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A Bar Sicilia Catania, Ferrandelli, Evola e Volante sul tram… busto di Palermo CLICCA PER IL VIDEO

domenica 5 Dicembre 2021

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Puntata senza esclusione di colpi la numero 179 di Bar Sicilia: il direttore responsabile de ilSicilia.it Manlio Melluso e il direttore editoriale Maurizio Scaglione, a Palazzo delle Aquile, hanno intervistato l’assessore comunale alla Mobilità del Comune di Palermo Giusto Catania e i consiglieri comunali Fabrizio Ferrandelli (+Europa), Barbara Evola (Sinistra Comune) e Claudio Volante (#DiventeràBellissima).

L’argomento è di quelli incandescenti, il tram di Palermo e la bocciatura da parte del Consiglio comunale della linea A, quella che avrebbe dovuto attraversare via Libertà. E la puntata ha infatti riservato polemiche e colpi di scena fino alla fine, con l’assessore Catania e i tre inquilini di Sala delle Lapidi che hanno dato vita a un dibattito vivo e acceso.

Giusto Catania

A sottolineare gli aspetti positivi dell’opera è l’assessore Catania, per il quel “il tram è un’opera strategica per la città, non ha una classificazione di destra o di sinistra. E’ un’opera utile per migliorare il sistema della mobilità urbana, per migliorare la vivibilità della città, per ridurre le emissioni inquinanti e per ridurre l’inquinamento sonoro. Tutti questi elementi sono stati valutati da 11 enti diversi che hanno espresso un parere positivo sul tram: è stato valutato dal Ministero delle Infrastrutture e trasporti che lo ha giudicato il tram un’opera necessaria e utile al sistema della mobilità della città per le sue caratteristiche“, ha affermato.

Fabrizio Ferrandelli

 

Di parere diverso Fabrizio Ferrandelli, che rivendica il voto con cui ha contribuito alla bocciatura della linea del tram in via Libertà e via Roma: “Per me il voto d’aula è stato la produzione di un impegno che io ho preso con le palermitane e con i palermitani durante la campagna elettorale nella quale sono sempre stato chiaro sulla questione del tram in via Libertà e in via Roma: non la ritengono infrastruttura utile per Palermo, non la ritengo infrastruttura sostenibile in uno degli assi viari, non soltanto più bello, paesaggistico e artistico della nostra città, ma anche servito dai mezzi pubblici. Perché se ci sono autobus ad alta frequenza che passano nella nostra città, e quindi danno un’alternativa di trasporto pubblico ai cittadini, sono la linea 101 e la linea 104“.

Barbara Evola

Barbara Evola sottolinea il carattere politico della decisione del Consiglio Comunale e solleva la questione della coerenza di alcuni consiglieri comunali che, eletti in partiti favorevoli all’infrastruttura, si sono trovati a sedere dalla parte opposta di Sala delle Lapidi durante il corso della consiliatura: “E’ un’ipocrisia insopportabile quella di chi cerca dietro le carte di trovare una giustificazione a una scelta che è squisitamente politica: non è il consiglio comunale che decide se il progetto è a buono o non è a buono, ed è evidente che la scelta non è stata fatta su questo. Fabrizio Ferrandelli, correttamente, ha parlato di un suo programma politico e di coerenza. La stessa cosa non si può registrare in un consiglio comunale che nel tempo, ma oserei dire già dalla prima settimana, ha cominciato a perdere pezzi: i cambi di casacca, appunto. Probabilmente c’è un problema di democrazia. Mi piacerebbe sapere dagli elettori che hanno sostenuto delle forze politiche che hanno condiviso un programma che cosa pensano di questi cambi improvvisi“.

Claudio Volante

Claudio Volante amplia la portata della discussione e avanza l’ipotesi di una mancanza di credibilità da parte dell’amministrazione comunale di Palermo che secondo lui i cittadini riscontrano: “La città è molto scontenta di come sono stati amministrati i beni pubblici e la cosa pubblica, quindi gioca tanto il fatto che le persone che noi rappresentiamo non hanno più fiducia in questa amministrazione. Qualunque attività, sia essa pure buona, che abbia una finalità e un obiettivo di raggiungere il benessere della città, non viene considerata con amore e con apprezzamento perché chi la guida non è più rappresentativo, non ha più credibilità. Quindi io ritengo che bisogna partire da un presupposto fondamentale: che è vero che il tram non è un colore politico, ma ce l’ha chi guida il progetto. La credibilità in questa città è stata persa nella nel corso degli anni“.

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