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L'affondo di Antonino Randazzo (M5S)

Piste ciclabili a Palermo, incertezza sui fondi PNRR: “Se Ministero definanzia, dovrà pagare il Comune”

lunedì 7 Settembre 2026
Piste ciclabili a Palermo

C’è ancora incertezza sul destino delle piste ciclabili di Palermo. Come è noto, a metà agosto, il Ministero dei Trasporti aveva rigettato la richiesta di proroga avanzata a metà giugno dal Comune rispetto al termine entro il quale si dovevano concludere gli interventi, ovvero il 30 giugno 2026. L’unica “concessione” proposta da Roma ha interessato la contabilizzazione delle operazioni fissata per il 31 agosto. Operazione portata avanti come da programma dall’area delle Politiche Ambientali, dipartimento dell’assessorato competente per il progetto.

Tre giorni dopo però, la Ragioneria Generale ha avanzato però dei rilievi in merito alle determine dirigenziali sulle liquidazioni da riconoscere alle ditte che hanno eseguito i lavori. Motivo del contendere sono gli interventi condotti dopo il 30 giugno che, secondo quanto scrive in una nota il dirigente Bohuslav Basile, sarebbero esposti “a un concreto ed elevato rischio di mancato riconoscimento a valere sulle risorse PNRR, con conseguente possibile revoca o riduzione del finanziamento“.

Parole alle quali ha replicato a stretto giro di posta l’ufficio dell’area delle Politiche Ambientali. Gli interventi in questione hanno un valore intorno ai 2,4 milioni di euro. Somma sulla quale si registra l’affondo del consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo: “Se il Ministero definanzia gli interventi, li dovrà pagare il Comune di Palermo attraverso un debito fuori bilancio”.

Piste ciclabili a Palermo, il monito della Ragioneria Generale

Una questione sulla quale il ragioniere generale del Comune di Palermo ha voluto vederci chiaro. Con una missiva del 3 settembre, il dirigente contabile Bohuslav Basile ha evidenziato una formale segnalazione “in ordine alle rilevanti criticità che interessano l’attuazione dell’intervento e alle conseguenze che l’eventuale revoca, totale o parziale, del finanziamento PNRR è suscettibile di determinare sul bilancio comunale“. In particolare, Basile richiama le due determine dirigenziali, rispettivamente del 24 e del 26 agosto, relative alla liquidazione delle somme relative al pagamento dei due lotti.

A tal proposito, il tecnico ricorda una copiosa corrispondenza già intercorsa. Scambio di lettere nelle quali, sottolinea Basile, “erano state tempestivamente e reiteratamente rappresentate le gravi criticità attuative dell’intervento, le forti perplessità in ordine alla possibilità di conseguire entro il termine del 30 giugno 2026 il target chilometrico assegnato e, conseguentemente, l’elevata probabilità che gli oneri derivanti dalle obbligazioni già assunte dall’Ente potessero rimanere, in tutto o in parte, a carico del bilancio comunale“.

“Elevato rischio di mancato riconoscimento su risorse PNRR”

Dalla relazione del Rup emerge che una parte significativa dei percorsi ha trovato realizzazione o avrebbe dovuto trovarla successivamente alla data del 30 giugno 2026. Termine previsto dalla misura PNRR. Il 19 giugno, il Comune di Palermo aveva chiesto una proroga dei termini al 31 agosto al Ministero dei Trasporti. Una proposta però che non ha trovato accoglimento in quel di Roma, con tanto di diniego notificato il 12 agosto. Una vicenda sulla quale Basile scrive agli uffici competenti che “in assenza di un formale provvedimento di proroga, il termine rilevante ai fini del conseguimento del target e dell’ammissibilità delle relative spese deve, pertanto, continuare a essere individuato nel 30 giugno 2026. Ne consegue che le lavorazioni eseguite successivamente a tale data risultano esposte a un concreto ed elevato rischio di mancato riconoscimento a valere sulle risorse PNRR, con conseguente possibile revoca o riduzione del finanziamento“.

La risposta dell’area delle Politiche Ambientali

La replica dell’area delle Politiche Ambientale è arrivata il giorno seguente, ovvero il 4 settembre. Con una nota indirizzata alla Ragioneria Generale, il dirigente del Comune di Palermo Giovanni Sarta ha chiarito che sono stati realizzati 28,6 chilometri di nuove strutture, di cui 16,7 entro il 30 giugno 2026 e 11,9 entro il 31 agosto 2026. Sulle spese, il primo lotto ha comportato un investimento complessivo da 3,9 milioni di euro, di cui 3,35 pagati entro il 30 giugno.

Il secondo lotto invece ha visto una spesa di 2,4 milioni ancora da liquidare. “Atteso che il termine per la certificazione nazionale è il 31 agosto – scrive Sarta -, sembrerebbe sussistere la possibilità che l’eventuale definanziamento non interessi le somme spese per attività eseguite anche dopo il 30 giugno, che come sopra argomentato, ammontano a circa 2,41 milioni di euro“.

Randazzo (M5S): “Piste ciclabili di Palermo fallimento dell’Amministrazione Lagalla”

Sulla vicenda però non sono tardate le reazioni del mondo politico. Duro il commento del consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo, il quale parla di “fallimento su tutti i fronti da parte dell’Amministrazione Lagalla. Se non riusciremo a rientrare nei requisiti del PNRR, il Comune dovrà pagare con soldi propri la quota residua dei costi delle piste ciclabili, ovvero 2,4 milioni di euro. Parliamo di strutture che dovevano diventare uno strumento per la cittadinanza ma che invece, per come sono state fatte, rappresentano soltanto un ostacolo e un elemento di criticità per i territori“.

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