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Ars: rinviata a lunedì l’approvazione della Finanziaria

venerdì 12 Marzo 2021
Regione Siciliana

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato tutti gli articoli del Bilancio di previsione della Regione Siciliana per il triennio 2021-2023.  Il voto finale avverrà contestualmente con quello sulla finanziaria.

L’esame delle Legge di Stabilità, che conta di 136 articoli, è stato rinviato a lunedì alle ore 16. Gli uffici di Palazzo dei Normanni sono al lavoro per analizzare i circa 3000 emendamenti presentati dai gruppi parlamentari di Sala d’Ercole.

Gianfranco Miccichè

Lavoreremo tanto, e comunque essendo in gestione provvisoria non possiamo rischiare che ci siano persone che non vengano pagate ed hanno bisogno dello stipendio. Perciò andrò ad oltranza giorno e notte. Spero che ci sia consapevolezza senza intervenire inutilmente sugli articoli tanto per dire la propria, si deve lavorare serenamente. In questa finanziaria non c’è una lira, per la prima volta abbiamo inserito emendamenti di tipo procedurale perché altrimenti si rischia che i deputati lavorano tutto l’anno per poi, nel momento più importante, non potere presentare emendamenti. Sarebbe stata una scorrettezza”, dichiara il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè.

Un accordo Stato- Regione mortificante, ridicolo, una pistola puntata alla tempia. Quando lo Stato parla di rapporti di lealtà, deve capire che questa lealtà deve essere reciproca. Noi faremo la nostra parte a differenza di Roma che non è stata leale con la Regione Siciliana”, conclude il presidente Miccichè.

I lavori d’Aula di oggi si sono aperti con una relazione sulla Finanziaria esposta dall’onorevole Riccardo Savona, presidente della Commissione Bilancio dellArs.

Si tratta di una sessione di bilancio particolare rispetto a quelle del passato, come annunciato ieri dal presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, il quale ha dovuto sospendere i lavori d’aula per via di altre problematiche sorte in merito al bilancio regionale.

Difficoltà determinate dell’Accordo Stato-Regione del 14 gennaio 2021 avente ad oggetto il Piano per il rientro decennale del disavanzo, che ha condizionato la vita politica siciliana e l’azione di governo. Con tale accordo la Regione si impegna a tagliare la spesa corrente e ad attuare una serie di riforme e così potrà spalmare in un tempo più lungo le somme necessaria per rientrare dal disavanzo.

In particolare, secondo i dicta dell’accordo, la Regione si impegna a realizzare per gli anni dal 2021 al 2029 riduzioni strutturali degli impegni di spesa corrente attraverso il contenimento dell’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, comprendendo anche lo snellimento della macchina amministrativa,  riduzione significativa degli uffici di livello dirigenziale, e quindi riduzioni,  nell’ambito delle funzioni pubbliche, degli uffici, dei dipartimenti regionali, dipendenti regionali in bilico.

Insomma tagli rigidi e non proprio indolore, se si pensa agli accanimenti da parte dello Stato contro la Regione per debiti che ammontano ad 1,3 milioni di euro da recuperare entro i dieci anni previsti.

Ridistribuire i fondi poc, attuare i ristori per famiglie, per lavoratori, per piccole e medie imprese, gestione della spesa sanitaria e progettazione per l’utilizzo delle risorse economiche erogate dall’Unione Europea rappresenterebbero non solo il rilancio dell’economia regionale compromessa dall’emergenza sanitaria Covid19, ma anche gli strumenti per il concreto sviluppo dell’Isola, una risoluzione a quello che è il problema storico siciliano: la disoccupazione, come è emerso dal dibattito parlamentare di questa mattina.

Il governo regionale non ha trascurato gli Enti locali, infatti il presidente della Regione, Nello Musumeci, di concerto con l’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Marco Zambuto,  ha sollecitato un dialogo con il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ponendo all’attenzione l’esigenza di modifica dell’accordo Stato-Regioni sul punto riguardante il blocco dei concorsi per dirigente regionale, anche alla luce dell’orientamento più volte manifestato in questi giorni dallo stesso rappresentante del Governo. “Abbiamo la necessità di far crescere una classe dirigente, migliorare le performance della P.A., attraverso un processo di informatizzazione e di digitalizzazione, e questo blocco ci impedisce di bandire i concorsi relativi” dichiara Zambuto.

