Anno nuovo, nuove sfide per il centrodestra palermitano. I prossimi dodici mesi saranno un momento di transizione importante. Come è noto, nel 2027 i cittadini torneranno alle urne per eleggere il nuovo corso amministrativo sia del Comune di Palermo che della Regione Siciliana. Se dalle parti di Palazzo Orleans c’è curiosità rispetto al rimpasto della Giunta guidata da Renato Schifani, la principale sfida di quest’anno per Roberto Lagalla riguarderà il rinnovo dei Consigli d’Amministrazione delle società Partecipate. Una volta approvato l’ultimo bilancio infatti, i CdA dovranno essere sostituiti o prorogati. E per farlo, bisognerà trovare la giusta quadra politica. Fatto non da poco nel mare mosso del centrodestra palermitano.
Il futuro della Democrazia Cristiana
Ciò a cominciare dal destino incerto del gruppo della Democrazia Cristiana. Dopo la rimozione dalla Giunta di Renato Schifani dei due esponenti democristiani, ovvero Nuccia Albano ed Andrea Messina, c’è chi si aspettava la stessa mossa al Comune di Palermo da parte di Roberto Lagalla. Fatto però non avvenuto, con tanto di difesa del primo cittadino rispetto all’operato dell’assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti.
Gli assessorati regionali saranno riassegnati al prossimo rimpasto dell’esecutivo regionale. A chi però non è dato ancora saperlo. Fatto che rappresenterà uno snodo chiave sulla tenuta o meno del partito centrista, sui quali continuano a rincorrersi rumors rispetto a possibili movimenti in uscita. Una mano tesa agli esponenti del partito è arrivata dal fondatore di “Ti Amo Sicilia“, ovvero il deputato regionale Cateno De Luca. L’ex sindaco di Messina ha annunciato la volontà di creare un nuovo intergruppo a Sala d’Ercole in cui potrebbero confluire non solo alcuni esuli di Sud Chiama Nord, ma si vocifera anche alcuni esponenti della DC. Un destino, quello dei cuffariani, che interessa a stretto giro di posta anche Roberto Lagalla. Sia per una questione di assetto della coalizione che, guardando al futuro, per la prossima tornata elettorale di giugno 2027.
La situazione in Fratelli d’Italia
Un appuntamento al quale il sindaco ha già detto più volte che ci sarà. Volontà sulla quale è arrivato il sostegno ufficiale da parte di Fratelli d’Italia. A darlo, questa domenica, il capogruppo meloniano Giuseppe Milazzo durante la convention dell’ECR (sigla europea in cui confluisce anche FdI) presso Villa Airoldi. Un annuncio arrivato in un momento nel quale, dentro l’area palermitana della compagine di Giorgia Meloni, si sono vissuti giorni abbastanza intensi. I rumors che hanno associato il nome di Brigida Alaimo ad un possibile ingresso nell’esecutivo regionale sono stati smentiti da alcune gole profonde di una corrente maggioritaria del partito. In ogni caso, sulla questione, a decidere sarà l’esecutivo romano. Ma certamente, la frattura nata nel partito potrebbe rappresentare un deterrente non solo per le future candidature, a qualunque livello, ma già a partire dal rinnovo dei Consigli d’Amministrazione delle società Partecipate.
Il rinnovo dei CdA delle società Partecipate
Il 2026, infatti, sarà l’anno in cui diversi organi amministrativi delle falangi comunali dovranno rinnovarsi. Una lista in cui figurano, ad esempio, Rap ed Amat. Il momento arriva dopo l’approvazione dell’ultimo bilancio. Ovvero entro la prima metà del 2026. Tuttavia, sulla questione, si inizierà a discutere già prima. Anche ad inizio primavera o giù di li. Momento nel quale ci sarà anche un altro momento chiave per il centrodestra palermitano, ovvero il congresso regionale di Forza Italia.
Una questione, quella del rinnovo dei CdA delle Partecipate, sulla quale il sindaco di Palermo, in una intervista rilasciata qualche giorno fa ai microfoni de ilSicilia.it, è stato abbastanza chiaro. Soprattutto sui criteri di scelta. “Il Comune di Palermo si prepara a questo appuntamento seguendo i soliti criteri, ovvero individuare persone che abbiano la voglia e la capacità di spendersi in queste società. Mi piace dire che quando abbiamo ereditato le Partecipate erano quasi tutte in perdita, tranne Gesap. Oggi abbiamo invertito la tendenza. Abbiamo fatto un’azione forte di recupero finanziario e ripristino in bonis di Rap. Stiamo aiutando Reset per farla uscire dal guado. Amat ha messo in campo importanti obiettivi di ordine finanziario e un significativo inserimento di operatori e di autobus green, con una politica tariffaria che ci sta dando ragione“.




