Riportare all’attenzione del dibattito istituzionale la situazione del personale tecnico ed amministrativo impiegato durante l’emergenza Covid-19, rimasto escluso dai percorsi di stabilizzazione, è ormai necessario e non più procrastinabile, soprattutto alla luce delle pronunce favorevoli da parte dell’autorità giudiziaria, a seguito delle centinaia di ricorsi presentati da parte di questi ex lavoratori.
Sulla vicenda che riguarda numerosi operatori impiegati durante la pandemia- che hanno assicurato un contributo fondamentale in una delle fasi più difficili per il nostro sistema sanitario – è tornato il deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia, sollecitando l’individuazione di percorsi di stabilizzazione.
“In diversi casi – ha dichiarato Intravaia – i giudici hanno riconosciuto la trasformazione del rapporto di lavoro subordinato e disposto il risarcimento del danno in favore dei lavoratori interessati. Le sentenze rappresentano un elemento di assoluto rilievo che merita un’attenta valutazione da parte delle istituzioni competenti. Si tratta di decisioni che impongono una riflessione approfondita, sia sotto il profilo della tutela dei diritti dei lavoratori sia sotto quello dell’interesse pubblico.
Desidero, al contempo, evidenziare come l’attuale Direttore Generale dell’ASP di Palermo sia del tutto estraneo alle responsabilità che hanno determinato questa situazione. Al contrario, ritengo doveroso ringraziarlo per la disponibilità e l’attenzione dimostrate nell’ascoltare le legittime istanze rappresentate dagli ex lavoratori, manifestando un atteggiamento di apertura e di dialogo istituzionale, comprovato anche dagli ultimi di avvisi di ricognizione del personale in possesso dei requisiti per la stabilizzazione.
Il quadro giuridico che sta emergendo rende opportuno valutare la possibilità di individuare una soluzione che consenta di valorizzare la professionalità acquisita da questi operatori durante gli anni dell’emergenza sanitaria, che hanno contribuito con dedizione ad affrontare la crisi.
Un percorso di stabilizzazione consentirebbe non solo di porre rimedio a una situazione di oggettiva ingiustizia, dal momento che questo bacino è risultato l’unico escluso dalle procedure previste dalla normativa nazionale per il personale Covid nell’intera regione, ma rappresenterebbe anche una scelta improntata alla buona amministrazione. L’ASP di Palermo, infatti, è oggi esposta a un rilevante contenzioso, con centinaia di ricorsi pendenti che potrebbero determinare, in caso di soccombenza, significativi oneri economici a carico dell’Azienda e, conseguentemente, della collettività.
Confido, pertanto, nella sensibilità del Governo regionale, dell’assessorato della Salute e dei vertici dell’ASP di Palermo affinché, nel pieno rispetto della normativa vigente e degli orientamenti giurisprudenziali che si stanno consolidando, possano essere individuate soluzioni idonee a coniugare il riconoscimento del lavoro svolto, la tutela dell’interesse pubblico e la salvaguardia delle risorse dell‘Azienda sanitaria. Restituire dignità a questi lavoratori significherebbe anche rafforzare il principio di equità che deve ispirare l’azione delle istituzioni“.



