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I dati dell'Osservatorio

Riqualificazione energetica nelle case in Italia: la Sicilia è la prima regione con il 21% di interventi realizzati

domenica 1 Febbraio 2026

Il settore dell’edilizia residenziale in Italia sta attraversando una fase trasformativa senza precedenti, spinto dall’urgenza della transizione ecologica e dalle ambiziose scadenze della direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings Directive).

L’Osservatorio Riqualificazione Energetica 2025, curato da Humans&Data in collaborazione con Harley&Dikkinson, offre una panoramica analitica basata su oltre 2.000 cantieri, evidenziando un successo straordinario nelle regioni del Sud, con la Sicilia nel ruolo di capofila.

Case Green

L’analisi rivela che gli interventi realizzati tra il 2020 e il 2025 hanno permesso un miglioramento medio di 4,5 classi energetiche, portando il 22,6% degli edifici coinvolti al traguardo della classe A4. Questo salto qualitativo non rappresenta solo un traguardo ambientale — con una riduzione media di 25,16 kg/mq di CO₂ annui — ma si traduce in un beneficio economico tangibile per le famiglie, con risparmi in bolletta che superano i 1.800 euro per le abitazioni indipendenti.

Nonostante il calo degli investimenti registrato nel 2024 a causa della rimodulazione degli incentivi, il report sottolinea come la riqualificazione profonda (deep renovation) rimanga l’unica strada percorribile per tutelare il valore degli asset immobiliari italiani e contrastare la povertà energetica in un contesto climatico in rapido mutamento.

Lo studio ha analizzato un campione di 2.177 interventi in Italia, che hanno garantito un salto minimo di due classi energetiche, come certificato dall’APE (Attestato di Prestazione Energetica), il documento che valuta l’efficienza energetica di un immobile.

Riqualificazione energetica in Italia: analisi, primati e prospettive 2026

 

L’impatto economico e ambientale delle riqualificazioni

Il settore della riqualificazione energetica in Italia ha registrato progressi significativi tra il 2020 e il 2025, spinto soprattutto dalle politiche di incentivazione fiscale, in particolare Superbonus e sconto in fattura nel biennio 2021-2022. Sebbene dal 2024 si sia registrato un calo del 22% negli investimenti totali, i risultati consolidati mostrano un cambiamento strutturale.

L’Osservatorio, basato su un campione di 2.177 cantieri e 2,4 milioni di metri quadrati riqualificati, ha evidenziato come la riqualificazione non sia solo un esercizio burocratico per ottenere detrazioni, ma un intervento che migliora drasticamente la qualità della vita. Gli edifici analizzati hanno registrato un risparmio medio di 12,1 euro per metro quadro. Per un appartamento standard di 100 mq, questo si traduce in circa 1.210 euro risparmiati ogni anno; per una villetta unifamiliare, la cifra sale a oltre 1.800 euro.

Prima degli interventi, il panorama era desolante: il 75,6% degli edifici apparteneva alle classi meno efficienti (E, F, G). La classe F, in particolare, rappresentava il 30,2% del campione. Oggi, grazie all’adozione di tecnologie integrate, quasi un quarto degli edifici ha raggiunto la classe A4, il massimo livello di efficienza previsto dalla normativa italiana.

Le regioni più attive: Sicilia e il successo del Sud

Contrariamente alle aspettative iniziali che vedevano il Nord Italia come principale beneficiario degli incentivi per via delle temperature più rigide, l’Osservatorio ha incoronato la Sicilia come la regione più attiva, con il 21% dei cantieri totali. Seguono la Campania (14%) e la Lombardia (12%).

Il primato siciliano è particolarmente significativo. Con oltre 529.000 metri quadrati riqualificati, l’isola ha dimostrato che l’efficienza energetica è fondamentale anche (e soprattutto) per la protezione dal calore.

ALCUNI DATI DEL REPORT

Nelle regioni del Sud, il salto di classe è stato più marcato: Sardegna (+5,6 classi), Puglia (+5,4) e Calabria (+5,2) hanno guidato la classifica dell’efficacia degli interventi. Questo è dovuto alla prevalenza di edifici unifamiliari che, partendo da condizioni di isolamento pessime (spesso classe G), hanno beneficiato di interventi radicali facilitati da una burocrazia meno complessa rispetto ai condomini delle aree metropolitane del Nord.

Il Mezzogiorno (con il 61,6% dei cantieri italiani) si distingue per un salto di classe energetica elevato, con la maggior parte degli interventi che porta gli edifici nelle classi più performanti, mentre nel Nord Italia (con il 25% dei cantieri) gli interventi si polarizzano verso le classi energetiche intermedie C e B. Ciò è dovuto alle differenze negli edifici riqualificati: le villette unifamiliari al Sud raggiungono più facilmente le massime prestazioni energetiche, mentre i condomini al Nord, pur efficienti, si attestano più spesso sulle classi C e D.

Anatomia degli interventi: il “Pacchetto Efficienza”

I dati mostrano una standardizzazione virtuosa verso quello che potremmo definire il “pacchetto di riqualificazione profonda”. Gli interventi più comuni rilevati nei cantieri sono:

  1. Cappotto Termico (96% dei cantieri): L’isolamento dell’involucro rimane la priorità assoluta. Non serve solo a trattenere il calore d’inverno, ma impedisce alle pareti di surriscaldarsi durante le ondate di calore estive, sempre più frequenti nel Mediterraneo.

  2. Sostituzione degli Infissi (84,6%): Il passaggio a vetrate basso-emissive con telai a taglio termico elimina i “punti freddi” e previene la formazione di muffe e condense.

  3. Impianti Fotovoltaici (53%): La produzione autonoma di energia elettrica è diventata un pilastro, specialmente laddove abbinata a sistemi di accumulo e pompe di calore.

