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Unipa, pubblicato primo Bilancio di Genere. Midiri: “Ridurre gender gap è impegno dell’Ateneo” CLICCA PER IL VIDEO

martedì 17 Maggio 2022

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L’Università degli Studi di Palermo ha approvato il Bilancio di Genere 2021 e il Gender Equality Plan 2022-2024, due importanti documenti redatti da un gruppo di lavoro nominato dal Magnifico Rettore, il Professore Massimo Midiri, coordinato dalla Prorettrice all’Inclusione, alle Pari opportunità e alle Politiche di genere, la Professoressa Beatrice Pasciuta, e composto da una rappresentanza dei docenti dell’Ateneo del capoluogo siciliano e del personale tecnico-amministrativo e bibliotecario. La presentazione si è svolta presso il Complesso monumentale dello Steri.

“Con la pubblicazione del primo Bilancio di genere e del Piano per l’eguaglianza di genere UniPa ha scelto di passare ai fatti dando un nuovo significato e un nuovo impulso ai temi dell’uguaglianza delle opportunità e dell’inclusione – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri – Per noi l’impegno per la riduzione del gender gap non è un formale adempimento alle richieste dell’Europa e del PNRR, ma una politica fondamentale per un’analisi in termini critici che porti alla piena valorizzazione di tutte le risorse dell’Ateneo, rimuovendo ostacoli e diseguaglianze. Con l’impostazione di queste azioni necessarie si avvia un percorso di cambiamento che sta alla base del rinnovo dell’identità di UniPa”.

Altro obiettivo raggiunto riguarda la costituzione del Centro di Studi Avanzati (Centre of Advanced Studies – A.S.CENT.), che rappresenta “Un polo di attrazione di studiosi qualificati, provenienti da tutto il mondo,  – prosegue il Rettore Midiri – per creare un ambiente favorevole al dibattito scientifico e culturale, in cui Visiting professor di Università straniere costituiranno un primo punto di aggregazione per le esperienze incoming e outgoing di moltissimi giovani e studiosi. UniPa è in una posizione geopolitica importante e può aspirare a rappresentare un punto di riferimento per i Paesi mediterranei e nordeuropei. Questa caratteristica è ulteriormente rafforzata dal Centro, un ambiente dinamico, multidisciplinare, favorevole al dibattito scientifico e culturale internazionale.”

“Oggi ci sono le azioni positive, che sono quelle messe in campo dall’UE per colmare situazioni di disequilibrio, e l’Europa ha imposto alle Università e agli enti di ricerca di dotarsi di piani per l’eguaglianza di genere, precedute dal bilancio di genere, provando a ridurre il gap. E’ un problema che riguarda l’intera comunità, non solo le donne o chi sta indietro, e siamo orgogliosi di aver dotato il nostro Ateneo, per la prima volta, di un bdg. La nuova governance ha voluto intendere il Gep come un’occasione, e non come un mero adempimento burocratico”, ha spiegato la Prorettrice Beatrice Pasciuta.

Il “Centro di Studi Avanzati” ha la finalità di rafforzare e integrare la capacità di azione delle strutture di ricerca dell’Ateneo, promuovendo le massime sinergie tra le stesse e consolidando lo sviluppo e la diffusione della scienza e della tecnologia, favorendo lo scambio e l’interazione delle conoscenze mediante la circolazione internazionale delle idee e degli studiosi. Internazionalizzazione, interdisciplinarità e condivisione del sapere scientifico e delle conoscenze sono le principali direttrici dell’attività del Centro per lo scambio e la discussione di idee, per la realizzazione di progetti e per la ricerca di risultati innovativi. La missione consiste quindi nella creazione di un “forum” dove si incoraggi e sostenga la cooperazione e la condivisione di conoscenze tra rinomati accademici provenienti da diverse parti del mondo e i docenti, i giovani ricercatori e dottorandi nonché gli studenti dei cicli di formazione superiore, che operano e studiano nell’Università di Palermo.

Sul tema è intervenuto il Professore Antonello Miranda, il referente del Centro di Studi Avanzati.L’idea di istituire a Palermo, il cui Ateneo è proiettato verso l’internazionalizzazione, un centro che consentisse agli studiosi più prestigiosi del mondo di venire qui per trovare un ambiente accogliente per svolgere le proprie ricerche per lasciare qualcosa ai nostri colleghi e ricercatori. Obiettivo è supportare la ricerca”

Il BdG, elaborato nel rispetto delle Linee guida predisposte dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane-CRUI, ha cadenza triennale e fotografa lo stato dell’Università di Palermo in materia di pari opportunità, mettendo in evidenza la distribuzione di genere delle diverse componenti all’interno della comunità accademica e fornendo la base di partenza per l’attuazione di azioni utili per assicurare le pari opportunità nei luoghi di lavoro e di studio. Il Bilancio di genere costituisce, dunque, uno strumento essenziale per realizzare l’eguaglianza di genere e per integrare tale prospettiva in tutte le politiche dell’Ateneo, tutelando in tal modo la parità tra donne e uomini nell’Università. La sua redazione è, infine, uno dei requisiti necessari per la valutazione di ammissibilità del Gender Equality Plan, il quale rappresenta un elemento fondamentale per l’accesso ai fondi europei per la ricerca.

