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davanti l'assessorato alla Salute

Sanità, Palermo: stop liste d’attesa. La protesta del Codacons

venerdì 24 Febbraio 2023
Partita oggi a Palermo la “crociata” del Codacons per il diritto dei cittadini ad essere curati in tempi brevi. “La decisione dell’assessore alla Salute della Regione Sicilia, Giovanna Volo, di ridurre i fondi della spesa sanitaria regionale 2022 di circa 30 milioni di euro, e quindi di ridurre l’assegnazione dei fondi alle strutture private convenzionatescrive l’associazione in una notaavrà, quale conseguenza, quella di allungare le liste d’attesa nella sanità pubblica. In sostanza ci rimetteranno gli ambulatori specialistici e i laboratori d’analisi, che garantiscono l’82% delle prestazioni annuali erogate dal sistema sanitario regionale, ma prima di tutti ci rimetteranno i pazienti siciliani”.

Per questo il Codacons ha risposto “manifestando a Palermo insieme alla intersindacale della specialistica convenzionata esterna e al coordinamento intersindacale Cimest, e annunciando oggi la “Task Force Sanità”, chespiega Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codaconsè un pool di avvocati, esperti, medici e medici legali nato dalla collaborazione di Codacons, Codacons Medici, Articolo 32 Aidma (Associazione Italiana per la Tutela dei diritti del malato), Orion, Osservatorio Sanità Sicilia, LDC Lega Difesa del Cittadino, Confeuropa Consumatori, Avvocati in Europa e Consumatori Italiani per lottare uniti contro tutti i casi in cui viene negato il diritto alla salute”.

“In Siciliaconclude Tanasi – il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione italiana, viene molto spesso negato dalle assurde lungaggini della sanità pubblica siciliana. E’ impensabile, infatti, che per esami importanti si debba aspettare molti mesi se non addirittura un anno con evidenti danni esistenziali per i cittadini che necessitano di controlli medici. Proprio perché le lamentele in questo senso sono davvero numerosissime chiediamo al Governo Regionale un aumento considerevole del budget da attribuire alla sanità privata siciliana, poiché quello oggi previsto non è sufficiente a coprire le prestazioni fornite dalle strutture private convenzionate, che già attualmente erogano prestazioni per circa 60 milioni di euro l’anno in extra budget non remunerato”.

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