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I lavori

Manovrina, gli aggiuntivi in pillole: sfida di nervi in Commissione Bilancio

lunedì 28 Settembre 2026
II Commissione Bilancio

Passo dopo passo. Emendamento dopo emendamento. E così un pezzettino alla volta il libro dei sogni inizia ad essere smembrato. E’ stata una giornata particolarmente significativa quella andata in scena oggi tra le mura di Palazzo dei Normanni. Metodi e tempistiche della variazione di bilancio sono stati fissati, ma la sensazione è che in II Commissione Bilancio il percorso sarà ancora più lungo e arduo di quanto previsto alla vigilia.

L’avvio, fissato per le ore 15:00, è slittato di circa un’ora e mezza ed è stato preceduto da un confronto con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Poi il parere positivo alla riforma dei dirigenti (CLICCA QUI), prima di avviare l’esame degli aggiuntivi, tutti quegli emendamenti già condivisi e che hanno trovato il via libera nelle singole Commissioni di merito.

Focus sulla rubrica Famiglia, Politiche sociali e Lavoro

In poco più di due ore la Commissione presieduta da Dario Daidone ha posto l’attenzione sul primo fascicolo: la rubrica Famiglia, Politiche sociali e Lavoro. Un blocco di circa 60 emendamenti. Quelli approvati? Poco meno di una decina.

Tra i provvedimenti più di peso spiccano certamente gli Asacom, per i quali sono stati destinati 2 milioni di euro ai Comuni per le scuole elementari e medie. Scontro invece sull’incremento del capitolo relativo alle Province e alle scuole superiori, alla fine accantonato. In stand-by anche l’1,5 milioni previsti dal Partito Democratico per i lavoratori del centro commerciale Conca d’Oro di Palermo. Ridimensionata anche la quota prevista per i servizi integrativi migliorativi ed aggiuntivi a favore degli studenti disabili delle scuole secondarie di secondo grado, a prima firma del presidente della VI Commissione Salute Pippo Laccoto, passata da 2 milioni a 1,5 milioni, ma comunque sufficiente per raggiungere lo stanziamento dell’anno passato. Poi poco o nulla tra la sorpresa e l’incredulità delle opposizioni, secondo le quali alcuni pareri negativi sarebbero stati forniti senza entrare nel merito delle proposte, come nel caso del bonus bebè. Nuovo giorno, nuova rubrica. Appuntamento domani alle ore 10.

Gli equilibri precari della maggioranza

Il futuro del centrodestra dipenderà, più nel dettaglio, da come sarà gestito il capitolo dei territoriali, argomento cardine dell’ultimo vertice, svolto la scorsa settimana a Roma, alla presenza di commissari e segretari regionali. Invito non esteso ai rappresentanti dei partiti all’Assemblea regionale, eccezione fatta per Carmelo Pace, capogruppo della Democrazia Cristiana. L’idea di partenza, confermata anche durante il faccia a faccia nella capitale, è quella di raggruppare e assorbire tutte le richieste per ripresentarle sotto forma di emendamenti governativi.

I macro-temi, dalla sanità all’agricoltura, dalle infrastrutture ai giovani, fino all’innovazione delle imprese non sarebbero bastati per mettere tutti d’accordo. La dura e aspra nota di Noi Moderati ne è la prova lampante, con la decisione di autosospendersi della maggioranza fino a quando anche il complesso capitolo del precariato non verrà posto sotto la lente d’ingrandimento (CLICCA QUI). Posizione ribadita anche oggi dalla deputata Marianna Caronia.

Di certo non un buon inizio, considerando che a disposizione c’è un vasto bacino da 200 milioni di euro, che come stabilito, dovrebbe essere diviso in maniera proporzionale tra i vari gruppi parlamentari. Ma ci sarà spazio anche per le proposte dell’opposizione. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno espresso già la propria contrarietà, pronti invece a valutare la possibilità di impiegare le risorse sul piatto per affrontare alcune emergenze che attanagliano la Sicilia. E’ il caso, tra le più attuali, del caro carburanti.

I passi già compiuti in II Commissione

La scorsa settimana si è rivela propedeutica per completare l’esame dell’articolato. All’appello mancano solo l’articolo 22, dove troveranno spazio i territoriali, e in coda gli articoli 23, 24 e 25 di carattere finanziario e riguardanti le coperture.

Anche i primi scontri non sono mancati. A surriscaldare gli animi sono stati i temi riguardanti acqua e rifiuti. Il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera avrebbe alzato i toni in relazione all’articolo 11, relativo alla crisi idrica di Agrigento, mentre PD e M5S avrebbero animato la discussione sull’articolo l’articolo 10, i 18 milioni per la progettazione degli interventi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti – stralcio urbani e l’inclusione nel pacchetto dei finanziamenti anche degli impianti di trattamento meccanico-biologico (tmb) nelle tre città metropolitane, Palermo, Catania e Messina (CLICCA QUI).

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