Condividi
L'annuncio

AI nel 118, Castro: “Dalla Carta di Catania costruiamo l’emergenza del futuro”

mercoledì 30 Settembre 2026

Dai principi fissati con la Carta di Catania agli impegni operativi della Dichiarazione di Roma. La Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria (SEUS 118) porta avanti il percorso sull’intelligenza artificiale applicata all’emergenza sanitaria insieme ad alcune delle principali realtà italiane del settore. A Roma la società guidata dal presidente Riccardo Castro ha sottoscritto la “Dichiarazione di Intenti di Roma” insieme all’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118 del Lazio (ARES 118), all’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia (AREU), ad Azienda Zero Piemonte e all’Azienda Regionale dell’Emergenza e Urgenza della Sardegna (AREUS).

L’incontro “Intelligenza condivisa nel soccorso“, promosso da ARES 118 Lazio con il coinvolgimento della Fondazione Emergenza Urgenza (FEU), ha riunito istituzioni, professionisti, società scientifiche e associazioni del settore. Presenti anche rappresentanti della Società Italiana Infermieri Emergenza Territoriale (SIIET) e della Società Italiana Sistemi 118 (SISMAX). Il confronto ha accompagnato la firma di un documento che punta a mettere in comune esperienze, conoscenze, risultati e criticità, mantenendo l’autonomia organizzativa dei diversi sistemi regionali.

Per la SEUS 118, Roma segna il passaggio dalla definizione dei principi alla costruzione di un metodo comune. La rete punta a mettere in relazione esperienze, dati e soluzioni maturate nei diversi territori, affinché quanto appreso da una singola organizzazione possa diventare conoscenza utile anche per le altre. È lo stesso principio indicato nella Dichiarazione, che non punta a uniformare i sistemi regionali ma a renderli capaci di apprendere gli uni dagli altri.

Ad aprire i lavori sono stati Riccardo Castro, presidente della SEUS 118, e Narciso Mostarda, direttore generale di ARES 118. Al confronto hanno partecipato anche Massimo D’Angelo, direttore generale di Azienda Zero Piemonte, Maurizio Menarini per la Fondazione Emergenza Urgenza, Massimo Lombardo, direttore generale di AREU Lombardia, e Angelo Maria Serusi, direttore generale di AREUS Sardegna.

“Quando parliamo di emergenza sanitaria non parliamo semplicemente di organizzazioni, tecnologie o modelli operativi. Parliamo di persone e della necessità di garantire, nel momento della difficoltà, una risposta tempestiva, coordinata, competente e appropriata. La vera sfida non è semplicemente introdurre una nuova tecnologia. Ma comprendere come utilizzarla per rendere ancora più efficace il nostro lavoro, migliorare la capacità di risposta e mettere a disposizione dei professionisti strumenti sempre più avanzati”, ha dichiarato Castro.

“L’intelligenza artificiale può diventare realmente utile quando si mette al servizio dell’intelligenza collettiva. Non per sostituirla, ma per rafforzarla. L’intelligenza, nel nostro settore, è anche l’esperienza maturata sul campo. La capacità di una centrale operativa di interpretare una situazione. La competenza di un medico, di un infermiere, di un autista-soccorritore. E la professionalità di tutti coloro che ogni giorno garantiscono il funzionamento della rete dell’emergenza”, ha aggiunto.

“Non siamo qui per stabilire quale esperienza sia migliore delle altre. Siamo qui per capire che cosa ciascuna realtà può mettere a disposizione delle altre. Abbiamo modelli organizzativi diversi e caratteristiche territoriali differenti. Ma abbiamo una responsabilità comune: garantire ai cittadini un sistema dell’emergenza capace di rispondere nel modo più efficace possibile ai loro bisogni. La vera innovazione non è soltanto quella che produce qualcosa di nuovo. È anche quella che riesce a trasformare una buona esperienza in patrimonio comune. Proseguire questo percorso e rafforzare la condivisione significa costruire insieme principi, obiettivi e metodo per l’emergenza del futuro”, ha sottolineato il presidente Castro.

Dati e riuso

La Dichiarazione individua sei impegni. Ogni nuova soluzione dovrà rispondere a un bisogno operativo concreto e produrre un beneficio verificabile. Le informazioni generate durante l’attività dovranno essere affidabili, strutturate e, quando possibile, riutilizzabili. La raccolta dovrà inserirsi il più possibile nel normale flusso di lavoro, evitando duplicazioni e ulteriori attività che sottraggano tempo agli operatori.

