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Cassa integrazione in ritardo, colpa di errori informatici e codici postali generici | VIDEO

mercoledì 6 Maggio 2020

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Colpa di un codice di avviamento postale generico o un giorno in più di cassa integrazione segnalato dall’azienda rispetto alle nove settimane previste: sarebbero questi i motivi dei ritardi nell’erogazione dell’ammortizzatore sociale che in questi giorni hanno portato la Regione sul banco degli imputati.

A spiegarlo è Gaetano Sciacca, responsabile del Centro per l’impiego di Messina, che su facebook ha pubblicato un video in cui difende il lavoro svolto dai dipendenti regionali e dice la sua sul perché dei ritardi.

La tesi di Sciacca è che nella fase iniziale di invio delle domande di accesso alla cassa integrazione in deroga da parte delle imprese che ne facevano richiesta all’Inps, molte tornavano indietro agli uffici per l’impiego per errori di lieve entità, come appunto il cap generico o la forbice della durata della cassa integrazione che teneva conto dell’ultimo giorno di lavoro ordinario anziché quello in cui sarebbe stato effettivamente attivato l’ammortizzatore sociale. Il ritardo si sarebbe ulteriormente prolungato in quanto, nella fase iniziale, non sarebbe stato possibile procedere alla modifica della domanda (cosa adesso consentita) ma si sarebbe dovuto procedere alla stesura di una istanza ex novo.

Sciacca non ci sta a far passare per ‘fannulloni’ i suoi colleghi, snocciola i numeri del suo ufficio: 2595 pratiche arrivate in quattro tornate (tra il 20 aprile e il primo maggio): “Tutte espletate“.

E una postilla Sciacca la riserva al commento del bonus di cui tanto si parla in questo periodo, i dieci euro a pratica per i dipendenti regionali che si occupano, appunto, della cassa integrazione in deroga: “Somme già previste per il Dipartimento della Regione”, dice Sciacca.

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