Nuccia Albano, Elisa Ingala e Marcello Caruso hanno giurato. I tre nuovi assessori della giunta Schifani questo pomeriggio, a Sala d’Ercole, hanno formalizzato anche l’ultimo passo e prenderanno le redini dei rispettivi assessorati.
Chi sono i tre assessori
Albano medico legale, perito e consulente di Tribunali e Procure della Sicilia, torna a occupare il posto all’assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, riprendendo così il lavoro lasciato a metà. Un ritorno a circa sei mesi di distanza per la deputata della Democrazia Crsitiana, periodo in cui a detenere le deleghe ad interim è stato il governatore azzurro.
Ingala, commercialista, già assessore comunale a Caltanissetta e amministratore giudiziario di aziende sottoposte a sequestro preventivo, guiderà l’assessorato della Funzione pubblica e delle Autonomie locali. Orfana del democristiano Andrea Messina, la delega è stata mantenuta ad interim dal presidente Schifani. Il neoassessore in quota Mpa, però, non era la designata alla vigilia. Come spiegato anche dallo stesso Lombardo ai microfoni de ilSicilia.it (CLICCA QUI), il partito aveva messo nel mirino un altro assessorato, quello alla Famiglia, per il quale era in pole Valeria Caci, assessore comunale di Gela.
Caruso, già assessore comunale e provinciale a Palermo, presidente della municipalizzata Amia e amministratore unico della Sasp, rende invece il posto Daniela Faraoni, divenendo il terzo inquilino della struttura di piazza Ottavio Ziino. L’assessorato alla Salute resta così in mano a Forza Italia, affidando la delega non più ad un tecnico, ma ad un politico. Ma non si tratterà di un esponente del gruppo parlamentare, come auspicato alla vigilia, non si tratta di un membro del del gruppo parlamentare, per cui i nomi più caldi erano quelli di Nicola D’Agostino e del capogruppo Stefano Pellegrino. Una scelta che in realtà non avrebbe raccolto molti consensi, lasciando così molti punti in sospeso, ponendo ulteriori interrogativi sul futuro dei forzisti.
Commenti in aula
Sala d’Ercole ha così riaperto le sue porte dopo il ponte del 1°maggio. Le critiche e le polemiche non sono mancate neanche oggi nel corso del giuramento in aula. Presente ai lavori, guidati dal vicepresidente Nuccio Di Paola, anche il presidente della Regione Renato Schifani.
“Auguro buon lavoro ai neoassessori che completano la giunta, affinché possano lavorare con più slancio in questa parte finale della legislatura“. Ha dichiarato in aula il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate che ha sottolineato “ancora una volta la vicinanza della Democrazia Cristiana come c’è stata sin dall’inizio, dalle elezioni e poi nelle fase successive, con il sostegno al governo in questo parlamento anche in una fase delicata come questa dove la giunta non era al completo e la Democrazia Cristiana non era al governo, ma ha continuato a dare sostegno senza se e senza ma all’attività del governo. Lo fa oggi e lo farà nei prossimi giorni senza nessun timore rispetto all’attività che si metterà in campo. Spero – ha aggiunto – che anche quelle riforme che aspettavamo e che sono ferme in Commissione possano avere la copertura finanziaria e andare avanti. Non è il tempo di pensare ad altre riforme perché sarà impossibile, ma almeno portiamo avanti le riforme approvate nelle Commissioni e che possano dare un senso a questa parte finale della legislatura per poter riuscire a raggiungere dei risultati rispetto a quello che i siciliani si aspettano“.
Aspri invece i commenti delle opposizione, come quello del presidente della Commissione Antimafia Antonello Cracolici che ha puntato il dito contro il rientro in giunta della Democrazia Cristiana e colpo di coda all’interno di Forza Italia: “Il presidente lascerà una Sicilia peggiore di quella che ha trovato“. Della stessa linea anche il presidente della Commissione Ue Luigi Sunseri e il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera che ha espresso “solidarietà a Faraoni che è stata defenestrata“.



