“Ho sopportato troppo, tanto. Il sindaco di questa città ha avuto un carico che non gli consente di fare il salto di qualità. La città non merita di essere tenuta sotto scacco. Non sono qui per consegnare dimissioni, ma per dirvi che mi sto ricandidando per guidare la città“. Con queste parole il sindaco di Messina Federico Basile ha rassegnato le dimissioni, rilanciando la propria ricandidatura per la prossima tornata elettorale.
Anche la città dello Stretto, quindi, sarà tra i Comuni chiamati al voto in primavera. Le amministrative, che tra poche settimane entreranno nel vivo, chiameranno alle urne 61 centri siciliani, tra cui anche Agrigento ed Enna. Prendono forma e si concretizzano le indiscrezioni e le voci trapelate nelle scorse settimane. Basile ha così sciolto le riserve oggi in conferenza stampa, nel salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, convocata per “comunicazioni alla città“.
Messina e il percorso iniziato nel 2018
Il primo cittadino ha tracciato un quadro degli interventi portati avanti. Un cammino che ha preso il via nel 2018 con l’elezione di Cateno De Luca ed è proseguita nel 2022 proprio con Basile: “Messina è una città che è cambiata, che è stata governata, a partire dai servizi essenziali. Sono dati, oggettivi, che prima questa città non viveva. La città ha avuto bisogno di un’iniezione non di fiducia, ma di cambiamento“. Si passa così dal trasporto pubblico alla raccolta differenziata, dai progetti per le reti colabrodo alle aree verdi, dalle scuole a Messina Social City, dalle baracche agli impianti sportivi e agli eventi. “Il tema del risanamento era una di quelle maglie che sembravano non finire mai. Oggi il Comune è sano, ha i conti in ordine e assume. Prima del 2018 le partecipate erano fallite. Messina città della musica e degli eventi è un sistema che ha creato un indotto importante per una città oggi attrattiva e programma un futuro diverso. Messina è una città che probabilmente doveva essere costruita 30-40 anni fa, ma che ha cambiato la sua posizione operativa dal 2018“.
De Luca “ha preso la città in una situazione straordinaria, in dissesto finanziato. Ha preso la città in carico con le sue soluzioni, in una situazione disastrata ed ha fatto un lavoro straordinario, considerando che durante quella consiliatura abbiamo vissuto pure il covid. E’ un modello che ha funzionato, senza colori politici e compromessi. Poi il testimone è passato a me. Ho amministrato la città in una condizione di normalità, una città che funzionava, con i conti in ordine, con soldi in cassa e progetti in cantiere“.
I motivi delle dimissioni e il Consiglio comunale
“Oggi – ha spiegato Basile – si deve aprire fase diversa, mantenendo un’identità fuori da logiche politiche e guardando non ad una visione di sviluppo, ma strategica. I momenti bui sono passati. Oggi la città ha un’esigenza diversa, di fare un salto di qualità“.
Tra i motivi delle dimissioni ci sono i movimenti e le manovre all’interno del Consiglio comunale. “Quando nel 2022 sono stato eletto, contavo su una maggioranza di 20 consiglieri su 32. Oggi la maggioranza conta su 13 consiglieri, perché 7 hanno cambiato idee, alcuni per ‘interessi personali’, lo dico tra virgolette. E’ venuta meno la solidità che serve all’azione amministrativa“. Ha dichiarato il primo cittadino che ha parlato anche di fibrillazioni in giunta e all’interno delle partecipate “problemi che hanno creato quella non serenità, un logoramento politico“.
Un ampio spazio è stato così dedicato ai numeri del Consiglio comunale, alle dinamiche d’aula e ad un maggioranza esaurita da tempo: “I giochi d’aula non servono più. Chi vuole fare opposizione vota contro, non si astiene. C’è ancora un anno di mandato e la città non può stare in questo stato. Il sindaco deve avere supporto“.
Messina voterà in primavera: Basile si prepara alla campagna elettorale
“Nel 2022 – ha dichiarato Basile – l’ex sindaco Cateno De Luca, ha annunciato la candidatura del semisconosciuto Federico Basile. La città ha dato fiducia alla proposta di De Luca. Oggi è Federico Basile che candida Federico Basile“.
Il primo cittadino ha spiegato come la dimissioni arrivino con “la consapevolezza che quello che ho detto non è un racconto, ma il presupposto di un percorso che si deve aprire. Oggi siamo davanti ad un anno che si inizia con ragionamenti di compromessi e di tipo politici. Potrei fare un accordo politico e garantirmi una facile elezione, ma questo non serve alla città. Il monocolore funziona e può funzionare. Meglio fermarsi due o tre mesi piuttosto che lasciare la città in minoranza per un anno e mezzo. Oggi apriamo fase diversa, in cui ridiamo voce agli elettori“.
Abbandonare Messina? “Non sto andando da altre parti. Ho deciso di rilanciare la mia posizione amministrativa e mi ricandido con più forza di prima. L’azione che ho portato avanti mi permette di essere più solido di prima. De Luca è un leader carismatico, io invece sono sono maturato e ho fatto esperienza politica. E’ un gesto di rilancio, non di rinuncia“.
Il centrodestra siciliano insorge: “Capriccio politico, agisce con irresponsabilità”
Le parole e le decisioni di Basile hanno subito sollevato critiche e polemiche. A poche ore dal termine della conferenza stampa, i partiti di centrodestra sono insorti. Le segreterie regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per Salvini premier, Grande Sicilia – Mpa, Noi Moderati e Democrazia Cristiana ha scritto una nota congiunta, puntando il dito con il primi cittadino dimissionario e il capogruppo all’Ars di Sud chiama Nord Cateno De Luca: “Le inopinate e assurde dimissioni del sindaco di Messina Federico Basile sono motivate solo da un capriccio politico del sindaco di Taormina Cateno De Luca, e dei desiderata di quest’ultimo. Dietro questa scelta di abdicare alle proprie responsabilità nei confronti della Città c’è Cateno De Luca con la sua pseudo strategia politica. E’ assurdo pensare ad una nuova fase commissariale per Messina proprio all’indomani di un’emergenza come quella del ciclone Harry, per di più le dimissioni di Basile lasceranno vuota anche la presidenza della Città metropolitana che svolge un ruolo fondamentale nella gestione della fase di ricostruzione nell’intera fascia dei comuni ionici. Siamo davanti ad un “coup de théâtre” di cui qualcuno si deve assumere l’onere davanti ai cittadini di Messina. Prendiamo atto della decisione odierna e come centrodestra siamo pronti a rispondere uniti con una candidatura autorevole per la guida della città di Messina“.




