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L'incontro

Schifani raduna il centrodestra, arrivano 25 milioni contro il caro carburanti: il punto sulla giunta e il nodo Agrigento CLICCA PER IL VIDEO

martedì 14 Aprile 2026

Ricompattare i pezzi e riportare governo e parlamento sullo stesso binario. Gli inquilini di Palazzo d’Orleans e di Palazzo dei Normanni hanno chiamato a rapporto tutta la coalizione di centrodestra per fare chiarezza sul nebuloso momento della politica siciliana.

In Torre Pisana si sono ritroveranno riuniti intorno allo stesso tavolo gli esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Mpa e Democrazia Cristiana. Nessun invito, invece, è stato recapitato a Noi Moderati. Tra i presenti, oltre il presidente Renato Schifani e il presidente Gaetano Galvagno, gli assessori Alessandro Aricò e Alessandro Dagnino, il capogruppo di FdI Giorgio Assenza, il capogruppo della Lega Salvo Geraci, il capogruppo dell’Mpa Roberto Di Mauro, il capogruppo della DC Carmelo Pace, il presidente della III Commissione Attività Produttive Gaspare Vitrano e il vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri.

Dai prossimi provvedimenti all’Ars al nodo Agrigento

L’attualità è stato uno dei temi principali. Il governo è pronto a presentare un provvedimento per combattere il caro carburanti, dovuto a causa delle incertezze geopolitiche. Il quadro internazionale ha così messo in difficoltà diversi comparti dell’economia siciliana. Già domani, al massimo la prossima settimana, verrà presento un pacchetto da 25 milioni di euro in sostegno dei trasporti marittimi, dell’agricoltura e della pesca. Si tratta di un primo segnale. Il capitolo verrà poi rimpinguato in occasione della prossima variazione di bilancio che, come garantito da Schifani e Galvagno, sarà parecchio sostanziosa e sbarcherà all’Ars a giugno. Sotto la lente d’ingrandimento anche i tanto discussi interventi territoriali, la crisi energetica e le liste d’attesa. Per quanto riguarda concerne l’attività dell’Assemblea, un nuovo incontro avverrà prima dei lavori d’aula, con la convocazione della capigruppo per coordinare i lavori parlamentari.

La Democrazia Cristiana, rappresentata dal capogruppo Carmelo Pace, è stata poi la grande protagonista dei temi prettamente politici. Primo punto: la composizione della giunta. I democristiani avrebbero rimarcato la propria linea già esposta dai commissari regionali nel corso dell’ultimo incontro con il governatore. I tempi stringono, serve chiarezza, ma non c’è fretta. Il presidente dovrà prendere una decisione seguendo comunque il metodo già usato con il resto degli alleati.

Si è passato poi alle elezioni amministrative e in particolar modo il nodo Agrigento. Il documento sottoscritto dai segretari regionali della coalizione aveva escluso il gruppo della DC, che aveva incassato subito la solidarietà della Lega. Entro la giornata di oggi il presidente Schifani si sarebbe impegnato per dare una risposta su cosa succederà e quale sarà il destino dei democristiani.

Le tensioni dai banchi di Sala d’Ercole al tavolo delle amministrative

La decisione di convocare il vertice è giunta all’indomani della “folle” seduta di mercoledì scorso. Il rientro tra i banchi di Sala d’Ercole dalla vacanza di Pasqua non è stato dei migliori. L’assenza di buona parte dei deputati della maggioranza e soprattutto dell’assessore alla Salute Daniela Faroni ha scatenato l’ira dei preseti, con pungenti e velenosi interventi non solo da parte delle opposizioni, come nel caso di Gianfranco Miccichè (gruppo misto) e Luisa Lantieri (Forza Italia), e il rinvio del ddl stralcio proveniente dalla VI Commissione, presieduta da Pippo Laccoto (CLICCA QUI).

La chiamata tra i due presidenti, Renato Schifani e Gaetano Galvagno, sarebbe stata così necessaria per cercare di trovare un nuovo, seppur precario, punto di equilibrio: davanti a sé c’è ancora un anno di legislatura e a fine maggio ci saranno le elezioni amministrative, dove non mancheranno le divisioni. La settimana ormai alle spalle si è chiusa non senza malumori. Il centrodestra si è infatti lacerato sui candidati ad Agrigento ed Enna, con la creazione di due blocchi e Lega e DC distanti dagli alleati. Proprio il Carroccio è andato alla carica, chiedendo di replicare in ogni piazza la coalizione a sostegno del presidente Schifani. Ma la strada ad oggi è in salita.

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