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Mediazione fissata per il 31 luglio

Tram a Palermo, la ditta presenta il conto al Comune: chiesti 50 milioni di euro per ritardi ed interessi

giovedì 16 Luglio 2026
tram a Palermo, linea 1, via XXVII Maggio, Sperone

Nuova gatta da pelare sul sistema tram a Palermo. Il 10 luglio, il ragioniere generale del Comune Bohuslav Basile ha scritto d’urgenza alla governance di Amat e ai rappresentanti dell’Amministrazione. Motivo del contendere è stata la richiesta pervenuta il 6 giugno dalla Sis. Società che si occuperà di eseguire i lavori per realizzare la linea C. Il problema cogente però non riguarda né il presente né il futuro, bensì il passato. Nella missiva infatti, i legali della ditta italo-spagnola hanno mosso delle contestazioni rispetto a ritardi ed interessi maturati dal 2015 ad oggi. Richieste che, complessivamente, si aggirano intorno ai 50 milioni di euro. Della vicenda si dovrebbe discutere ad un tavolo di mediazione fissato per il 31 luglio. Ma il dirigente contabile vuole vederci chiaro ben prima.

Tram a Palermo, le richieste mosse al Comune

La richiesta riguarderebbe i lavori relativi alle prime tre linee del tram conclusi intorno al 2015. Questione sulla quale l’azienda avrebbe già inviato diverse lettere agli uffici di Palazzo delle Aquile, come sottolineato proprio dal ragioniere generale. “Nella predetta nota del 24 luglio 2025, il Consorzio SIS ha rappresentato che i lavori oggetto del contratto si sarebbero conclusi in data 17 dicembre 2015 e che, nonostante il tempo ampiamente decorso, le richieste avanzate dall’ATI e reiterate nel corso degli anni sarebbero rimaste, a tutt’oggi, prive di definizione. Il Consorzio ha altresì evidenziato che anche l’ultima nota del 31 luglio 2020, con la quale era stata sollecitata la convocazione di un incontro finalizzato alla definizione delle contestazioni non risolte e alla quantificazione degli interessi legali maturati, sarebbe rimasta senza riscontro“.

La cifra da 50 milioni di euro

Una vicenda sulla quale la ditta italo-spagnola avrebbe presentato un conto salato. Anzi, salatissimo. “Su tali presupposti – scrive Basile -, il Consorzio SIS ha rinnovato la richiesta di riconoscimento dell’importo di 39,4 milioni di euro per contestazioni e riserve non definite, come quantificate a tutto il 14 dicembre 2016, richiamando, inoltre, l’ulteriore pretesa di 11 milioni di euro a titolo di interessi maturati per ritardati pagamenti fino alla data del 27 gennaio 2016“. Vale a dire, circa 50 milioni di euro. Fatto per il quale il ragioniere generale ha chiesto chiarimenti urgenti a tutti gli uffici comunali coinvolti e ai dirigenti della società Amat. Relazioni dettagliate che in sintesi dovranno contenere al loro interno chi e quando ha ricevuto le precedenti missive; la fondatezza delle richieste di Sis, il ruolo di Amat e del Comune di Palermo nella vicenda; l’utilizzo di eventuali economie dettate dall’appalto per altre cause.

Amella (M5S): “Carta riferisca in aula”

Critiche dal mondo delle opposizioni, in particolare dalla capogruppo del M5S Concetta Amella. “Ho letto con preoccupazione la lettera con la quale il ragioniere generale chiedeva chiarimenti all’Amat e all’Amministrazione Comunale rispetto alla richieste economiche avanzate da Sis sui lavori condotti durante la fase uno del sistema tram di Palermo. La stessa ditta che, per inciso, ha cambiato le carte in tavola sulla progettazione della linea C, prevedendo l’abbattimento di centinaia di alberi fra corso Calatafimi, viale Regione Siciliana, corso Tukory ma soprattutto via Ernesto Basile. Luogo nel quale l’intendimento è quello di rimuovere oltre 200 alberi di ficus in perfette condizioni. Il credito si baserebbe su lavori conclusi nel 2015, per i quali l’azienda ha chiesto più volte conto senza ricevere risposta. Circostanza sulla quale è lo stesso ragioniere generale a sottolineare il fatto di non avere notizie in merito dagli assessorati competenti. Siamo di fronte ad un possibile scenario nel quale la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. E a pagare il conto, come al solito, potrebbero essere i cittadini palermitani. Chiedo pertanto che l’assessore Carta venga con urgenza a riferire in aula sulla vicenda“.

Pochi margini di manovra

L’obiettivo è quello di evitare spese impreviste per un bilancio ancora fragile a causa del vigente piano di riequilibrio, attualmente valido fino al 2032. Un quadro di spending review necessario a compensare la condizione di sovraccreditamento in cui era piombato l’ente nella scorsa consiliatura. Insomma, ci sono pochi margini di manovra. Così come confermato anche dalla vicenda relativa al regolamento Cup, al momento posto sotto l’attenta osservazione degli uffici a causa del ritardo con il quale è stata firmata la delibera approvata dal Consiglio Comunale il 30 marzo. Fatto che ha causato un preventivo blocco della spesa. Adesso, il Comune di Palermo ha circa due settimane per preparare una strategia difensiva. Il tutto in un’agenda ormai intasata da scadenze e da delibere da portare a casa. D’altro canto, contro le scadenze non si può alzare il volume delle casse.

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