Il Bdg dell’Università di Palermo è un piano di informazione/formazione. Informazione fa riferimento al monitoraggio dei dati, attraverso cui è possibile mantenere costante l’osservazione dello stato e delle condizioni di lavoro di chi vive professionalmente l’Università che oltre agli “indicatori di performance” relativi ai servizi – qualità delle relazioni, delle tecnologie a disposizione, della comunicazione interna, facilità di accesso a occasioni di acquisizione di skills innovative, modalità in cui il lavoro si articola – devono tenere in considerazione anche quantità ed efficacia dei servizi che consentono la buona conciliazione fra lavoro e “mondo vitale” di chi lavora in una organizzazione. In Italia, in generale, la difficoltà di conciliazione fra lavoro e “mondo della vita” riguarda soprattutto le donne sulle quali nella maggior parte dei casi grava il lavoro di cura e di supporto delle attività che costituiscono la family pressure nella sfera privata.
Formazione invece si riferisce alla funzione svolta dal BdG nella programmazione del GEP: la consultazione del BdG deve diventare un’abitudine per tutta la comunità accademica, per imprimere alle scelte strategiche e organizzative dell’Università di Palermo quel cambiamento in materia di parità di genere che coinvolge la società nel complesso.
Il BdG si articola in cinque sezioni riguardanti rispettivamente la componente studentesca, docenti e ricercatori, il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, gli incarichi istituzionali e di governo, la valutazione di risultati e impatto. Ciascuna sezione è poi descritta attraverso diversi indicatori specifici per ciascuna area analizzata, che forniscono grafici e dati relativi allo stato dell’Ateneo di Palermo in materia di pari opportunità e parità di genere.

Il Gender Equality Plan (GEP) è lo strumento strategico e operativo predisposto per l’eliminazione dei disequilibri di genere; propone infatti le necessarie azioni per l’attuazione di cambiamenti duraturi e di natura strutturale, attraverso un approccio trasversale e integrato, volto alla promozione delle pari opportunità e della parità di genere. È un documento voluto fortemente dalla Commissione europea ed è inoltre un requisito imprescindibile per l’accesso ai finanziamenti predisposti dal Programma Quadro della Ricerca dell’UE Horizon Europe, in attuazione della Gender Equality Strategy 2020-2025 della Commissione.
Uno degli elementi necessari per la sua ammissibilità in fase di valutazione è la stesura del BdG, perché l’implementazione delle attività e delle iniziative normative e organizzative muove a partire dalla situazione di fatto fotografata dal BdG, ma deve nello stesso tempo puntare al cambiamento del futuro BdG, laddove sussistono situazioni di gender gap evidente. Le diverse aree che costituiscono l’architettura del GEP potranno infatti essere monitorate nell’efficacia delle iniziative intraprese proprio attraverso la lettura degli indicatori utilizzati per il monitoraggio del BdG.

La parità di genere è il quinto dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ed è anche un principio fondamentale dell’UE, previsto nel Trattato sul funzionamento dell’Unione, oltre che nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Con la «Strategia per la parità di genere 2020-2025», presentata nel gennaio 2021, la Commissione europea si pone l’obiettivo di costruire un’Europa garante della libertà e della realizzazione personale, attraverso azioni di lotta alla violenza contro le donne e agli stereotipi di genere, di riequilibrio tra vita professionale e vita privata, di parità salariale, di miglioramento della presenza delle donne nelle posizioni apicali e di valorizzazione delle diversità sul luogo di lavoro. Tutto questo è possibile all’adozione di misure mirate volte a realizzare la parità di genere e all’integrazione di una prospettiva di genere in ogni fase dell’elaborazione e attuazione di tutte le politiche dell’Unione. Per questo, dunque, ha introdotto l’obbligo a partire dal 2022, per tutti gli enti di ricerca e gli istituti di educazione superiore, di dotarsi di un GEP come requisito di accesso a tutti i finanziamenti di ricerca su fondi europei.

