“Ascolto e leggo sempre con grande attenzione e piacere le parole del presidente Gianfranco Miccichè, forte della sua esperienza e della sua visione maturate in anni di attività nei palazzi della politica siciliana e romana”.
Lo afferma Cateno De Luca in una nota commentando le parole di Gianfranco Miccichè.
“Nessuno oggi, però, può annoverarmi come uno dei candidati del centrodestra. Non lo sono e non lo sarò. Ma la stessa cosa vale per il centrosinistra. Anche perché al massimo saranno gli altri partiti a doversi spostare sulla nostra progettualità”.
“Lo dicono i fatti: il Governo di Liberazione ha un solo interlocutore, cioè Cateno De Luca, mentre nel centrodestra, così come nel centrosinistra, ci sono troppi capitribù. E non c’è nessuno oggi legittimato a parlare per conto dell’una o dell’altra coalizione rispetto a qualsiasi tipo di progettualità’. Quindi, prima i vari partiti che fanno parte delle due coalizioni devono risolvere i loro problemi interni, individuare un interlocutore unico legittimato a discutere di programmi, di un nuovo modello di Sicilia e poi anche della Presidenza della Regione”.
“Solo a quel punto potranno confrontarsi con noi. Nel frattempo, però, mentre centrodestra e centrosinistra risolvono i loro problemi interni, noi continuiamo a costruire il percorso per dare un nuovo modello di Sicilia che abbia davvero una marcia in più. Per questo stiamo portando avanti il percorso del Governo di Liberazione, che verrà presentato ufficialmente il 18 luglio alle ore 10.00 al Teatro Politeama di Palermo. A me oggi non interessa scalpitare per una poltrona. Mi interessa portare avanti un’azione politica concreta che consenta finalmente di liberare la nostra amata terra da quelle dinamiche che finiscono sempre per far prevalere gli interessi dei salotti romani. Il nostro è un movimento post-ideologico che si fonda sulla concretezza della buona amministrazione. Chiaramente valuteremo con attenzione chi vorrà convergere sul nostro progetto per la Sicilia e condividere un percorso di cambiamento reale. Stiamo lavorando a un programma di governo autonomista (una Sicilia libera dalla schiavitù romana), civico (una Sicilia al di sopra dei partiti) e progressista (una Sicilia che rompa con la conservazione stagnante e abbia le carte in regola per essere protagonista)”, conclude De Luca.



