I lavori saranno terminati entro fine anno. Ma per il taglio del nastro delle fermate “Porto” e “Politeama dell’anello ferroviario di Palermo bisognerà aspettare, con ogni probabilità, l’inizio del 2026. Niente regalo sotto l’albero di Natale per il Comune. La buona notizia è che gli interventi su piazza Castelnuovo e in via Francesco Crispi si avviano infatti verso la loro conclusione. Tuttavia, prima di veder passare un treno in quelle stazioni, bisognerà attendere che l’Ansfisa, organismo di controllo del Ministero dei Trasporti creato sulle basi del cosiddetto “decreto Genova”, concluda i collaudi delle strutture. Fatto che richiederà, da quanto si apprende da RFI, “qualche settimana di tempo“.
Anello ferroviario, la lunga attesa del semi-anello inferiore
Un’attesa dolce se paragonata all’amarezza causata dai problemi avuti sui cantieri dell’anello ferroviario. Un’odissea iniziata nel lontano 2014, con l’apposizione dei primi new jersey dalle parti del teatro Politeama e la creazione del campo base dell’allora Tecnis in piazza della Pace, nel quartiere di Borgo Vecchio. I lavori sarebbero dovuti durare 1089 giorni. Poi però, sono arrivati gli incovenienti. I problemi geologici, l’emergenza covid, il fallimento della Tecnis e il “caro prezzi” dettato dallo scoppio della guerra in Ucraina. A subentrare a Tecnis è stata la ditta D’Agostino, azienda che si è recentemente aggiudicata anche l’appalto delle future linee E1, E2 ed F del sistema tram di Palermo. Un passaggio che non si è ancora concretizzato del tutto visto che il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare l’ennesima delibera sull’opera per consentire la sottoscrizione dell’obbligazione giuridicamente vincolante entro il termine ultimo del 31 dicembre 2025. Questa volta per inserire i vincoli all’esproprio nell’atto approvato a dicembre 2024 relativo al pacchetto di varianti varato da Sala Martorana e rimasto fuori, a quanto si legge nella proposta firmata dal dirigente Roberto Biondo e dall’assessore Maurizio Carta, “per mero refuso“.
Ad aprile la riapertura di piazza Castelnuovo, poi le infiltrazioni al porto
Ciò detto, la ditta D’Agostino ha lavorato a spron battuto per recuperare parte del gap accumulato in questi anni. Interventi che hanno trovato un segno tangibile ad aprile 2025, con la riapertura al traffico di parte di piazza Castelnuovo. Un passaggio chiave per il completamento del semi-anello inferiore. Infrastruttura su cui si è registrata la partenza dei cantieri anche sulla fermata “Turrisi-Colonna”. L’ultimo tassello per chiudere il cerchio su questa fase del progetto. Poi però, in estate, sono subentrati nuovi problemi. Ovvero, le infiltrazioni d’acqua che si sono registrate sulla fermata “Porto”. Problemi dettati dalla contemporanea esecuzione dei lavori per il restyling del watefront.
Bisognerà attendere i collaudi
Il problema, oggi, è stato risolto. Tuttavia la necessità di completare questi elementi, unita all’apposizione della rete elettrica sul tratto Giachery-Porto, hanno comportato uno slittamento dei collaudi. Opere di controllo che verranno eseguite dall’Ansfisa, agenzia governativa costola del Ministero dei Trasporti nata sulle base del “decreto Genova”. A causa di ciò, con ogni probabilità, si ci dovrà attendere uno slittamento dell’inaugurazione delle due stazioni all’inizio del 2026. Ma ormai i cantieri si possono dire alle battute finali. Un’opera che fungerà da base anche alla creazione degli hub intermodali in città, fra cui quelli di piazza Castelnuovo. Strutture che, con strumenti di innovazione tecnologica finanziati con il piano FUA provinciale e di cui la redazione de ilSicilia.it ha parlato diffusamente nei mesi scorsi, permetteranno a cittadini e turisti di scegliere il miglior percorso da intraprendere per muoversi in città.