Secondo le Linee guida di Horizon Europe 2021-27 (Horizon Europe Guidance on Gender Equality Plans) il GEP deve possedere determinate caratteristiche: essere un documento pubblico, prevedere specifiche risorse umane e finanziarie destinate alla sua attuazione, includere la raccolta e il monitoraggio dei dati in collegamento con il Bdg, predisporre percorsi di formazione.
In linea con le indicazioni di Horizon Europe, il GEP dell’Università di Palermo è articolato in cinque aree di intervento: la prima area è anche la più ampia e riguarda le misure per la conciliazione fra vita lavorativa e vita familiare, in relazione all’impegno genitoriale e di cura, la cultura organizzativa di Ateneo e la lotta ai pregiudizi. La seconda e la terza area sono rivolte specificamente a individuare misure di riduzione del gender gap sia nei ruoli apicali di governo sia nel reclutamento e nella progressione di carriera. La quarta area riguarda la valorizzazione della dimensione di genere nella ricerca e nella didattica. La quinta area, infine, interessa le misure contro i comportamenti discriminatori, molesti e violenti. All’interno di ciascuna area sono stati individuati e indicati gli obiettivi che si intendono raggiungere, infine per ciascun obiettivo sono state previste una o più azioni, cioè misure specifiche e concrete volte all’attuazione dell’obiettivo. Nel complesso, il GEP dell’Università di Palermo si compone di 15 obiettivi, per il cui raggiungimento sono state previste 40 azioni.

Il Centro di Studi Avanzati si propone di:
– Valorizzare la ricerca e il potenziale scientifico, economico e di conoscenza presente nell’Università di Palermo sviluppando e consolidando i contatti internazionali attraverso l’opportunità di ospitare, per periodi di media-lunga durata, studiosi sia italiani che stranieri provenienti da tutto il mondo e che si siano distinti per eccellenza scientifica e notorietà internazionale (Visiting Fellow e Senior Visiting Fellow);
– Rafforzare il ruolo e della visibilità nazionale ed internazionale delle strutture e dei ricercatori e studiosi dell’Ateneo, attraverso la razionalizzazione e il coordinamento del sistema di servizi per l’internazionalizzazione.
– Progettare e realizzare studi e ricerche concordate con i ricercatori stranieri in entrata;
– Sviluppare e consolidare partenariati e iniziative di collaborazione internazionale concordati con le Università, gli enti di ricerca e il sistema produttivo.
– Promuovere studi e ricerche interdisciplinari e sistemiche, di trasferimento tecnologico, di avanzamento e diffusione dell’innovazione, nonché allestire e organizzare Seasonal School e altre forme di apprendimento avanzato.
Per la realizzazione degli obiettivi di cui sopra il Centro si propone in dettaglio di utilizzare i seguenti strumenti:
– assegnazione, attraverso bandi pubblici e nell’ambito delle proprie risorse, di apposite borse di ricerca “Visiting Fellowship” e “Senior Visiting Fellowship” di media e lunga durata (es: da un mese ad un anno) a studiosi, ricercatori e professori di università e enti di ricerca internazionali, su temi di ricerca di particolare interesse, individuati dal comitato tecnico-scientifico, per sviluppare la collaborazione con i docenti interni dei diversi ambiti scientifici;
– accoglienza degli studiosi esterni organizzando: l’individuazione e la messa a disposizione, a costo agevolato, di alloggi o foresteria, il rimborso delle spese di viaggio, l’accesso alle mense universitarie, l’accesso libero alle strutture di studio e ricerca dell’Ateneo, la disponibilità di uno spazio attrezzato e postazione computerizzata, l’utilizzo libero della rete internet, la disponibilità di e-mail gratuita, l’individuazione di una Senior Common Room o/e di un’area di incontro, la predisposizione di un apposito badge per il riconoscimento dello studioso esterno, l’accesso all’uso di MyUniPA e dei social di Ateneo, ecc.;
– promozione internazionale del centro e disseminazione esterna delle attività di studio e ricerca e in genere delle attività programmate e realizzate;
– progettazione di un “Think-tank” dei Dottori di Ricerca, Contrattisti e Assegnisti di Ateneo;
– ideazione, organizzazione e coordinamento di Seasonal School (con il coinvolgimento dei Visiting Fellow) su temi interdisciplinari aperte a selezionati studenti dei cicli di formazione superiore dell’Ateneo;
– ideazione, programmazione e coordinamento (con il coinvolgimento dei Visiting Fellow) di cicli di lecture, focus group, workshop, corsi di alta formazione e altre forme di insegnamento, espressamente dedicati alla istruzione di eccellenza degli studenti magistrali, dei dottorandi e dei dottori di ricerca, degli assegnisti e dei contrattisti di ricerca e post-doc.

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