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Le indagini

Mafia, confiscati il covo e l’auto di Messina Denaro: sorveglianza speciale per il prestanome Andrea Bonafede

mercoledì 4 Marzo 2026
Matteo Messina Denaro

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un decreto di confisca, disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Trapani, nei confronti di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che ha “prestato” l’identità a Matteo Messina Denaro durante la latitanza.
Sono stati confiscati l’appartamento che il boss usava come covo e l’auto di cui Messina Denaro si serviva per i suoi spostamenti negli ultimi periodi. Con lo stesso decreto, il tribunale ha inoltre applicato nei confronti di Bonafede la misura personale di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per quattro anni, accompagnata dall’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Il geometra comunque è detenuto e sta scontando una condanna a 14 anni per associazione mafiosa.

E’ diventata definitiva la sua condanna a 14 anni. La Cassazione ha confermato il verdetto della corte d’appello di Palermo che ha ritenuto responsabile l’imputato del reato di associazione mafiosa. Il capomafia di Castelvetrano ha utilizzato le generalità del geometra, nipote del boss del paese Leonardo Bonafede, storico alleato della famiglia Messina Denaro, per le cure mediche a cui si è dovuto sottoporre nell’ultimo periodo della latitanza. E proprio seguendo le tracce lasciate dal paziente il Ros dei carabinieri e la procura sono arrivati alla cattura del padrino ricercato per 38 anni.
A Bonafede erano poi intestati l’appartamento utilizzato dal boss nell’ultimo anno e l’auto, acquistata con i falsi documenti a Palermo, con cui il padrino si spostava. Sia l’auto che l’immobile sono stati oggi confiscati dalla sezione misure di prevenzione del tribunale Di Trapani.
Le indagini successive alla cattura Di Matteo Messina Denaro hanno portato alla individuazione di parte della rete dei favoreggiatori che ne hanno coperto la latitanza. Oltre al geometra, tra gli altri, sono finiti in carcere il cugino omonimo e la cugina Laura, maestra, storica amante del capomafia.

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