“Mi dispiace, devo andare. Il mio posto è là“. Non è proprio così che Giampiero Cannella si è congedato dal sindaco Roberto Lagalla. Ma il senso è più o meno quello. L’ex coordinatore regionale di FdI ha salutato la compagnia degli assessori comunali per volare a Roma. Luogo nel quale ricoprirà l’incarico di sottosegretario alla Cultura. Un’impresa non da poco visto che, secondo i ben informati, almeno un altro esponente palermitano del partito riponeva delle ambizioni in tal senso. Magari in un altro campo. Ma le cose, alla fine, sono andate come ci si aspettava che andassero da inizio 2025.
Ora però, c’è da pensare al futuro. Fra i ranghi di FdI è giá partita la corsa per rimpiazzare in Giunta Giampiero Cannella. Le interlocuzioni principali nel partito riguardano il ruolo di vicesindaco. Ambito da molti ma che solo uno potrà ricoprire. Una questione sulla quale Roberto Lagalla aspetta risposte. Magari in tempi brevi. In modo da evitare ulteriori fibrillazioni in un maggioranza che deve affrontare un nuovo scontro interno a Forza Italia. Ieri, infatti, in Consiglio Comunale è andato in scena l’ennesimo scambio di opinioni poco amichevole fra Gianluca Inzerillo e Leopoldo Piampiano. Frizioni che affondano le radici nel tempo e che non risultano ancora oggi superate.
Cannella e Dell’Utri, il paradosso di Noi Moderati fra Roma e Sicilia
Mentre a Palermo le correnti dei grandi partiti si scontrano, Giampiero Cannella si dirige a Roma. Ad affiancarlo ci sarà Massimo Dell’Utri. Ex candidato alle elezioni europee di Forza Italia, in quota Noi Moderati. A Roma le cose vanno bene per il gruppo di Maurizio Lupi e Saverio Romano. E l’obiettivo è quello di invertire la tendenza anche in Sicilia. Nel capoluogo siciliano, il rapporto con Roberto Lagalla è compromesso dall’estate scorsa. Noi Moderati si è posta all’opposizione del sindaco. Anche se in Consiglio Comunale i centristi non vantano più nessuno. Almeno da quando il vicepresidente del Consiglio Comunale Giuseppe Mancuso ha abbracciato il progetto politico della Lega. E non va di certo meglio alla Regione, dove il gruppo sostenuto all’Ars da Marianna Caronia non è stato invitato all’ultimo vertice di maggioranza del centrodestra. Un isolamento politico dal quale, in qualche modo, il gruppo centrista dovrà cercare di uscire in vista degli importanti appuntamenti elettorali del 2027. Elezioni comunali e regionali in primis.
Gli equilibri di FdI a Palermo
Gli occhi della politica però sono puntati in casa Fratelli d’Italia. L’addio di Giampiero Cannella apre infatti le maglie ad un cambio nella Giunta di Roberto Lagalla. Fattto che arriva al termine di un periodo tribolato nei rapporti fra le varie correnti palermitane del partito di Giorgia Meloni. Guardando agli attuali equilibri, al momento vantano una rappresentanza in Giunta sia Giuseppe Milazzo che Carolina Varchi. Il primo può contare su Dario Falzone, ex vicesindaco fra il 2003 e il 2005 di Diego Cammarata. La seconda invece ha il supporto di Brigida Alaimo, prima dei non eletti all’Ars a Palermo e data in odore di assessorato regionale a fine 2025. Fatto che però non si è mai tradotto in nulla di concreto. A restare scoperto, in questo momento, è l’assessore regionale Alessandro Aricò. Quest’ultimo infatti, pur essendo rappresentato in Consiglio Comunale di Antonio Rini e Germana Canzoneri, non esprime nessun assessore.
Toto nomi per l’assessorato, corsa allo scranno di vicesindaco
Logica vuole che la casella rimasta vuota dopo l’addio di Cannella possa essere colmata proprio da quest’area di Fratelli d’Italia. A tal proposito, è già iniziato il toto nomi fra i ranghi meloniani. Il primo a finire nominato dai microfoni di Radio Palazzo è stato Eduardo De Filippis, ex consigliere di Circoscrizione in quota Diventerà Bellissima. Profilo che però viene associato anche ad un’altra casella. Questa volta di sottogoverno, ovvero un incarico alla Fondazione Sant’Elia. Fatto che apre chance per l’esponente della Fondazione Thule, lo scrittore Tommaso Romano.
Il terzo nome venuto fuori nelle ultime ore è stato quello dell’ex assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Toto Cordaro. Il sub-commissario per la Depurazione però, dicono i ben informati, avrebbe altri progetti in testa. Non è da escludere però che nelle opzioni di scelta di Alessandro Aricò ci possa essere un altro nome. Quello di un fedelissimo. Da tirare fuori solo in caso di concrete possibilità di ottenere la più importante eredità lasciata da Giampiero Cannella sul piatto, ovvero il ruolo di vicesindaco. Scranno sul quale però potrebbero puntare gli occhi anche le altre due correnti maggioritarie di FdI. Una matassa difficile da districare e sulla quale, con ogni probabilità, a decidere sarà il partito. Magari nel vertice convocato per lunedì.
Il caso Forza Italia: Tamajo boy vs Mulè boy
Una questione a cui guarda con occhio attento anche il sindaco Roberto Lagalla, impegnato nel viatico di avvicinamento al rinnovo dei CdA delle società Partecipate. La sua maggioranza, nel periodo pre e post referendario, ha subito diverse fibrillazioni. L’ultima, ieri, ha coinvolto un’altra piazza calda del centrodestra palermitano, ovvero Forza Italia. In casa azzurra si attende la decisione del management romano sul possibile commissariamento della costola siciliana del partito. Fatto a cui guardano con attenzione tutti i big del partito isolano. Non è un caso, quindi, che i rapporti fra le correnti azzurre siano in costante evoluzione. Una dimostrazione di tutto questo è quanto avvenuto ieri in Consiglio Comunale, con lo scontro politico in aula fra Gianluca Inzerillo, ex capogruppo di Forza Italia a Palermo, e l’attuale numero uno a Sala Martorana, ovvero Leopoldo Piampiano.
Sullo sfondo c’è il rinnovo delle società Partecipate
Motivo del contendere, ancora una volta, è il progetto del collettore fognario nord-occidentale. Uno di quegli impianti che, secondo il governo regionale, dovrebbe contribuire a smaltire le acque meteoriche della VII Circoscrizione, evitando così allagamenti nelle zone solitamente critiche. Mondello in primis. Ma qualcuno non è convinto del progetto, in particolare sulla zona di scarico scelta. Ovvero il mare di Sferracavallo. Un conflitto, quello interno a Forza Italia, che va avanti da settimane, ma che si lega inevitabilmente ai trascorsi politici di Inzerillo e Piampiano.
Uno è legato a doppio filo alla corrente del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. Uno dei papabili ad indicare il ruolo di commissario in Sicilia. L’altro invece rappresenta il frontman della corrente palermitana dell’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo. A differenza di quanto avvenuto in passato, i due non si sono nascosti dietro alla grammatica politica, lanciandosi frecciate poco velate a più riprese. Da capire come continuerà questo dibattito tutto interno agli azzurri, soprattutto alla luce delle sfide che attendono la maggioranza del sindaco Roberto Lagalla. Rinnovo delle società Partecipate in primis.




