Una riforma “organica” e “coraggiosa” dello Statuto speciale della Sicilia: è l’appello lanciato dall’Associazione Elettori per la Partecipazione Democratica a pochi giorni dall’ottantesimo anniversario dello Statuto dell’Autonomia Speciale della Regione Siciliana, che ricorrerà venerdì 15 maggio.
Oggi, nella Sala Pio La Torre dell’Ars, si è tenuta la conferenza stampa sull’“Appello per una svolta dell’Autonomia siciliana”, moderata da Gaspare Nuccio e introdotta da Roberto Tagliavia ed Elio Sanfilippo, tra i promotori dell’appello e dell’Associazione Elettori per la Partecipazione Democratica.
Al centro del confronto una questione ancora oggi divisiva: l’utilità dell’autonomia siciliana. C’è chi crede che sia meglio trasformare la Sicilia in una regione a Statuto ordinario come le altre e chi, come l’Associazione crede sia fondamentale un profondo rinnovamento dello Statuto. Una riflessione che già era emersa nei mesi scorsi dopo gli scandali che hanno coinvolto la classe dirigente siciliana e le polemiche che ne sono seguite, fino alla richiesta di commissariamento dell’Isola avanzata dal leader di Azione, Carlo Calenda. Proprio su queste posizioni, raggiunto da ilSicilia.it, è intervenuto Elio Sanfilippo che ha parlato di una cultura “anti siciliana”, che non riesce a “comprendere il valore delle autonomie locali” come “rinnovamento dello stato”. “Calenda – ha aggiunto Sanfilippo – non lo capisce perché ha una visione centralista e autoritaria”.
In una sala semivuota e con un’età media alta, l’incontro ha acceso una intensa riflessione sull’efficacia dell’autonomia siciliana. Per Roberto Tagliavia, tra i promotori dell’iniziativa, è evidente che “quest’autonomia oggi mostri dei limiti” contribuendo al “grave ritardo economico sociale e civile” in Sicilia con “la macchina amministrativa e le stesse istituzioni parlamentari appesantite, spesso inefficienti e comunque distanti dai cittadini”.
Secondo i promotori dell’evento l’Autonomia siciliana si sarebbe “progressivamente trasformata in una forma di centralismo regionale che ha indebolito le autonomie locali e ridotto gli spazi di partecipazione democratica”, alimentando “disaffezione al voto e sfiducia nelle istituzioni”.
Da qui, la proposta di un “rinnovamento” dello Statuto “capace di mantenerne il carattere speciale” della Regione, ma “adeguandola pienamente al contesto europeo e internazionale attuale” spiega Tagliavia. Tra gli esempi citati da Roberto Tagliavia c’è il Trattato delle isole di Svalbard, che assegnò alla Norvegia la sovranità sull’arcipelago, garantendo allo stesso tempo diritti economici e scientifici agli altri Paesi firmatari. Un modello che, potrebbe offrire degli spunti al comitato “per sollecitare un confronto aperto e coraggioso sul tema della sicurezza e dello sviluppo della Sicilia”.
Un appello che, nonostante le diverse sedie vuote della Sala, ha registrato la partecipazione di tutti i presenti con l’intento di contribuire ad avviare il progetto ed estenderlo ad associazioni, sindacati e forze politiche. Tra i presenti sono intervenuti anche Pietro Puccio, sindaco di Capaci, Vito Lo Monaco presidente centro Pio La Torre, Mario Ridulfo segretario generale della Cgil Palermo.




