Sono scesi in piazza per chiedere procedure più rapide per l’emissione dei permessi di soggiorno per quei soggetti extracomunitari che provano a crearsi una vita in Italia. Una delegazione capitanata dal sindacato USB e dal movimento Right2Be ha protestato questo pomeriggio davanti alla sede della Prefettura di Palermo. Il sit-in, iniziato intorno alle 15.30, ha visto coinvolta una delegazione composta da una cinquantina di persone.
I manifestanti: “Tempi più rapidi per i permessi di soggiorno”
Una manifestazione che segue a quelle già tenute nei mesi scorsi. L’ultima, in ordine cronologico, era stata organizzata il 13 gennaio scorso, quando una delegazione di cittadini e persone extracomunitarie ha tenuto un presidio davanti alla sede dell’Assemblea Regionale Siciliana. Mobilitazione a cui è seguito un corteo culminato proprio in Prefettura. La protesta odierna è però figlia di un fatto di cronaca avvenuto a Roma. A spiegare i dettagli è Marco Militello, rappresentante dell‘USB Palermo. “Siamo scesi in piazza qui a Palermo e in altre città d’Italia. Un mese fa, un ragazzo tunisino è morto a Roma mentre stava attendendo in strada il turno per potere richiedere i documenti necessari al permesso di soggiorno“.
Nel pomeriggio, una delegazione è stata ricevuta negli uffici di via Cavour per potere parlare dei problemi burocratici legati al rilascio dei documenti. “Il permesso di soggiorno è un diritto da garantire, così come istruzione e sanità – sottolinea Marco Militello -. Siamo qui per chiedere una regolarizzazione immediata per chi viene in Italia per lavorare. C’è la necessità che i permessi di soggiorno vengano concessi in tempi rapidi a tutti i richiedenti che ne hanno diritto“.