“A Palermo ci sono giovani generazioni che si affacciano sulla scena criminale. Lo Stato deve dare risorse e non lesinarle in territori come questo. I problemi ci sono ma va anche segnalato che c’è una reattività dello Stato molto forte. Proprio oggi è stata fatta un’altra operazione antimafia. E’ un fenomeno complesso, quello che si sta manifestando. Ritornerò a breve in Sicilia per vedere i risultati raggiunti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che a Bagheria inaugura un immobile confiscato alla mafia.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si recherà successivamente nella Prefettura di Palermo per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza.
A margine dell’inaugurazione del bene confiscato alla mafia a Bagheria il presidente della Regione Renato Schifani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno avuto un incontro sui temi della sicurezza. L’edificio confiscato, ristrutturato anche con il contributo finanziario della Regione Siciliana, è stato affidato all’associazione “Quarto Savona 15” guidata da Tina Montinaro.
La “Quarto Savona 15” era il nome in codice dell’auto di scorta di Giovanni Falcone distrutta nella strage di Capaci i cui resti sono ora diventati un simbolo itinerante di legalità. All’inaugurazione sono presenti anche Tina Montinaro, vedova dell’agente Antonio Montinaro morto, con Vito Schifani e Rocco Dicillo, nella strage e il capo della polizia Vittorio Pisani.
Il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato a Palermo: le dichiarazioni del ministro
Nella sede della Prefettura a Palermo si è tenuto il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dopo l’escalation di attentati che da novembre interessa Palermo. Hanno partecipato il ministro dell’Interno anche il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, il sindaco Roberto Lagalla e i vertici delle forze dell’ordine.
“Dall’1 gennaio 2025 ad oggi abbiamo destinato 850 unità di personale in più tra le tre forze di polizia con un saldo positivo, tenendo conto di chi è andato in pensione e chi è arrivato, di 99 unità di personale.
Sono numeri agli atti matricolari e sono controllabili e peraltro abbiamo la prospettiva adesso in vista delle chiusure dei corsi, parlo per polizia e carabinieri, di assegnare altre 90 unità tra luglio e agosto, alcune abbiamo deciso di anticiparle ai primi di luglio”. Lo ha detto, al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato a Palermo, il ministro dell’interno Matteo Piantedosi che ha fatto il punto sulle risorse delle forze dell’ordine assegnate alla città metropolitana negli ultimi tempi.
“E’ molto probabile che nella mafia ci sia un ricambio generazionale, ci sono nuove generazioni che stanno cercando di affermarsi, di accreditarsi per ruoli direttivi, qualcuno che sta anche in carcere. Le forze dell’ordine e la magistratura sul punto sono molto attive e ragionevolmente questo fenomeno sarà ulteriormente attenzionato a breve. Insomma chi immaginava che la mafia non esistesse più a Palermo sbagliava. La mafia tradizionale fa anche altre cose, ma si sta riproponendo anche con dinamiche molto visibili che noi dobbiamo sicuramente tenere in grande considerazione”, ha aggiunto.
“Qualcuno ha ritenuto che l’investimento sulla videosorveglianza fosse poca roba. Invece sono interventi molto sollecitati dagli inquirenti che sottolineano la necessità di mantenere gli impianti che sono già esistenti e se il caso di implementarli. Su questo noi metteremo risorse importanti, 5 milioni di euro, tra fondo sicurezza urbana e fondi coesione del ministero dell’interno, che consentiranno soprattutto la possibilità di implementare la rete della videosorveglianza. Parliamo dell’area metropolitana di Palermo”, ha continuato il ministro.
“Le somme dovrebbero essere trasferite entro un paio di mesi nelle previsioni nostre – ha sottolineato – Ho già detto infatti al sindaco e agli attori intorno a questo tavolo di cominciare a progettarne l’utilizzo in modo che tra quando arrivano i soldi e la possibilità dell’impiego degli stessi, non passi troppo tempo”.
“I sindaci potranno utilizzarli anche per assunzione a tempo determinato di vigili urbani o per pagare gli straordinari, quindi per aumentare la capacità delle polizie locali”, ha concluso.
Schifani: “Le istituzioni ci sono e sono in grado di fare sistema”
“Le istituzioni ci sono e sono in grado di fare sistema anche nei momenti in cui sono state chiamati a contrastare la mafia ma anche ad approvare leggi durissime contro la criminalità organizzata. L’Italia è il Paese che ha leggi antimafia più rigorose e forti del mondo. Il nostro impianto legislativo si è formato nel tempo con una sua gradualità e lucidità nella condivisione di tutte le forze politiche. Il contrasto alla mafia si rafforza da una grande spinta venuta dal basso dai cittadini. Oggi rimborsiamo alla società un danno subito dalla mafia utilizzando un bene per fini sociali”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana Renato Schifani all’inaugurazione di un bene confiscato alla mafia alla presenza del ministro Matteo Piantedosi.
“Episodi recenti di queste settimane sono un campanello d’allarme – ha detto Schifani riferendosi agli ultimi atti criminali a Palermo con intimidazioni a commercianti – su cui la Procura e le Forze dell’ordine stanno lavorando per verificare cosa succede in questo contesto di criminalità. Sono sereno perchè so in che mani siamo. Ringrazio il ministro Piantedosi per il recupero di fondi Pon legalità che rischiavano di essere persi. Stiamo lavorando con questi fondi per inaugurare a breve la control room per il controllo degli incendi. Il ministro è stato l’artefice di questa iniziativa”.
Sindaco Lagalla: “Ringrazio il ministro per l’attenzione concreta e crescente alla città”
“L’annuncio di nuove risorse umane, del potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e del rafforzamento dei servizi di controllo del territorio rappresenta un segnale importante per la città e per tutti i cittadini onesti che chiedono sicurezza, legalità e presenza dello Stato. Allo stesso tempo, è fondamentale che ciascuno faccia la propria parte. Rivolgo un appello ai commercianti, agli imprenditori e a tutti coloro che dovessero subire minacce, pressioni o richieste estorsive: denunciare è un atto di coraggio ma anche di responsabilità civile. Oggi le istituzioni, la normativa antiracket e le associazioni che affiancano le vittime offrono strumenti concreti di tutela e sostegno. Solo attraverso la collaborazione tra cittadini e istituzioni possiamo spezzare ogni forma di omertà e continuare a costruire una Palermo libera dalla cultura mafiosa”, continua il sindaco.
“La città è al fianco di chi denuncia e di chi ogni giorno, nelle aule di giustizia e sulle strade, difende la legalità. Insieme possiamo rafforzare la presenza dello Stato e affermare con forza che Palermo non intende arretrare di un passo nella lotta contro la mafia”, conclude.




