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Bevacqua (Uftaa): “Contro il caro voli va istituita un’Authority siciliana”

giovedì 14 Novembre 2019

“La questione del caro voli da e per la Sicilia è tornata al centro dell’attenzione e noi ci auguriamo che sia la volta buona per cambiare uno stato di cose che è diventato inaccettabile, umiliante e mortificante per tutta l’utenza che viaggia dalla Sicilia verso Roma e altre aree del Paese e viceversa”. Lo afferma il presidente emerito di Uftaa (la federazione mondiale degli agenti di viaggio), Mario Bevacqua, che interviene così sulla spinosa questione del caro voli che continua a penalizzare la Sicilia e chiede l’istituzione di una Authority siciliana “per non lasciare ancora le chiavi della questione in mano alle compagnie aeree”. 

“Bisogna analizzare attentamente – spiega Bevacqua – l’offerta del biglietto, tenendo conto che in linea di massima la tariffa ha un’incidenza effettiva di un terzo, con due terzi di tasse che rappresentano il resto dei costi applicati. Le compagnie aree cercano di capitalizzare quanto più possibile e fanno il loro gioco, il problema è che sinora gli è stato consentito di fare tutto quello che hanno voluto. C’è chi riduce i voli come Ryaanir i voli su Roma da 6 a 3, la disponibilità dei posti a disposizione del mercato è minore, a quel punto la domanda è più dell’offerta e quindi il prezzo del biglietto sale. Così facendo è chiaro che si sta arrivando ad un gioco al massacro, ai danni della Sicilia, costretta a subire prezzi alti a fronte di servizi che si riducono al minimo. Ryanair vende un volo Catania Roma 260 euro, altro che low cost mi verrebbe da dire, e poi anziché 800 posti ce sono disponibili 400 e i posti per l’utenza si vendono al massimo della possibilità di vendita, diventando un “salasso” per i malcapitati consumatori. Vueling ha lavorato nell’alta stagione e appena ha visto che non c’era più convenienza ha tagliato i voli per la Sicilia, da novembre fino a marzo. Non è corretto e non è permissibile che avvengano queste cose. Si ripresenterà ad aprile quando tornerà il traffico, e fino ad allora i siciliani saranno costretti ai soliti disagi. Dovrebbero smetterla tutti con queste prese in giro, così non si può più continuare. Abbiamo dei tecnici che possono formulare le necessità reali ed effettive della Sicilia, si potrebbero e dovrebbero fare valutazioni e richieste in termini di enti, non possiamo lasciare ad altri le decisioni e costringerci ad avere pochi voli a costi altissimi”.

“Il biglietto di un volo da e per la Sicilia da qui al 6 gennaio aumenterà e sarà al massimo possibile. La domanda, come detto, supererà l’offerta e i prezzi si impenneranno ancora. Qualche giorno fa c’era un volo Catania-Roma di Alitalia a 359 euro per un volo delle ore 20. Giovedì scorso alle ore 23, da Roma Tiburtina a Catania, una ditta di autolinee ha dovuto attivare 6 bus. L’offerta dei voli è inferiore alla domanda, quei pochi voli disponibili hanno costi proibitivi e c’è parecchia gente costretta a trovare alternative tra le quali un viaggio notturno interminabile su un pullman. Servirebbe anche una politica “cargo” a prezzi giusti. Se noi trasportassimo quanto produciamo a costi accettabili arriveremmo sui mercati in tempo e risolveremmo il problema del traffico sulle strade e dei troppi camion che troviamo nelle nostre autostrade”, afferma Bevacqua.

Rimane irrisolto la questione delle tasse che gravano sul biglietto e della quale nessuno vuole occuparsi. Lo abbiamo evidenziato a più riprese. E’ una vicenda oscura sulla quale nemmeno gli agenti di viaggio sono riusciti a far luce nonostante il forte impegno in tal senso  – dice il presidente emerito di Uftaa che aggiunge – Nel biglietto aereo si applicano una serie di costi che sono regolamentati ma c’è da chiedersi chi controlla che vengano correttamente applicati dalle compagnie. Ci sono tasse sul carburante, tasse aeroportuali e le tasse dei servizi in genere: la tariffa area del biglietto, in linea di massima, è l’incidenza minore che si ha nel costo del biglietto. Lo abbiamo dichiarato e lo ribadiamo: si accerti quali sono i criteri di formulazione del costo del biglietto e quantificare gli oneri, verificando se tutto è in regola. Serve una commissione tecnica, che sia composta da tecnici e non da persone che non conoscono il settore. C’è la disponibilità assoluta di Uftaa a dare il proprio contributo”.

Ribadisco la mia richiesta di una Authority siciliana – conclude Bevacqua – che si occupi di studiare la strategia di cui necessita la Sicilia e cioè di quanti voli abbiamo bisogno e per dove. Potrebbe trattare con gli interlocutori avendo un grande capitale che sono gli aeroporti e muoversi con la previsione di una gara di evidenza pubblica, dicendo che la Sicilia ha bisogno di un numero determinato di voli al giorno. Il discorso è di una semplicità disarmante. In passato c’era una legge regionale, e Alitalia doveva presentare alla Sicilia, regione a statuto speciale, le tariffe che intendeva praticare per i collegamenti con Roma e Milano, e la regione o le approvava o non approvava. Oggi c’è la liberalizzazione ma dal monopolio si è passati a un duopolio, si mettono d’accordo e con quel patto di non belligeranza decidono le nostre sorti. Ma la Sicilia ha bisogno di tariffe più giuste, necessita della continuità territoriale e di opere ed infrastrutture a supporto. Quando sento dire “No Ponte”, mi viene da rispondere che è una cazzata colossale. Servono aerei a prezzi equi e treni moderni. L’alternativa non possono essere le 12 ore di bus e una nottata terrificante per raggiungere Roma”.

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