Il peso maggiore di questa “stangata” ricade sui possessori di auto a gasolio. A causa del riordino delle accise scattato lo scorso gennaio, il diesel costa oggi il 29,2% in più rispetto a un anno fa. Tradotto in cifre concrete, ogni volta che un automobilista si ferma alla pompa per un pieno di gasolio, spende 23,3 euro in più rispetto alla primavera scorsa. Situazione decisamente più gestibile, invece, per chi viaggia a benzina: grazie al riallineamento della tassazione, l’aumento si ferma al 2%, con un rincaro di circa 1,8 euro a pieno.
L’analisi non lascia spazio a dubbi sull’impatto di massa: tra gite fuori porta e vacanze più lunghe, sono previsti circa 95 milioni di spostamenti sulle nostre autostrade. Incrociando questi volumi con la composizione del parco auto italiano — diviso quasi equamente tra diesel (40%) e benzina (41,4%) — e ipotizzando una media di un pieno e mezzo a vettura, il Codacons ha calcolato l’imponente cifra che uscirà dalle tasche dei cittadini.
Ma non è tutto, perché sui viaggiatori pende una vera e propria spada di Damocle temporale.
Proprio il 1° maggio, nel pieno del lungo weekend, scadrà la proroga del Governo al taglio delle accise (24,4 centesimi). Se l’Esecutivo non interverrà con un nuovo decreto, il rischio è che il costo dei carburanti schizzi verso l’alto proprio mentre milioni di italiani staranno rientrando a casa: il gasolio potrebbe toccare i 2,30 euro al litro, mentre la benzina si attesterebbe intorno ai 1,98 euro.

“Il caro-carburanti rischia di trasformare i ponti di primavera in una nuova stangata per milioni di famiglie italiane. Non si può chiedere ai cittadini di sostenere rincari così pesanti proprio mentre si mettono in viaggio per pochi giorni di vacanza o per raggiungere parenti e amici “, afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons.





