La campagna elettorale è già iniziata. Manca più o meno un anno al voto per rinnovare gli organi della città di Palermo. Momento che chiuderà la prima consiliatura da sindaco di Roberto Lagalla. Un quinquennio nel quale l’ex Rettore ha dovuto affrontare emergenze importanti, come quella sui conti o le bare a deposito presso il cimitero dei Rotoli. Tuttavia, alcuni problemi restano. Criticità segnalate non soltanto dalle opposizioni ma anche esponenti del centrodestra. Come Saverio Romano, senatore di Noi Moderati. A proposito di Lagalla, qualche giorno fa il parlamentare nazionale ha dichiarato: “Parlare di riconferma è un lusso che Palermo non può permettersi“. L’auspicio di Romano è di cercare nuove proposte, pescando magari fra i giovani o le donne del centrodestra.
Partecipate, si aprono le danze: CdA all’Amap?
Una stoccata mossa in un periodo di grande fibrillazione per il centrodestra palermitano. Le spaccature nei grandi partiti da un lato e i movimenti al centro dall’altro hanno creato e potrebbero causare nuovi scossoni. Natale Puma e Salvatore Di Maggio vengono dati in avvicinamento verso Sud Chiama Nord, soggetto politico di Cateno De Luca. Non è sfuggito poi agli occhi più attenti che Ottavio Zacco, presidente della VI Commissione e consigliere di Lavoriamo Per Palermo, risulta fra i relatori invitati alla presentazione del progetto politico de “I Solidali”, nato a Catania da una costola del PD. In più, le posizioni critiche di alcuni esponenti di maggioranza manifestano un certo grado di insoddisfazione politica. Tutti segnali che il primo cittadino proverà ad appianare attraverso l’asso nella manica di ogni sindaco, ovvero il rinnovo dei CdA delle società Partecipate.
Della questione si discute sotto traccia da mesi. Ma oggi non si può più aspettare. Le scadenze imposte dalle modifiche al codice civile impongono un ragionamento rapido e di sintesi che coinvolgerà Amat, Rap, Reset, Sispi, Amg Energia ed Amap. Quest’ultima società rientrerà nel giro nonostante il fatto che Giovanni Sciortino non è ancora arrivato alla scadenza dei tre anni, in quanto nominato a novembre 2024. Fatto per il quale si ipotizza che l’azienda di via Volturno possa tornare ad una formula collegiale, ovvero al CdA. Nomi ancora non se ne sono fatti. Ma i movimenti politici sono già iniziati da un paio di mesi.
Ad Amat sarà derby fra Forza Italia e Fratelli d’Italia. La Lega proverà a riconquistare la presidenza persa dopo il passaggio di Francesco Scoma a Forza Italia. Mentre in casa Rap si vociferà di una possibile riconferma per Giuseppe Todaro. Fascicolo al quale si unirà quello della questione vicesindaco. Dopo due mesi di lotte interne a Fratelli d’Italia, la nomina di Brigida Alaimo pare in dirittura d’arrivo. Ciò senza escludere che si possa ricorrere alla formula della staffetta con Dario Falzone. Questo soprattutto se la prima dei non eletti all’Ars deciderà di lanciarsi nella corsa verso l’Ars alle prossime elezioni regionali, calendarizzate anch’esse per il 2027.
Lagalla sarà della partita
Un accordo condiviso sulle nomine delle società Partecipate potrebbe garantire importante ossigeno all’attuale primo cittadino nella corsa alla ricandidatura. Perchè l’ex Rettore vuole essere della partita. Lo ha già detto a più riprese. Uno scenario sostenuto qualche mese fa anche dal capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo durante la convention dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR). L’ex Rettore, almeno sulla carta, può vantare una maggioranza più che larga in Consiglio Comunale. Sono 26 infatti i componenti della coalizione a suo sostegno, anche se qualche pezzo potrebbe saltare a breve. Un esercito che però in numerose occasioni si è rivelato un gigante dai piedi di balsa. Fiaccato da fratture interne ai vari partiti e a scontri spesso poco ideologici e molto dipendenti dal momento fra le varie anime del centrodestra palermitano. Fatto che lo ha esposto alle sopracitate critiche, fra gli altri, di Saverio Romano. L’alternativa secondo l’esponente di Noi Moderati? Giovani e donne del centrodestra. Ma chi potrebbe rappresentare un valido avversario del primo cittadino?
Chi potrebbe sfidare nel centrodestra il sindaco uscente?
La premessa è d’obbligo. Nomi ufficialmente in campo non ce ne sono. D’altro canto, manca ancora un anno al momento fatidico. Tuttavia, le voci di Radio Palazzo hanno fatto filtrare alcuni profili con le physique du rôle. Uno dei nomi più quotati è quello della parlamentare nazionale di FdI Carolina Varchi. Segretaria di presidenza alla Camera dei Deputati, l’ex vicesindaco di Palermo ha avuto il merito di tirare fuori il Comune di Palermo dal baratro del pre-dissesto economico e del dissesto funzionale, facendo da ponte con il Governo Nazionale nella chiusura del famoso accordo con lo Stato. Un patto per il quale la deputata nazionale di FdI ha dovuto recuperare l’arretrato lasciato dalla vecchia Amministrazione. Sono sette infatti i documenti contabili approvati fra giugno 2022 e novembre 2023. Data nella quale ha lasciato lo scettro da assessore alla sua numero due, la prima dei non eletti all’Ars Brigida Alaimo. Prossima a diventare vicesindaco di Palermo.