La direttiva EPBD e gli obiettivi della “Decarbonizzazione 2030”

Il contesto normativo europeo sta esercitando una pressione crescente. La Direttiva Case Green (EPBD) impone all’Italia obiettivi stringenti. Entro il 2030, il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali dovrà scendere del 16%.

I risultati dell’Osservatorio 2025 mostrano che la strada è quella giusta, ma la velocità deve aumentare.

Alessandro Ponti

Alessandro Ponti, Presidente di Harley&Dikkinson, ha sottolineato: “In un Paese in cui quasi il 70% degli edifici residenziali è ancora classificato nelle tre classi con maggior dispendio di energia (E, F e G), è importante sottolineare il lavoro di miglioramento che è stato fatto negli anni 2020-2025 anche grazie agli incentivi fiscali. Questo slancio non deve cessare oggi, ma dobbiamo cercare di continuare a riqualificare il nostro patrimonio edilizio nazionale per raggiungere gli obiettivi indicati dall’Europa (ovvero ridurre il consumo di energia degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035) e per garantire a più famiglie possibili una quotidianità dignitosa in ambienti confortevoli”, sottolinea Alessandro Ponti, Presidente di Harley&Dikkinson.

“Come Humans&Data abbiamo presentato una ricerca inedita su una base dati esclusiva da cui gli stakeholder potranno trarre spunti interessanti per la loro industry. Con gli approfondimenti dovuti, si possono per esempio associare le tipologie di interventi con i risparmi energetici ed economici più interessanti, o specifiche fonti energetiche alla zona climatica del singolo edificio. Per il futuro, crediamo che un monitoraggio costante dell’edificio, con relativa raccolta di dati, rappresenti una risorsa imprescindibile per prevederne sia l’evoluzione durante il ciclo di vita, sia l’impatto sul contesto di appartenenza”, dichiara Annalisa Ferrazzi, Strategic Planner e responsabile della divisione ricerche e dati di Humans&Data.

 

Il valore dell’immobile e l’effetto “Green Premium”

Oltre al risparmio energetico, emerge un dato economico fondamentale: la rivalutazione immobiliare. Gli edifici che hanno effettuato il salto di classe energetica hanno visto incrementare il loro valore di mercato. Nel contesto italiano del 2026, un immobile in classe A o B è considerato un investimento sicuro, mentre le abitazioni in classe G subiscono un forte deprezzamento (il cosiddetto “Brown Discount”).

La riqualificazione profonda protegge i risparmi delle famiglie: una casa efficiente non è solo meno costosa da gestire, ma è più facile da rivendere in un mercato che sta diventando sempre più consapevole dell’impatto dei costi energetici sul bilancio domestico.

Verso un nuovo modello di sostenibilità

Il calo degli investimenti del 22% registrato nell’ultimo anno indica che il mercato sta cercando un nuovo equilibrio dopo l’era del Superbonus 110%. Tuttavia, la strada tracciata dalla Sicilia e dalle altre regioni del Sud indica una via chiara: la riqualificazione non è un costo, ma un investimento ad alto rendimento.

Per raggiungere gli obiettivi europei e garantire la sicurezza energetica nazionale, sarà fondamentale che l’Italia sviluppi nuovi strumenti finanziari, come i mutui green agevolati e le comunità energetiche rinnovabili, per permettere a quel 70% di edifici ancora inefficienti di intraprendere il percorso verso la classe A4.

La riduzione delle emissioni di CO₂ (25,16 kg/mq ogni anno per edificio) non è solo un numero in un report, ma il contributo reale del patrimonio costruito alla lotta contro il cambiamento climatico.

 

Fonte dati: Osservatorio Riqualificazione Energetica di Humans&Data

 

Nota Metodologica

L’indagine mira a quantificare l’impatto reale degli interventi di efficientamento energetico sugli edifici residenziali italiani nel quinquennio 2020-2025. L’analisi si concentra sul miglioramento delle prestazioni termiche, la riduzione dei consumi e il risparmio economico conseguito grazie agli incentivi fiscali (Superbonus, Ecobonus, Sconto in fattura).

Perimetro e Campionamento

L’analisi è stata condotta su un database proprietario fornito da Harley&Dikkinson, società leader nella consulenza per la riqualificazione immobiliare.

  • Campione: 2.177 cantieri monitorati e conclusi.

  • Superficie analizzata: Oltre 2,4 milioni di metri quadrati di superficie lorda riqualificata.

  • Copertura Geografica: Intero territorio nazionale, con focus specifico sulle regioni a maggior densità di intervento (Sicilia, Campania, Lombardia).

Fonti dei Dati e Strumenti

I dati sono stati estratti e incrociati utilizzando tre fonti principali:

  • Attestati di Prestazione Energetica (APE): Confronto sistematico tra APE “Pre-intervento” e APE “Post-intervento” per determinare il salto di classe energetica.

  • Dati di Cantiere: Monitoraggio tecnico dei materiali isolanti (cappotti termici), degli infissi sostituiti e della potenza degli impianti fotovoltaici installati.

  • Analisi Econometrica: Elaborazione dei risparmi monetari basata sui prezzi medi dell’energia e sulla riduzione stimata del fabbisogno energetico per metro quadro.

Indicatori Chiave di Prestazione (KPI)

Per la valutazione dei risultati, sono stati adottati i seguenti parametri:

  • Salto di Classe: Differenza numerica tra la classe energetica di partenza e quella finale (es. da G a A4).

  • Risparmio Economico Annuale: Calcolato su base metrica e parametrato su due tipologie standard (appartamento da 100 mq e villetta unifamiliare).

  • Impatto Ambientale: Calcolo della riduzione delle emissioni di CO_2 espresso in kg/mq per anno.

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