Il destino degli alberi di via Ernesto Basile al centro del dibattito della politica palermitana. Seduta di comunicazioni in Consiglio Comunale. Dibattito durante il quale si è tornati a parlare dell’impatto ambientale dei lavori della linea C del tram. Vicenda raccontata, qualche giorno fa, attraverso un reportage girato dalla redazione de ilSicilia.it. Fra rimozioni e trasferimenti, sono oltre 360 le alberature che rischiano di dover abbandonare la loro attuale collocazione. Di queste, oltre 220 si trovano proprio in via Ernesto Basile.
Fatto per il quale il consigliere comunale del Gruppo Misto Carmelo Miceli ha chiesto la convocazione urgente di una seduta d’aula alla presenza degli assessori al Ramo: “Onde evitare di vedere legate le forze d’opposizione agli alberi e di andare in Procura per denunciare che pensa di poter sradicare uno dei polmoni verdi della città, chiedo che venga trovare un soluzione”.
Linea C del tram a Palermo, si riaccende il caso in Consiglio Comunale

L’attenzione del mondo civico e politico si è concentrata, in particolare, sul destino dei 223 alberi di ficus microcarpa presenti in via Ernesto Basile. Ad oggi, secondo quanto previsto dalla relazione realizzata dal consulente Giuseppe Barbera, gli stessi dovrebbero essere trasferiti per consentire il passaggio del tram. Un cambiamento rispetto a quanto prevedeva l’idea originale, concepita quando al Governo della città c’erano l’ex sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Giusto Catania.
Fatto che non trova concorde l’esponente del Gruppo Misto Carmelo Miceli. L’esponente di Progetto Civico Italia, in particolare, si spinge oltre e dichiara che tali variazioni non sarebbero consentite dalla legge. “Il progetto definitivo della tratta C prevede la realizzazione delle due tratte, in salita e in discesa, in adiacenza a questo spazio. Parrebbe però che nella trasformazione del progetto da definitivo ad esecutivo ci sia stata una modifica sulla realizzazione di questa linea, con una previsione che impatta sulla città. Le linee tramviarie verrebbero realizzate al posto dell’aiuola, con gli alberi che verrebbero così sradicati e trasferiti. Queste modifiche, a nostro avviso, non rientrano fra quelle possibili nel passaggio da progetto definitivo ad esecutivo“.
Miceli: “Pronti a legarci agli alberi”
A tal proposito, Miceli cita la normativa di riferimento in aula. “Sono ammesse ottimizzazioni tecniche, dettagli costruttivi e migliorie compatibili. Non sono ammesse modifiche alla configurazione urbanistica dell’opera, alla distribuzione dello spazio e modifiche all’impatto ambientale o paesaggistico. Ho fondato motivo di credere che il progetto definitivo abbia avuto la VIA proprio perchè non impattava con l’aiuola. E’ inimmaginabile che quel progetto sia stato superato da uno che prevede un simile cambiamento“.
“Pronti a legarci agli alberi e ad andare in Procura”
Poi, l’esponente del Gruppo Misto chiede la presenza degli assessori al Ramo in aula. In caso contrario, Miceli ha annunciato battaglia in tutte le sedi. “Stiamo parlando di una zona importante. Chiedo che venga convocata una seduta d’aula alla presenza degli assessori al Ramo. C’è urgenza perchè i lavori sarebbero in fase d’avvio. Onde evitare di vedere legate le forze d’opposizione agli alberi e di andare in Procura per denunciare che pensa di poter sradicare uno dei polmoni verdi della città, chiedo che venga trovata un soluzione che permetta di evitare tutto questo“.
Il progetto della linea C del tram
Il piano del Comune di Palermo, concordato con la ditta incaricata dei lavori, è già noto da tempo. Almeno da dicembre 2024. Momento nel quale il consulente incaricato dagli uffici di Palazzo delle Aquile, ovvero l’ex assessore Giuseppe Barbera, stilò un piano verde necessario a consentire i lavori previsti dalla progettazione esecutiva della linea C del tram. Un intervento complesso che riguarderà varie aree del capoluogo siciliano: fra queste, oltre a via Ernesto Basile, figurano corso Tukory, viale Regione Siciliana e l’area dello svincolo di corso Calatafimi.
Ad oggi, secondo quanto previsto dal documento, verrebbero rimossi i i 53 esemplari di jacaranda presenti in corso Tukory. Ciò a causa del loro stato di salute (una delle piante in questione sarebbe addirittura morta). La battaglia principale riguarda però i 223 esemplari di ficus che hanno stabilito radici nello spartitraffico di via Ernesto Basile. Gli alberi in questione dovrebbero essere trasferiti. Con ogni probabilità sui marciapiedi laterali. Ma per fusti così antichi tale operazione potrebbe risultare complessa. Destino simile anche per i 64 esemplari dei cosiddetti “alberi della fiamma” presenti in corso Calatafimi. Specie arborea così soprannominata per il suo fogliame rosso in alcune stagioni. Anche loro infatti, dovranno traslocare. Più incerto il futuro dei 22 esemplari di pino presenti in viale Regione Siciliana. Attualmente, è prevista una sorta di compensazione con nuove alberature. Ma termini e modalità dell’operazione sono ancora incerti.
Argiroffi: “Modifiche inaccettabili”
Sulla questione ê intervenuta anche l’esponente di “Oso” Giulia Argiroffi. “Le modifiche introdotte dal progetto esecutivo della tratta C del tram sono gravi e inaccettabili. Non si tratta di semplici dettagli, ma di scelte progettuali sostanziali che, sacrificando oltre 300 alberi, incidono negativamente su ambiente, paesaggio e qualità dello spazio urbano“.
“Eliminare gli alberi è una scelta incomprensibile, che appare finalizzata solo a coprire errori progettuali denunciati da anni e mai affrontati – aggiunge -. Siamo pronti a difendere il verde con ogni strumento: oltre al ricorso, stiamo elaborando soluzioni alternative che ne garantiscano la salvaguardia e non escludiamo iniziative forti per impedirne l’inutile sacrificio”.




