Sono passati sei mesi dall’approvazione della norma della Legge di Stabilità che mette a disposizione della Crias 5 milioni di euro per finanziare prestiti di conduzione alle aziende agricole. Si tratta di finanziamenti fino a 30 mila euro per l’acquisto di scorte per le attività produttive siciliane.
La norma ha bisogno di un accordo fra la Crias- oggi Irca – e l’assessorato all’Agricoltura guidato da Luca Sammartino, da realizzare con una convenzione che riporti al centro un tema essenziale: il costo di disbrigo delle pratiche che deve essere messo a disposizione dell’Irca insieme alle modalità di espletamento dei bandi.
Il ritardo dell’applicazione della norma, che ha già visto il decreto di trasferimento delle somme dall’assessore Agricoltura all’Irca, nasce dalla fusione avvenuta tempo fa tra i due enti, Ircac e Crias in Irca.
E’ necessario che queste somme siano messe a disposizione delle aziende agricole in grande difficoltà a causa dei costi energetici aumentati vertiginosamente dopo la guerra in Iran a partire dal primo di marzo, e in vista dei nuovi investimenti che le aziende dal primo di settembre 2026 devono mettere in campo per programmare la nuova campagna agricola. Questo è in sostanza il grido degli agricoltori dell’Isola.
Fonti dell’assessorato regionale fanno sapere che la firma alla ispirata convenzione potrebbe già arrivare entro la fine di questa settimana. Convenzione che darà il via all’Irca di bandire l’avviso per l’individuazione delle aziende a cui saranno destinate le risorse stanziate dalla finanziaria 2026. Un avviso particolarmente atteso dal mondo agricolo che dovrà affrontare un anno difficile per essere competitivo a livello internazionale. Ricordiamo ancora una volta che i costi di produzione in Sicilia sono i più alti d’Europa.
Sarà la volta buona?
Le associazioni di categoria, in primis la Coldiretti Sicilia, hanno fortemente caldeggiato il provvedimento, auspicando un pronto intervento da parte della Regione che già nelle prossima variazione di bilancio potrebbe già stanziare ulteriori risorse nel caso in cui il futuro bando veda la parteciapazione in massa delle aziende del territorio regionale, come è avvenuto negli anni passati.




