Condividi

Torna a risplendere il Castello di Maredolce a Palermo

martedì 28 Maggio 2019

Doveva essere uno splendore: un castello arabo, costruito dall’emiro Kalbita “Ja’Far II”, che sotto Ruggero II divenne uno dei solatii regii.

Maredolce già nel nome ispira un luogo di sogno, elegante, raffinato, una favola araba. Abbandonato per anni, occupato abusivamente, è da poco tempo un luogo restituito alla città, e il restauro in corso permette di apprezzarne l’architettura che pian piano sta tornando alla luce. Tanto da ipotizzarne l’inserimento nel sito seriale UNESCO di Palermo arabo-normanna.

Di questo ed altro si parlerà mercoledì prossimo – 29 maggio – dalle 16,30 proprio al castello di Maredolce (vicolo del Castellaccio, 21/23, a Brancaccio) nel corso di una tavola rotonda a cui partecipano il sindaco Leoluca Orlando, nella veste di presidente del Comitato di pilotaggio del sito seriale UNESCO, il dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali, Sergio Alessandro, il direttore della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, Aurelio Angelini, il sovrintendente dei Beni Culturali, Lina Bellanca; l’architetto Manfredi Leone, docente all’Università di Palermo e Giuseppe Barbera, direttore del Dipartimento di Culture arboree.

Sarà l’occasione per presentare la cooperativa sociale che si è aggiudicata il bando ed avrà in concessione le aree verdi del castello sulla base di un programma di coltivazioni ed utilizzazione condivisa con la Soprintendenza. A chiusura dell’incontro, la Cantoria del Teatro Massimo proporrà un concerto.

E rieccoci a Maredolce. Sfruttando la vicina sorgente della Fawwarah ai piedi del monte Grifone, i re normanni dotarono il castello dell’emiro di un’enorme peschiera di acqua dolce, addirittura navigabile (Mare Dolce… appunto),  piena di pesci di vari colori e razze, portati anche da Paesi lontani. Un giardino di delizie, particolarmente amato da Costanza d’Altavilla che amava trascorrervi l’estate con il piccolo Federico, futuro imperatore illuminato.

Al centro della peschiera, Ruggero aveva fatto impiantare un isolotto a forma di Sicilia rovesciata, quasi una voliera per la grande quantità di uccelli ospitati. Nel 1328 il castello viene ceduto da Federico II d’Aragona ai Cavalieri Teutonici che lo trasformarono in ospedale. Per due secoli appartenne alla famiglia dei Bologna con cui divenne un’azienda agricola, per poi passare al duca di Castelluccio.

Dagli inizi dell’800 inizia il declino e l’abbandono di Maredolce, “castellaccio” ad uso del quartiere, utilizzato dagli abitanti per ricoverare le bestie, addirittura occupato come abitazione. Acquistato dalla Regione Siciliana, viene affidato alla Soprintendenza che ne avvia il recupero, cercando di riportarlo alla sua conformazione originaria.

La peschiera ovviamente non esiste più, al suo posto c’è un agrumeto, del tutto abbandonato. Ed è proprio da qui che parte il recupero di Maredolce e la riconsegna alla città: è di pochi giorni fa, la firma della convenzione tra la Soprintendenza ed un’associazione temporanea di imprese – ATS composta da Sosvile, Solidarietà, Sviluppo e Legalità, Libera…mente, e Ada, Associazione diritti degli anziani, che hanno risposto ad una manifestazione di interesse  – a cui vengono affidati in gestione per sei anni, i sei ettari di terreno di Maredolce.

L’idea è proprio quella di recuperare le aree verdi attorno al Castello, magari non proprio come ai tempi dei re normanni: ma rivitalizzare il mandarineto storico, riaprire i sentieri, piantumare i terreni, è ancora possibile. Insomma, far rinascere Maredolce, con una spinta sociale visto che il lavoro sarebbe portato avanti anche da giovani portatori di handicap e detenuti.

La giornata dedicata al Castello di Maredolce permetterà di parlare di futuro, della nascita di un itinerario arabo normanno a 360 gradi, e non declinato soltanto sui monumenti inseriti nel sito seriale riconosciuto dall’UNESCO. “Un itinerario che possa servire da attrattore turistico – spiegano il sindaco Leoluca Orlando, nella sua veste di presidente del Comitato di pilotaggio del sito seriale UNESCO, e il direttore della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, Aurelio Angelini – sia dei monumenti iscritti al sito seriale che di quelli che portano indelebili le caratteristiche di questo determinato periodo storico e ne raccontino il percorso comune”.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Palermo, Settecannoli e riqualificazione della Costa Sud: tra speranze, progetti, degrado e impegno civico CLICCA PER IL VIDEO

Nuova tappa del viaggio de ilSicilia.it tra i quartieri di Palermo alla rubrica “La città chiama…”. Questa volta è il turno di Settecannoli, nella seconda circoscrizione, in cui ricade il lungomare della Costa Sud di Palermo. L’intervista a Sergio Oliva.

BarSicilia

Bar Sicilia, Elena Pagana: “Parco dell’Etna e riserve, ecco cosa stiamo facendo per l’ambiente” CLICCA PER IL VIDEO

Dalle politiche per la fruizione dei parchi alle attività dell’Arpa fino alla pianificazione, ospite di Bar Sicilia è l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Elena Pagana

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.