La vicepresidente dell’Antimafia siciliana Bernardette Grasso è stata sentita a sommarie informazioni dai pm di Palermo che indagano per corruzione il dirigente regionale Giancarlo Teresi e il capomafia di Favara Carmelo Vetro e per concorso esterno in associazione mafiosa l’ex manager ed ex eurodeputato del Pdl Salvatore Iacolino.
Alla deputata regionale di Forza Italia i magistrati hanno chiesto dei suoi rapporti con il boss. Dall’indagine emergerebbero contatti tra Grasso e Vetro mediati da Iacolino. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, un imprenditore messinese che si occupa di vigilanza si era rivolto al mafioso favarese, che ha in passato scontato una condanna a 9 anni, chiedendoli se avesse quattro persone da indicargli per poterle assumere nella sua attività.
Vetro aveva girato la richiesta a Iacolino, suo compaesano, che, a sua volta, aveva consultato la Grasso per sapere se fosse interessata a segnalare eventuali nomi. Secondo quanto si apprende, la donna avrebbe poi avuto contatti diretti con Vetro attraverso messaggi telefonici e avrebbe indicato al capomafia potenziali dipendenti da impiegare.
Bernadette Grasso, che ieri ha annunciato di star valutando l’ipotesi di dimissioni dall’Antimafia, non è indagata.
La Grasso ha, infatti, ammesso di aver avuto contatti con il boss di Favara Carmelo Vetro, a cui era stata introdotta dall’ex eurodeputato Salvatore Iacolino.
Grasso ha sostenuto di non aver avuto dubbi su Vetro in quanto presentatogli dall’eurodeputato che conosceva da lungo tempo per motivi politici. La parlamentare aveva così segnalato al boss (di cui avrebbe ignorato il passato criminale e la condanna a 9 anni per mafia) nomi e curricula.
La vicenda era finita in un nulla di fatto perchè Vetro le aveva detto che le assunzioni non si sarebbero più fatte.