L’assessore alla Funzione Pubblica sottolinea che il blocco in questione non è dovuto ad un problema di copertura finanziaria, bensì dalle limitazioni imposte da Roma.

La manovra finanziaria si presenta corposa, frutto di un lavoro bipartisan. Tanti i temi affrontati nel corso della seduta parlamentare, analizzando alcune delle più importanti questioni approdate nel testo normativo della manovra regionale.

In virtù dell’attività eruttiva dell’Etna delle ultime settimane il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia ha chiesto l’intervento straordinario del governo regionale attraverso l’istituzione di un apposito capitolo in Finanziaria che ammonta a 3 milioni di euro: un 50% per l’acquisto dei macchinari, e il restante 50% da destinare, eventualmente, ai ristori per i comuni.

Un fondo di circa 4 milioni con l’aggiunta di altri 3 milioni di euro è stato previsto nella manovra come primo passo verso un assottigliamento di quello che è l’imbuto formativo a favore dei giovani medici siciliani.

Bisogna normalizzare la situazione perché le eruzioni dell’Etna non sono eventi eccezionali. Dobbiamo essere preparati dinnanzi

Gaetano Galvagno

ad altri eventi futuri, sostenendo i lavoratori, i cittadini e i comuni, predisponendo l’apposito capitolo. Altro tema per noi fondamentale riguarda l’incremento delle borse di studio per i medici specializzati. La crescita dell’imbuto formativo è determinato da un numero di laureati superiore rispetto alle borse che possono essere date a livello nazionale ai giovani medici. Dunque ci sono più laureati rispetto alle borse”, dichiara Gaetano Galvagno, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars.

In aula il Pd ha criticato l’inserimento in finanziaria della norma avente ad oggetto la stabilizzazione dei precari Asu prevista entro una finestra temporale fissata al 31 dicembre di quest’anno. Sulla questione interviene il capogruppo di Diventerà Bellissima, Alessandro Aricò, chiarendo la ratio del prelievo di ulteriori 15 milioni di euro presso i fondi riservati ai Comuni. 

Alessandro Aricò

Parliamo di circa 5000 lavoratori che aspettano la stabilizzazione da decenni e un contratto di lavoro dignitoso. La stabilizzazione riguarda anche gli ex lavoratori del dipartimento delle foreste e tutti coloro i quali hanno lavorato sotto contratto di 6/7 ore settimanali. L’approdo di queste norme dovrebbe essere motivo di vanto per quest’aula non oggetto di polemica “, dichiara Aricò.

Tanti i temi affrontati. Le vedove superstiti dell’Eas le quali , a partire dal 2015, non godono più della pensione integrativa “Persone che hanno vissuto con appena 400 euro al mese e che oggi potrebbero vedere ripristinata una pensione decorosa e ancora parlando di sanità, importante istituto che è la Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, che utilizzando le proprie riserve potrà ripianare gli investimenti fatti, dichiara il deputato di DB.

Si passa dalla Cuc, ufficio strategico per la Regione Siciliana, passando alla razionalizzazione della spesa sugli affitti e alla valorizzazione del personale facendo una ricognizione di tutte le caratteristiche e delle qualità che possiede il personale regionale.

Fondamentali per il gruppo parlamentare di DB le assunzioni di 250 giovani laureati con un contratto a tempo determinato e inquadrati come funzionari, che potranno affiancare i dipartimenti per l’assistenza tecnica.

Per quanto riguarda la zona rossa dei comuni, gli onorevoli Aricò e Assenza hanno voluto proporre un emendamento proponendo più 1 milione di euro per risanare i danni causati dalla crisi sanitaria.

La norma approvata in Commissione Bilancio sul ‘Ritorno in Sicilia’: “al fine di favorire l’attrattività della Regione ed incrementare i flussi di capitale umano e finanziario, alle persone fisiche che non svolgono attività economica e che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia è riconosciuto per il triennio 2021-2023 un contributo parametrato alle imposte di spettanza della Regione Siciliana a titolo di addizionale all’Irpef” come riportato dalla disposizione normativa. E’ autorizzata una spesa di 500 migliaia di euro per l’anno 2021, di 1000 migliaia di euro per l’anno 2022 e infine di 2000 migliaia di euro per l’anno 2023.

Circa i ristori, i gruppi parlamentari di maggioranza hanno già prodotto una loro proposta di almeno 200 milioni di euro per le imprese.

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