In realtà, Carolina Varchi aveva provato la scalata a Palazzo delle Aquile in prima persona già nel 2022. Salvo poi ritirare la propria candidatura a pochi giorni dalla chiusura delle liste, convergendo sulla figura proprio di Roberto Lagalla. Da allora però sono cambiate alcune cose. Il patto politico del 2022 stretto con l’eurodeputato Giuseppe Milazzo sembra essersi incrinato. Fatto emerso in tutta la sua magnitudo nelle ultime trattative interne ai meloniani per decidere il nuovo vicesindaco. Anche se il rinnovo dei CdA potrebbe essere terreno fertile per appianare le divisioni.
Sul fronte civico c’è Sud Chiama Nord
Fra i nomi circolati negli ultimi giorni c’è poi quello di Andrea Mineo. Profilo che starebbe curando, insieme all’ex presidente della Sas Mauro Pantò, l’operazione di avvicinamento verso Sud Chiama Nord, soggetto politico di Cateno De Luca. L’ex coordinatore regionale giovanile di Forza Italia conosce bene la macchina amministrativa. Fra il 2012 e il 2022 è stato consigliere comunale all’opposizione dell’ex sindaco Leoluca Orlando. A seguito del risulato elettorale del 2022, Roberto Lagalla lo sceglie come assessore. A lui vengono affidate le deleghe al Patrimonio e all’Ambiente. Ambiti non facili e con un grosso arretrato da smaltire. Fra i passaggi chiave portati a termine da Mineo c’è il rilancio del polo impiantistico di Bellolampo, con il salvataggio in extremis del progetto dell VII vasca; la chiusura del contenzioso fra Amia, Rap e il Comune di Palermo; la definizione dei quattro lotti progettuali della Costa Sud di Palermo, con il reperimento di fondi dal valore complessivo da oltre 100 milioni di euro.
L’esperienza da assessore di Mineo dura però solo un anno e mezzo. La rottura fra Forza Italia e l’ex presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè lo porta lontano dai confini azzurri, con un avvicinamento al gruppo di Fratelli d’Italia. L’ex assessore si è collocato in particolare all’interno della corrente più vicina a Carolina Varchi, salvo poi lasciare quei lidi a causa di una scarsa difesa del suo ruolo in Giunta, poi ceduto a Pietro Alongi. Così, nel 2024, Mineo approda insieme a Natale Puma e al suo gruppo dirigente in Provincia fra le fila della Democrazia Cristiana, dove troverà la collaborazione di Mauro Pantò. Figura, quest’ultima, con la quale i rumors di Radio Palazzo lo vedono, come sopra ricordato, in avvicinamento verso Sud Chiama Nord. E sarebbe proprio Cateno De Luca a volerlo lanciare come sindaco di Palermo. Da capire se le voci di corridoio si concretizzeranno o meno. Le prossime settimane potrebbero essere chiarificatrici.
Nel centrosinistra potrebbe muoversi Controcorrente
E a sinistra cosa succede? Il fronte progressista chi contrapporrà al sindaco uscente? O a chi ne farà le veci? Al momento è un mistero. Gli attori palermitani del campo largo attendono che si dissolvano le nubi a livello regionale. Una cosa è certa. Come dichiarato ai microfoni de ilSicilia.it, l’intenzione di tutti sarebbe andare uniti alle prossime elezioni amministrative. Ma sul nome del candidato sindaco nessuno si è veramente sbilanciato. Anche se fra i corridoi di Palazzo Comitini il profilo più ridodante è quello di Giulia Argiroffi. Architetto e componente storico della commissione Urbanistica, l’esponente di “Oso” non si può considerare un vero e proprio volto di sinistra. Sia da un punto di vista valoriale che di contenuti.
La bandiera più calzante è quella del civismo, così come si evince dal lavoro d’aula condotto insieme al collega di partito Ugo Forello negli ultimi dieci anni. Nel mezzo c’è stata la candidatura da esterni nelle liste di +Europa-Azione nel 2022 a sostegno di Fabrizio Ferrandelli. Un esperimento sgretolatosi con l’ingresso in maggioranza dall’attuale assessore e del collega di corrente Leonardo Canto. A quasi tre anni di distanza da quei fatti, Forello e Argiroffi hanno deciso di aderire a Controcorrente, progetto politico del deputato regionale Ismaele La Vardera. Quest’ultimo risulta attualmente già lanciato nella corsa alla presidenza della Regione. E proprio nell’ottica di fornire un nome anche per Palermo che l’ipotesi Argiroffi candidata sindaco potrebbe concretizzarsi.
M5S: coordinatore in campo anche a Palermo?
Sempre a sinistra però, Ismaele La Vardera dovrà fare i conti con la candidatura a presidente della Regione del coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola. Proprio i pentastellati potrebbero usare la stessa strategia anche su Palermo, magari presentando un proprio rappresentante territoriale in qualità di candidato a sindaco. Non potendo contare più su Aldo Penna, approdato proprio a Controcorrente, la scelta potrebbe ricadere così su Steni Di Piazza. Un profilo di ampio respiro dal punto di vista politico. Ex sottosegretario al Lavoro ed ex vicepresidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato durante il Governo Conte bis, Di Piazza ricopre oggi il ruolo di coordinatore provinciale del M5S. Non è detto però che i pentastellati ricorrano allo stesso schema anche su Palermo. E’ solo un’ipotesi come tante altre. In attesa di capire come deciderà di affrontare la questione il centrosinistra palermitano.





