I Carabinieri del comando provinciale di Catania sono stati impegnati a Randazzo nell’operazione antidroga ‘Game over’ con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 14 indagati. I reati ipotizzati, a vario titolo, nel provvedimento del Gip di Catania, emessa su richiesta della Direzione distrettuale antimafia etnea, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, spaccio di droga e furto aggravato in concorso.
Le indagini, spiega la Procura di Catania, “hanno consentito definire la struttura dell’associazione, operante a Randazzo e territori limitrofi, documentare la gestione delle piazze di spaccio e individuare i canali di approvvigionamento della sostanza stupefacente“. Nell’esecuzione dell’ordinanza sono stati impegnati un centinaio di carabinieri del comando provinciale di Catania, con il supporto dello squadrone eliportato Cacciatori di Sicilia, del 12/esimo nucleo elicotteri, del nucleo Cinofili di Nicolosi e della Compagnia di intervento operativo del 12/esimo Reggimento Sicilia.
Nei confronti dei 14 destinatari dell’ordinanza è stato disposto il carcere mentre per un altro indagato il gip ha deciso il ricorso all’interrogatorio preventivo. L’indagine si è sviluppata tra novembre 2022 e giugno 2023 permettendo di ricostruire le attività di un’associazione a delinquere che garantiva il rifornimento di marijuana, cocaina e crack. L’inchiesta ha fatto luce sui riassetti organizzativi del clan Sangani, a seguito dell’operazione “Terra bruciata” dell’ottobre 2022 che aveva riguardato numerosi esponenti, tra cui Salvatore Sangani, i figli Francesco e Michael, il nipote Samuele Portale, ritenuti affiliati alla cosca. Le indagini, secondo l’accusa, avrebbe permesso di individuare la compagine che avrebbe occupato il vuoto creatosi approfittando del duro colpo inferto al clan Sangani che deteneva il monopolio del traffico di droga sulla piazza di Randazzo. Per la Procura il nuovo gruppo farebbe capo a Cristian Sabato e Danilo Giovanni Sapiente e sarebbe stato capace, in breve tempo, di egemonizzare un vasto giro di droga servendosi dl una rete di affiliati. Proprio Cristian Sabato, dopo l’arresto dei componenti del clan Sangani, si sarebbe ‘autoproclamato’ durante una conversazione come il punto di riferimento a Randazzo, l’unico che poteva dare l’autorizzazione per spacciare. Sabato, discutendo con alcuni sodali, avrebbe delineato in modo accurato la propria posizione come quella di capo e altri come gregari e picciotti. Durante le indagini sono stati eseguiti sequestri di marijuana, cocaina e anche di crack, con quest’ultima tipologia di droga che prima era irreperibile a Randazzo perché la si poteva trovare soltanto a Catania. Dagli accertamenti dei carabinieri è emerso anche che il 1 maggio del 2023 alcuni pusher si sarebbero recati a Catania per partecipare a un importante evento di musica elettronica dal vivo per vendere ecstasy.




