevare perplessità sulla gestione del verde urbano. “Il 31 dicembre 2025 si è concluso il servizio di diserbo delle strade affidato a Reset. Ad oggi non è chiaro chi stia eseguendo tale servizio né a chi indirizzare eventuali solleciti. Tuttavia, il futuro lascia intravedere qualche spiraglio positivo, considerato che si prevede l’affidamento a soggetti privati. L’assessore ha annunciato ben tre cronoprogrammi: 1.0, 2.0 e 3.0. Se l’anno fosse composto da 14 mesi, probabilmente ne avremmo visto anche un quarto. Abbiamo assistito a strade lasciate a metà e intere porzioni di territorio completamente ignorate, almeno per quanto riguarda la Seconda Circoscrizione. Solo annunci e proclami, senza riscontri concreti. Non ci resta che attendere e vedere cosa porterà il 2026“.