Quando più organizzazioni affrontano lo stesso bisogno, dovranno inoltre individuare un nucleo informativo minimo comune, con dati, significati, codifiche, metadati, unità di misura e criteri di qualità condivisi. Questo non comporta l’utilizzo degli stessi software o delle stesse infrastrutture. Le informazioni potranno restare nei territori che le producono, mentre i sistemi dovranno poterle interpretare e confrontare secondo criteri comuni. Autonomia e interoperabilità diventano così i due elementi su cui costruire la collaborazione. Carta_di_Roma_Intelligenza_Cond…

Un altro punto riguarda il riuso. Prima di acquistare, progettare o sviluppare una nuova soluzione per un problema già affrontato da uno degli altri firmatari, la rete dovrà verificare ciò che è già disponibile. Non soltanto software, ma anche architetture, componenti tecnologiche, specifiche tecniche, modelli di dati, capitolati, procedure, metriche e risultati delle sperimentazioni. Il documento include anche gli insuccessi e le criticità, così da evitare che organizzazioni diverse ripetano gli stessi errori.

AI e operatori

L’intelligenza artificiale rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali utilizzare questo patrimonio informativo, ma non costituisce il fine dell’innovazione. La Dichiarazione prevede il ricorso all’AI quando esistono un bisogno reale, dati di qualità adeguata, benefici misurabili e rischi che possano essere governati secondo i principi della Carta di Catania. Le organizzazioni potranno inoltre sviluppare sperimentazioni comuni e utilizzare informazioni distribuite tra più territori senza doverle necessariamente concentrare in un unico sistema.

Le applicazioni possono interessare diversi passaggi dell’emergenza sanitaria, dalla comprensione della richiesta di soccorso alla mobilitazione delle risorse, dal supporto agli equipaggi al coordinamento tra più soggetti, fino allo scambio di informazioni con gli ospedali. Durante l’incontro ARES 118 ha illustrato anche l’impiego dell’intelligenza artificiale nell’ambito del 116117, il Numero Europeo Armonizzato per l’accesso alle cure mediche non urgenti e agli altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità.

“Il confronto di Roma ha confermato che la sfida dell’AI nell’emergenza è trasformare l’esperienza dei professionisti in conoscenza condivisa, mantenendo autonomia territoriale e responsabilità decisionale. Il valore dell’innovazione non si misura dalla novità tecnologica, ma dalla capacità di produrre cambiamenti concreti in termini di qualità, sicurezza, efficienza e risposta. Nell’emergenza, quando la conoscenza viaggia più velocemente, il tempo guadagnato può diventare tempo utile per il paziente”, ha detto Mostarda.

Le scadenze

La parte operativa della Dichiarazione introduce anche scadenze precise. Entro 90 giorni dovrà nascere un tavolo tecnico permanente per l’interoperabilità, il dato comune e il riuso. Nei sei mesi successivi il tavolo dovrà proporre una metodologia condivisa per descrivere e valutare i progetti futuri, definire la struttura di un catalogo delle esperienze e degli strumenti riutilizzabili e stabilire i criteri per costruire e aggiornare i nuclei informativi comuni.

Entro dodici mesi le cinque realtà dovranno individuare almeno due bisogni operativi condivisi sui quali applicare concretamente il metodo. Per ciascuno dovranno definire il nucleo minimo di informazioni, le metriche di riferimento, le caratteristiche necessarie per l’interoperabilità e gli strumenti già disponibili per il riuso. Il documento prevede inoltre clausole comuni nei rapporti con i fornitori per garantire accessibilità e portabilità dei dati e un rapporto annuale sullo stato di attuazione della Dichiarazione.

I territori manterranno la propria autonomia organizzativa, mentre esperienze e risultati potranno diventare patrimonio della rete. La Dichiarazione affida infatti la misura del proprio successo alla capacità delle organizzazioni di imparare le une dalle altre, riutilizzare ciò che funziona e non ripetere gli stessi errori.

Questo articolo fa parte delle categorie:
Condividi
ilSiciliaNews24

Borse di studio area sanitaria non medica, Abbate: “Le Università non hanno ancora fornito i dati” CLICCA PER IL VIDEO

Abbate è primo firmatario e relatore dell’articolo 46 della Manovra finanziaria regionale. I 5 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana restano però bloccati a causa del mancato e impreciso invio dei dati necessari da parte delle Università di Palermo, Catania e Messina

BarSicilia

Bar Sicilia, a Ispica la sfida per il futuro passa dal nuovo governo della città CLICCA PER IL VIDEO

Attività produttive, infrastrutture, turismo, programma di interventi per risanare i bilanci del Comune, sono le priorità di questa nuova amministrazione

La Buona Salute

La Buona Salute 63° puntata: Ortopedia oncologica

La 63^ puntata de La Buona Salute è dedicata all’oncologia ortopedica. Abbiamo visitato l’Ospedale Giglio di Cefalù, oggi punto di riferimento nazionale

Oltre il Castello

Castelli di Sicilia: 19 ‘mini guide’ per la sfida del turismo di prossimità CLICCA PER IL VIDEO

Vi abbiamo accompagnato tra le stanze di 19 splendidi Castelli di Sicilia alla scoperta delle bellezze dei territori siciliani. Un viaggio indimenticabile attraverso la storia, la cultura, l’enogastronomia e l’economia locale, raccontata dai protagonisti di queste realtà straordinarie.

ilSicilia.it