Lo Zen 2 trasformato in un terreno di guerra dalle vampe di San Giuseppe. E’ uno spettacolo che lascia tutti senza parole quello visibile, questa mattina, all’interno delle strade del quartiere della VII Circoscrizione di Palermo. Un’area della città dove l’Amministrazione Comunale sta cercando, faticosamente, di avviare un percorso di legalità sul fronte dell’emergenza abitativa e del rispetto delle regole. Un aspetto, quest’ultimo, non calcolato dagli incivili che nelle ultime ore hanno devastato gli spazi dello Zen 2. Terreni incolti dati alle fiamme, rifiuti bruciati, auto incendiate a pochi passi dalle abitazioni e, per concludere il quadro di vandalismo, lanci di oggetti nei confronti dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine che cercavano di ripristinare l’ordine pubblico.
Cosa resta allo Zen 2 dopo le vampe di San Giuseppe

I malviventi, quasi tutti giovani a volto coperto, hanno causato danni in buona parte del quartiere. Episodi le cui conseguenze sono ancora visibili. Si solleva ancora fumo, ad esempio, dal terreno incolto presente in via Costante Girardengo. Alcune immagini registrate ieri sera mostravano scoppi in mezzo alle fiamme. Segno che all’interno del rogo è stato lanciato materiale esplosivo. A finire preda dei vandali anche un’auto parcheggiata davanti ad un’abitazione. Preoccupati i residenti, i quali hanno dovuto arrangiarsi da soli fino all’arrivo delle forze dell’ordine e dei mezzi di soccorso.
Quiesta mattina, le facce di chi vive il quartiere si presentavano cupe. Quasi rassegnate di fronte al degrado regnato in queste ore fra le strade dello Zen 2. Ne sanno qualcosa gli abitanti dell’area di via Primo Carnera. Strada posizionata a pochi passi dalla villetta progettata da Renzo Piano e dal campetto Andrea Parisi. Qui, infatti, i malviventi hanno colpito duro. Sull’asfalto si possono trovare ancora i contenitori usati come torce oppure decine di bottiglie di vetro spaccate. Roghi si sono registrate anche all’interno della famosa piazza dello Zen. Uno spazio su il mondo della politica ha realizzato video, reel, comunicati ed annunci di ogni genere. Parole che sono rimaste tali, visto che lo spazio attende ormai da anni l’avvio dei lavori di riqualificazione. Ma, ad oggi, quello stesso spazio dietro la chiesa di San Filippo Neri si presenta come una landa desolata.
Le reazioni del mondo politico
Insomma, un vero e proprio bollettino di guerra. Fatti sui quali si è registrata la ferma condanna del mondo politico. Già ieri sera, il consigliere della VII Circoscrizione Ferdinando Cusimano ha chiesto un cambio di passo alle istituzioni. “Serve un intervento deciso. Serve un commissario, sul modello Caivano, capace di investire creando strutture e rilanciando socialmente e culturalmente questa area di città“.
Ad aprire le danze, nella giornata odierna, è stato il consigliere comunale di Lavoriamo Per Palermo Ottavio Zacco. “Tradizione non può mai essere sinonimo di degrado o sopraffazione. Palermo ha una storia e un’identità che vanno tutelate attraverso il rispetto delle regole e della convivenza civile. Confido nel lavoro delle autorità competenti affinché vengano individuati i responsabili e si ristabilisca un principio fondamentale: lo Stato c’è e non arretra davanti a nessuna forma di violenza“.
Episodi di violenza censurati dal presidente della VII Circoscrizione Giuseppe Fiore. “È necessario un impegno ancora più deciso da parte del Governo centrale, affinché vengano assicurate risorse adeguate, strumenti efficaci e una presenza costante dello Stato nei territori più fragili. Solo attraverso un’azione coordinata e continuativa sarà possibile prevenire simili episodi e promuovere una cultura della legalità che coinvolga davvero tutti“.



