Cari alberi, attaccatevi al tram. Mentre il mondo discute su come valorizzare e tutelare il verde, il Comune di Palermo sta per sacrificare sull’altare del progresso centinaia di alberature. Alcune delle quali storiche. Una scelta imposta dal progetto della linea C del tram. Una tratta che si estenderà su 11 chilometri di percorrenza e che, in futuro, collegherà la Stazione Centrale alla Stazione Notarbartolo.
Da Palazzo delle Aquile l’avvio dei lavori è previsto a breve. Una cantilena che, però, si sente almeno da metà 2024. Il progetto infatti ha subito diversi rallentamenti. A volte dettati da passaggi progettuali. Altri dalla necessità di attendere l’ok dal Ministero dei Trasporti. Insomma, un percorso tribolato. Ma sulla strada del tram c’è un altro “problema”, ovvero gli alberi. I cantieri, infatti, interesseranno diverse arterie stradali in cui sono presenti punti verdi. Da corso Tukory a via Ernesto Basile. Da viale Regione Siciliana allo svincolo di corso Calatafimi. Insomma, una bella gatta da pelare. A dettare la linea sul tema è stata una relazione redatta a dicembre 2024 da un consulente, ovvero l’ex assessore Giuseppe Barbera. Documento nel quale si è preso sostanzialmente atto della progettazione esecutiva definita dal Comune insieme alla Sis, ditta incaricata dei lavori.
La battaglia per salvare i 224 ficus di via Ernesto Basile
Niente da fare per i 53 esemplari di jacaranda presenti in corso Tukory. Quest’ultimi saranno rimossi a causa delle loro condizioni. La battaglia principale riguarda però i 223 esemplari di ficus che hanno stabilito radici nello spartitraffico di via Ernesto Basile. Una delle poche isole verdi della IV Circoscrizione. Un belvedere la cui unica colpa è quella di ostacolare il percorso del trenino voluto dal Comune di Palermo. Gli alberi, infatti, stanno bene. Tuttavia, le loro radici rischiano di creare sollevamenti proprio in corrispondenza dei binari. Per prevenire tutto questo, gli alberi in questione dovrebbero essere trasferiti. Ma per fusti così antichi tale operazione potrebbe portare, nel caso peggiore, anche alla morte dei tronchi.
L’impegno della società civile e del Consiglio Comunale
Fatto per il quale, nelle scorse settimane, si è registrata una forte mobilitazione da parte della società civile e delle associazioni ambientaliste. Una battaglia che ha trovato condivisione anche in Consiglio Comunale, attraverso un ordine del giorno votato all’unanimità dall’aula. Ma tale atto d’indirizzo non è vincolante. E potrebbe non essere sufficiente a convincere ditta e Comune di Palermo a tornare sui propri passi. Insomma, si rischia di perdere l’ennesima falange verde della città. Il tutto a pochi metri dall’ormai ex parco Cassarà. L’ultimo lembo della Conca d’Oro, chiuso dal lontano 2014 in attesa di una bonifica ancora oggi non avvenuta. Ed ogni giorno che passa, le speranze di vedere riaprire quei cancelli si affievoliscono sempre di più.
Traslocheranno anche gli alberi di corso Calatafimi

Tornando agli alberi interessati dal passaggio del tram, il destino degli esemplari di via Ernesto Basile è simile a quello a cui andranno incontro i 64 esemplari dei cosiddetti “alberi della fiamma” presenti in corso Calatafimi. Specie arborea così soprannominata per il suo fogliame rosso in alcune stagioni. Anche loro infatti, dovranno traslocare. Nell’attuale villetta in cui risiedono, transiterà la sopraelevata necessaria a collegare l’attuale linea 4 con la futura linea C. Più incerto invece il destino dei 22 esemplari di pino presenti sulle bretelle laterali di viale Regione Siciliana. Per loro è prevista una sostituzione con nuovi esemplari, una volta terminati i cantieri.
Saranno sostituiti invece i pini di viale Regione Siciliana
Peccato che compensare la perdita di simili alberature richiederebbe anni, se non decenni. E, a volte, tali manovre vanno incontro ad ostacoli oggettivi. Come successo dalle parti di piazzale Einstein. Luogo di transito oggi delle linee 2, 3 e 4 e nel quale 100 esemplari di carrubo sono seccati a pochi anni dalla loro piantumazione. Insomma, in nome del progresso, si rischia di perdere l’ennesimo pezzo del nostro martoriato patrimonio arboreo. L’ennesimo sacrificio in una città sempre più grigia e sempre meno verde. Con buona pace di tutti. Anche di quegli alberi la cui unica colpa è quella di trovarsi sulla traiettoria del tram.




